Non si sfugge al passato.

L’ho saputo così, per caso, come si vengono a sapere i gossip su Corona e Mora dal parrucchiere. Una notizia fra le tante che passano di bocca in bocca, e nei paesini piccoli come il mio non tardano a fare il giro di tutti gli abitanti. Spèteguless. Pensavo che il passato, appunto perché passato, rimanesse lì buono buono. Patti chiari: io vado avanti e faccio le mie esperienze, ma tu, Signor Passato, non è che torni quando ti pare e piace. Non siamo d’accordo così. Sennò poi il tranquillo trascorre della mia vita deve per forza tirare un sospirone, inchiodare, e soprattutto riflettere.

Signor Passato, hai rotto il patto. Sei tornato. Hai bussato alla mia porta candidamente, qualche mese fa, e sorridendo beffardo mi hai detto tutto d’un fiato: “E’ tornata. Suora M. è tornata in paese”. Ammappete. E dovevi dirmelo così? Dai, l’ ultima volta che ho visto suora M. avevo quattro anni. Mi mancavano due denti, andavo a letto con l’orsetto e credevo che tutto il mio mondo fosse fatto di pony e dolcetti. E’ naturale che poi, se mi arrivano certe notizie, quella furbastra di Mnemosine si diverte a fare scherzetti crudeli.

Ho passato i tre anni dell’asilo fra le suore, perfettamente integrata nel Programma Educazione Cattolica (come ho già detto qui). Se devo dire la verità mi stavano tutte antipatiche. Tutte tranne suora M. Lei aveva qualcosa di diverso, che mi piaceva… forse era quell’aria moderna, di una che ha le idee chiare e innovatrici, nonostante l’età già un po’ avanzata. Potevo benissimo immaginarmela in maglione e jeans al posto di tunicona e velo. Per questo ho passato gli ultimi mesi, da quando ho saputo del suo ritorno in questo buco sperduto, con una certa ansia. Strano che le avessero permesso di venire di nuovo qui da noi, dai suoi pulcini…

Così, alla fine, l’ora è giunta. Ovviamente, nel momento meno indicato. Sotto al viale, mentre sto per abbandonarmi ad una bella parolaccia liberatoria (per chissaquale ragione recondita), la quale rimane ben sospesa fra labbra e resto del mondo. Mi blocco. Lei è lì. Non faccio in tempo ad accorgermene che corre, passettino a passettino stile Geisha sugli zoccoli, ottant’anni con la vitalità di una ventenne, verso di me. Mi strapazza di baci e coccole. Io mi rendo improvvisamente conto di quanto sono cambiata dall’asilo (ma va?), del trucco che ho sugli occhi, del ciuffo impertinente, dell’insicurezza mascherata col cinismo, della parolaccia che stavo per dire. E penso alla magia di quel rapporto inevitabilmente persa.

Dopo le parole di rito fra persone che non si vedono da anni, arriva la temuta domandona da un milione di euro. “E dimmi… ci vai, vero, in Chiesa?”. Ecco. Vorrei saltare sulla prima auto e trasferirmi in Cambogia. Come faccio adesso a dirle dei miei pensieri costanti? Sono una schifosa disertrice, impermeabile alla ferrea formazione chiesaiola, con pericolose tendenze al sovversivo agnosticismo. E lei è una suora, perdinci. Non ci si intende. Mi ha lasciata ingenua bambina con le manine giunte, mi ritrova a pensare su quali strade di Fede intraprendere.

Persa in questi arzigogoli mentali, dovrà già essere passata mezz’ora di silenzio, ma la suora non pare spazientita. Io mi vergogno di quello che non voglio dire. Poi sento: “Beh, se credi vacci, basta che non mi diventi una bigotta. Brava sì, ma bigotta no, eh? Che non mi piacciono per niente”.

Finalmente, ho capito perché mi pareva diversa dalle altre. L’adoro.

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24 pensieri su “Non si sfugge al passato.

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  3. che iella (sfortuna) ch’ hai avuta, piccolina,
    co’ sti religiosi che se sposeno li santi
    perché vita comune li spaventa;
    con la superstizione sacrata in religione,
    s’ arrogano il diritto di pontificare
    a noi, che si smazza per crescere famiglie,
    come dove e quando far sacra anche ‘na sega ?

    • completo la visione

      che iella (sfortuna) ch’ hai avuta, piccolina,
      co’ sti religiosi che se sposeno li santi
      perché vita comune li spaventa;
      con la superstizione sacrata in religione, e
      cercando nei pargoli il sesso degli angeli
      s’ arrogano il diritto di pontificare
      a noi, che si smazza per crescere famiglie,
      come dove e quando far sacra anche ‘na sega ?

        • mm, mi chiedi troppo
          co’ sta tecnologia io so si e no tastare (1
          e, mettendomi ne’ li panni altrui
          glie do er cincillà pe’ falli sta’ più caldi. (2
          Solo che a volte me ritrovo gnudo (3
          e m’ attacco all’ altri per riscardamme un poco. (4

          spiegazione
          so fare poco in tecnica, girello in web e scrivo, più non so (1
          immedesimandomi, esperienza consolatoria (2
          mi faccio poche domande (3
          e prendo lo spunto dalle vicissitudini altrui (4

          • ammetto per te che ti fai domande
            e quante te ne farai e se avrai o no risposte;
            io, vedendo in giro soddisfo i miei quesiti
            credendo d’ aver chiaro tutto il circostante,
            ma un dubbio ho sempre:
            manicomio è scritto verso il fuori

  4. questo dimostra che i “veri” religiosi sono quelli semplici, che stanno in mezzo alla gente, ai bambini, ai poveri.
    non quelli ingioiellati che siedono sui troni romani.
    fortuna che, almeno per adesso, di religiosi così, che ti rimettono per un po’ di tempo in pace con la chiesa, ce ne sono ancora. certo poi leggi il giornale e ti cascano le braccia, ma almeno per un po’ hai pensato che la tolleranza e la felice convivenza tra atei e cattolici può esistere.

    ps. anch’io sono andato dalle suore, ma la mia i bambini li picchiava!

    • penso che la felice convivenza potrebbe esistere fra tutte le confessioni religiose e non.
      Ma se le dicessi dei miei dubbi, mi guarderebbe male (o almeno perplessa) :)

      Davvero? Alla faccia della suora…

  5. Secondo me chi interpreta la religione in una certa maniera, pur avendo dedicato ad essa tutta la vita, l’ha capita ben poco.

    Io, che non sono nemmeno credente, ho avuto a che fare con qualche prete. Tutta gente normale, tranne uno. Uno che è davvero eccezionale. Un po’ come la tua suora. Sono persone che non dovresti cercare di perdere!

    Ps: Tu stavi per dire una parolaccia, io stavo per bestemmiare….

    • bè, alle bestemmie non sono mai arrivata finora… non sono mica una certa persona che va ai Family day poi tira giù i santi dal paradiso appena può insultare (ogni riferimento a presidenti e bestemmie recenti è puramente casuale).

      Mi sto accorgendo sempre più di quante persone fantastiche mi girano attorno e vengono date per scontate.

  6. Le catene della colpa
    Jeff Bailey gestisce una stazione di servizio e sogna una vita tranquilla con Ann. Ma al passato non si sfugge. Il suo vero nome è Markham e anni prima lavorava a New York come detective, insieme al socio Jack Fisher. Nick Sterling, uomo dai loschi affari, lo aveva incaricato di ritrovare l’affascinante e pericolosa Kitty Maffin, ma, anziché riportarla da Nick, se ne era innamorato ed era fuggito con lei. La relazione si era conclusa quando Kitty aveva ucciso Fisher, che era riuscito a scovarli. Ma ora Kitty è tornata da Nick, il quale dà a Jeff un nuovo incarico: recuperare carte compromettenti in mano a un avvocato di San Francisco. Jeff intuisce che l’avvocato verrà assassinato e che del delitto sarà accusato egli stesso. Tenta di giocare d’astuzia, ma è troppo tardi. Non ha fatto i conti con l’imprevedibile Kitty, i cui piani non coincidono con quelli di Nick. Adattando il suo romanzo per lo schermo, Geoffrey Homes semplifica la trama ma non fa concessioni all’ottimismo. La colpa di Jeff si ripercuote implacabilmente sul suo destino, vanificando ogni possibilità di redenzione.

  7. Ma che suora figa!
    Figa sarà una parolaccia per le suore?
    Bah, in casi come questo non riesco a pensare ad un termine più adatto.

    Io ho un pessimo ricordo delle suore del mio paese. In seconda elementare andavo al catechismo, il sabato mattina, e le suore mi mettevano sempre in punizione perchè chiacchieravo con le mie amichette o perchè avevo lo smalto rosa di Barbie.
    “Lo sai che se metti lo smalto prima dei diciott’anni bruci all’inferno?”
    Spero se ne ricordino, al momento della mia morte, chè io voglio andarmene all’Inferno, da Virgilio e tutti gli altri.
    Bacioni!

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