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Perché tu eri solita
camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi
le mani sulle ginocchia, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi; ricordami così, coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi…
Dunque, come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore di nessun Paradiso. 

(Ghiannis Ritsos) 

Oggi è un giorno particolare. Sono presa da studi filosofici, nel vero senso della parola… e se qualcuno di voi volesse, per estrema gentilezza, parlarmi della sostanza in Aristotele io sarei davvero grata. Ché Aristotele mi sta simpatico, eh, aveva una testa quel ragazzo…! Sembra di vederlo, nel suo liceo, mentre insegna con quegli appunti (pomposamente definiti scritti esoterici… a proposito, ma quanto è bello l’avverbio “pomposamente”? ), o mentre cammina nel peripato. Mi sta simpatico, dicevo, ma di domenica mattina, quando apri la finestra sul terrazzo e senti un venticello che ti dà il benvenuto nel maggio odoroso, e sai che dopo dovrai uscire… ciao babao. La simpatia è una cosa, lo scervellamento un’altra.

A proposito: buona beatif… ehm, cioè, buona festa dei Lavoratori a tutti! Soprattutto un augurio a chi il lavoro non ce l’ha o ce l’ha per modo di dire, spero possiate realizzarvi… siete gli eroi di quest’epoca.