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Io l’ho sempre detto, porca peripatetica, che l’inserviente è un genio del male. Da quando gli USA hanno strombazzato ai quattro venti che Uncle Osama era stato fatto secco in quattro e quattr’otto, ci ho creduto giusto i primi venti minuti, forse folgorata dai flash che comparivano ogni tanto a Obama sul bel facciotto (a proposito, è praticamente impossibile non confondere mai i due nomi!).

Poi le foto taroccate con Paint, che peraltro non corrispondevano alla descrizione del corpo. Infine, il rifiuto dell’inquilino della White House di far vedere le immagini a testimonianza (ma scusate, non le avevate appena diffuse? Ah, pardon, quelle erano le demo del prossimo Photoshop 10). Ecco, tutti questi piccoli indizi mi avevano messo in testa il fastidioso, ma abituale, tarlo del dubbio. E invece, vedete un po’ voi se una ingenua ragazzina poteva sbagliare così grossolanamente, fino a questo punto! Che vergogna terribile! Mi inchino e mi prostro con tutta me stessa, scusandomi timidamente davanti al Nostro Signore Janitor/Inserviente, colui che tutto sa e prevede. Se lo dice lui, e lo sapeva da così tanto tempo, non si può proprio insinuare che sia una menzogna. L’Inserviente è la voce della verità.

E poi, voglio dire, è stato il primo miracolo del Neobeato, no? Eh, allora, cosa volete continuare a sussurrare che in realtà è tutta una balla. Le evidenze sono contro gli scettici.

E nel 2012 finirà il mondo.