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Piccola introduzione: mi ero ripromessa di non scrivere nessun post su questi fenomeni – video di cui si hanno tracce già da qualche mese, soprattutto su youtube, per non aumentarne la popolarità…ma stavolta non ce l’ho fatta. Devo sfogarmi.

Signore e signori, le due ragazze che vedete qui sono il tipico prodotto di berlusconismo d.o.p. Attenzione, non ho scritto “prodotto di Berlusconi in quanto persona”, ma “prodotto del berlusconismo in quanto fenomeno di massa”. La ragazza più lontana, quella con il top blu, ha esattamente la mia età (15 anni), mentre l’altra più vicina ne ha 17. Ho il (dis)piacere di informarvi che adesso le pulzelle hanno pure un agente, come le vip(ere), e molto probabilmente i cancelli di sterco dorato della televisione si apriranno per loro come le braccia di un innamorato.

Ma cosa avranno mai fatto queste damigelle, che alla domanda “fareste mai il Grande Fratello?” rispondono “à voglia, à voglia… ma ce vogliò diciott’anni…“, per meritarsi cotanta fama? Non so, sanno parlare al contrario? Fanno le contorsioniste? Imitano i lombrichi? Hanno un’attitudine particolare? Mi accontenterei anche se sapessero rifare l’inno d’Italia con le pernacchie. No. Neanche quello. Si sono limitate a rilasciare un’ intervista che definire stupida e senza alcuna utilità al mondo è poco. Non parlano nemmeno italiano, quella che dovrebbe essere la loro lingua madre, santo cielo. C’è chi le ha definite “simpatiche”. Ora. Voi che le ritenete divertenti, simpatiche e altre amenità del genere, spiegatemi, perché io non ci arrivo. Ma dove sono simpatiche? Dove? Se non siete di Roma non capite nemmeno quello che dicono, quindi come fate a dire che fanno ridere? Non so voi, ma la simpatia per me è ben altra cosa. Non mi fanno ridere, semmai mi fanno piangere. Ho sempre saputo che la maggior parte dei miei coetanei è sempre stata un po’ inconsapevole e poco interessata a tutto quello che concerne la cultura (e anche qui ci sarebbe da fare un discorso lungo mille post), ma gente così pensavo esistesse solo nelle più torbide pensate di Nonciclopedia. E invece eccole lì. Se posso, però, la persona che mi sta più sugli zebedei di tutto ‘sto capolavoro di video è l’intervistatore. Io vorrei vederlo in faccia. Ma cosa ridi? Ride ogni due secondi per delle stupidaggini che farebbero impallidire The Basic Laws of Human Stupidity, fra l’altro emettendo il suono di un cinghialetto agonizzante. Se l’intervistatore in questione sta leggendo qui, cosa che dubito fortemente, non se la prenda: primo perché le cose importanti nella vita sono altre, secondo perché avrei potuto scrivere molto di peggio.

Tutto questo preambolo – più – video era solo un assaggio dimostrativo che attendevo da tempo, per parlare di un problema che mi sta molto a cuore, mi riguarda da vicino. Pensando alla più giovane delle due bonjour finesse, che ha la mia età spiccicata, rifletto e giungo a dilemmi amletici: lei, senza la minima conoscenza della lingua italiana (non pretendo roba alla Umberto Eco, ma almeno i verbi tesoro…), solo per dire che s’è fatta el calippo e la bira, viene ripresa e destinata in un nanosecondo allo star system più sfolgorante, con l’agente / avvoltoio già bello che pronto. Significherà pur qualcosa. Uno non decide di lucrare sulla vita di due ragazzine se non ha un guadagno più o meno immediato. Vuol dire che a una grossa fetta di pubblico questo piace.

Ora voi vi chiederete cosa c’entri tutto questo con la partenza, ovvero con il berlusconismo. E’ presto detto. A parte il fatto che le contessine dichiarano apertamente di guardare solo el cinque e el sei, ovvero Mediaset, e poco Mtv che tanto trasmette solo video musicali (e lasciamo stare la qualità della musica), bisogna concentrarsi sul loro atteggiamento. Così giovani, hanno già capito come gira l’talia. Non fraintendetemi, l’ignoranza è sempre esistita, ma almeno un tempo si era ignoranti inconsapevolmente, oppure si cercava di migliorare la propria condizione intellettuale se si poteva. Alcuni un po’ si vergognavano al cospetto di chi ne sapeva più di loro. L’eredità del berlusconismo, che ha trovato terreno fertile nelle succitate contessine, è il sapere di essere ignoranti, volgari, e vantarsene. Usarlo come punto di forza. Farne un motto. Sembrano quasi gridarlo: “Cosa me ne faccio della cultura e della consapevolezza, se tutti mi vogliono così? Se adesso con una laurea non si trova nemmeno lavoro e io mi ritrovo già popolarissima perché ho sparato due cavolate ad un microfono?”.

A questo punto lancio una specie di appello. Pubblico, italiani adulti, gente. Ci siamo anche noi. Non so quanti, ma almeno un po’. Siamo gli adolescenti che credono ancora che la cultura valga qualcosa. Non siamo talmente superbi da affermare di sapere già tutto, anzi. Siamo curiosi del mondo e vogliamo sempre scoprire cose nuove. Perché l’ignoranza è una trappola, ti credi libero e invece sei più ingabbiato di tutti. Perciò mi dispiace per queste tipette, che già me le vedo  fare le pseudotroniste di Maria. Evidentemente in Italia sono apprezzate dalla maggioranza della gente. Ormai però dovreste saperlo: a me le maggioranze non piacciono. Quindi, mi viene da dire, l’Italia sta diventando un paese inadatto a noi adolescenti curiosi. Tenetevi le duchessine di Ostia.

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