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Dato il discreto successo del tour nel mio zoo personale, che comprende Salamandre, OkapiLepri, e altre strane creature, oggi mi accingo a presentarvi un nuovo esemplare: la cosiddetta Picchia Picchiarella. Ovviamente anche qui ritroviamo una certa rassomiglianza con l’animale in questione.

La Picchia Picchiarella la vedo poco, giusto il tempo per fracassarmi le palle che non ho. Lei ovviamente ha già trovato il suo Woody Woodpecker, uno sfigato tale quale a lei, con cui di certo si sposerà, avrà due figli (un maschio e una femmina, ovvio), comprerà un cagnolino, vivrà in una villetta con giradino e cucinerà torte di mele.

La amano tutti. Tutti. Girando per i corridoi distribuisce baci, abbracci e saluti nell’aere come un candidato alle elezioni comunali. Mi aspetto sempre di vedere un paio di umpa-lumpa sbucare dal nulla e stenderle un tappeto rosso davanti, non prima di averle lanciato addosso una delicata pioggia di petali di rosa. Non è che sia particolarmente bella – è nella norma, senza alcunché di speciale che attiri l’attenzione. Eppure, lei conosce tutta la scuola e tutta la scuola conosce lei. Sarebbe una perfetta ragazza immagine per il Billionaire.

Viene a scuola agghindata come se dovesse ricevere dieci Oscar®  e trendadue Golden Globe® direttamente dalle mani di Vittorio de Sica e Anna Magnani. Vi faccio tutta la sequela perché merita. Si comincia dai capelli, preventivamente trattati con estratti di corallo del Taitù, succo di frutto della passione e cristallo di Rocca in frantumi; la folta chioma deve ovviamente essere piastrata, per renderla più piatta del suo seno (e ce ne vuole), utilizzando un ferro da stiro ricoperto di diamanti e oro bianco – operazione questa che richiede una sveglia mattutina in contemporanea con gli scarriolanti, quindi verso le 2 – 3 circa di mattina: giusto per arrivare a scuola belle riposate. Naturalmente non possono mancare i gioielli. Orecchini delle dimensioni di lampadari, che fanno tranquillamente concorrenza a quelli dei faraoni. Collane tempestate di angurie in Svarowsky. Bracciali che sembrano pneumatici. Badate bene: i suddetti preziosi non li indossa uno per volta, bensì tutti insieme appassionatamente.

Poi, si passa al reparto profumi. E qui, bando alla parsimonia. Cisterne e cisterne di zucchero a velo, cioccolato, sandalo e violetta, ylang-ylang, muschio di tutti i colori, mora, patchouli… altro che le due gocce di Chanel n.5 come Marilyn. Se ti passa di fianco, pare di sentire tutte le pasticcerie e i boschi di conifere esistenti sul globo. Va bene, le essenze sono costate novanta euro al millilitro perché hanno dei nomi stampati sopra ai boccettini. Ma valle a spiegare che un profumo, per quanto firmato, se ne metti troppo diventa eau de pied sporc.

Passiamo oltre, ai vestiti. Qui c’è da scatenarsi. Sembra un misto fra Il Diavolo veste Prada e Le ragazze del Coyote Ugly, però quando servono al bancone. E dire che i suoi vestiti, presi singolarmente, sarebbero anche carini. Il problema è che le vengono male gli abbinamenti. Robe tipo “pezzo di sotto Lady Gaga in concerto e pezzo di sopra suora francescana”, oppure tuta ultraderente alla “donna invisibile” dei Fantastici 4 con annessi sciarpina, cinturona + chaps stile Aguilera prima maniera e stivaloni da Spaghetti Western. In palestra, invece, adotta senza riserve lo stile Flashdance anni ’80: scaldamuscoli e body coordinati, per intenderci, uniti ovviamente da un accecante color fluo/evidenziatore Stabilo. Il che può essere conveniente se il prof di educazione fisica è un maschio.

Un giorno mi aspetto di vederla arrivare vestita come una delle Chicas del Can, intonando El Negro No Puede. Di certo tutti impazzirebbero, e le chiederebbero l’autografo. Tanto lei ci sa fare, è un’amicona, ha una battuta carina per ogni occasione che fa sempre ridere. Un mostro di simpatia. Mai un cedimento. Pura e vergine come la lana. Con i gentori ha un rapporto bellissimo, condito da qualche normalissima scaramuccia dell’età. Non beve, non fuma, non bestemmia, non si arrabbia (al massimo versa qualche dolce lacrima, assumendo una posa virginalmente vittoriana), lei e il suo ragazzo (Woody Woodpecker) sono  la coppia del secolo. Insomma, una vita linda ed irreprensibile. Commuove persino gli adulti maturi con cotanto candore alla Lucia Mondella.

Candore e purezza che si prendono un po’ di pausa ogni sabato sera. Sapete, si stancano anche loro, poverini.