Grazie a Sendivogius, che è arrivato prima di me a parlare di tutto questo e ha tradotto pazientemente

Scusate il ritardo con cui pubblico la meravigliosa notizia, ma sapete, ne arrivano così tante sul nostro Sire dall’estero che non si fa in tempo a starci dietro.

Stavolta è GQGentlemen’s Quarterly, versione America a darmi lo spunto per il post e l’entusiasmo dell’amor patrio. Dobbiamo essere fieri per come ci dipingono, no? Ecco un estratto dell’articolo, apparso nel numero di Giugno 2010 (che potete trovare QUI), con relativa traduzione…

ENG: “Sure, you could focus on the corrupt, quasi-fascistic side of Silvio Berlusconi’s long reign over Italy. But as his adoring supporters will tell you, that’s not the point of “Silvio!” What sustains a nation is the man’s dyed hair and shameless libido. Devin Friedman goes in search of the self-appointed dictator of macho hedonistic unprosecutable pleasure”
 
ITA: “Di sicuro, si potrebbe focalizzare l’attenzione sul lato corrotto, fascistoide, del lungo regno di Silvio Berlusconi in Italia. Ma come vi diranno i suoi adoranti sostenitori, non è questo l’aspetto prevalente di “Silvio!”. Ciò che impregna una nazione sono i capelli tinti e l’indecente libidine dell’Uomo.
Devin Friedman va alla ricerca dell’auto-proclamato dittatore dell’imperseguibile piacere edonistico da macho.”
E da lì si parte con uno slideshow di varie foto delle cosiddette “Dame del Cavaliere”: Patrizia d’Addario, la deputata Nunzia de Girolamo, Noemi Letizia (che esiste ancora anche se tutti se la sono scordata), la ministra Michela Brambilla…
Per non parlare del Paese dei Balocchi, altrimenti detto Stato Dittatoriale del Sultanato di Berlusconistan (in tempo antico Italia), descritto come il Paese dove
“[…]tutte le tette sono grosse. Grosse, giovani, abbronzate e nude. Un posto dove ognuno fotte e fotte e fotte e non muore mai. Dove gli uomini sono ricchi e senza scrupoli; le donne sono belle e disponibili e giovani. Dove i tele-quiz sono spettacoli di spogliarello. Dove i talk show sportivi mostrano ragazze in bikini sopra un leggio. Le donne nel governo, anche loro, sono donne dalle tette sode e senza età. Fanno parte del parlamento. Sono le più sexy ministre nel mondo. In questo luogo, la maggior parte delle scolarette spera di ottenere un giorno un impiego facendo in TV quella speciale shimmy-dance, mentre si riprendono da sole davanti ad una telecamera, e poi forse riuscire a sposare un calciatore o ottenere un posto nel parlamento della bellezza. Non hai bisogno di pagare tasse in questo luogo, e le leggi sono tali fintanto che non limitano i tuoi sogni. Questo posto è stato inventato da un uomo, un uomo che ha cambiato il mondo della ragione e del castigo in una terra promessa nella quale potrai avere tutto ciò che vuoi e di cui hai bisogno senza temere di essere mai più punito. Questo uomo ha sognato la televisione, ha nominato i ministri, ha iniziato la rivoluzione ed è il più grande esponente vivente della sua visione. Un uomo che non invecchia mai, che non diventa mai calvo, che è perennemente abbronzato e non sembra così basso come invece è. Un uomo che mai e poi mai smette di sorridere»”
Sarebbe quasi offensivo, se non dicesse la verità. E’ questo il punto. Da noi i ladri sono salvi e le guardie vanno in prigione. Tutto il nostro mondo, tutto quello che vediamo è il frutto di una mente perversa che ci condiziona senza che ce ne rendiamo minimamente conto. Lo spiega bene Erik Gandini nel suo documentario Videocracy, già dal sottotitolo – “Basta apparire”.
Ormai non è più necessario essere onesti, basta apparirlo.
Ormai non importa se sei bravo e valido, basta apparire in tv.
Se qualcosa accade ma non appare (in tv, alla radio, o da qualche altra parte) per noi è come se non fosse mai accaduta. Questo è il principio fondante della censura.
La follia in cui ci muoviamo si è impossessata dei tipici caratteri italiani, delle minime cose della vita quotidiana. Vi faccio un esempio: prima il parito del Sultanotto si chiamava Forza Italia. E tutti sanno quanto il calcio piaccia agli italiani. Ora: cosa urlano allo stadio i miei fantastici connazionali per incitare la Nazionale? Lui, genio del marketing, lo sa bene e si adegua.
Ci sono vari studi sociologici e psicologici sul perché una persona mentalmente sana si convinca a votare tale novello Nerone, dopo aver constatato i danni che provoca e la sostanza pari a quella di una scoreggia delle sue promesse.
Ma non serve poi tanto a capirlo.
I suoi elettori lo chiamano per nome, meno male che Silvio c’è, come si fa con l’amicone di sempre al bar. Nell’Italia dei sogni (che si avvicina sempre di più alla realtà, però) di Silvio non ci sono tasse, immigrati, gay, vecchi, giudici, persone non abbronzate. Nel suo mondo immaginario, lui è l’Unto del Signore che si fa servo del popolo. Quelli che non lo capiscono lo odiano. Lui si è fatto da solo. Lui è intraprendente. L’Italia ha bisogno di qualcuno che prenda in mano ogni situazione, ed ecco che arriva lui, la Divina Provvidenza fatta uomo.
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