Odio quando mi fanno le fotografie, è una cosa che mi sta sulle scatole più delle cene pesanti che rimangono sullo stomaco tutta la notte.
Io sono fatta per fotografare, non per essere fotografata.
Potete immaginare che razza di persecuzione da incubo siano per me le foto della carta d’identità e del passaporto. Fosse per me al posto della faccia ci avrei messo un’impronta di zampa felina.

Sappiate che in una sembro una galeotta al quindicesimo ritorno in carcere, con la smorfia da drogata stile “che fai? Mi giudichi?”, manca solo il numerino carcerario da tenere in mano.
Nell’altra sembro un’aliena piombata sulla Terra per caso, senza nemmeno sapere cosa ci fa lì in quel momento, che guarda il coniglietto Pipy intonare un duetto col gattino Virgola sopra la sua testa.

Ed è quando mi riguardo che benedico l’invenzione di Photoshop – peccato non poterlo usare per questo genere di foto.

P.S. Nel titolo “obbiettivo” è scritto con due b perché si riferisce a quello delle macchine fotografiche. Negli altri casi lo so che si scrive con una sola b… non si sa mai, qui è pieno di prof (veri o mancati).

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