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“Quando sei in dubbio, attacca una lagna!”

(Lucy Van Pelt)

Mi imbattei nelle strisce dei Peanuts che avevo 4 anni. A quei tempi regalavano le raccolte di questo fumetto con Il Resto del Carlino, e per finirne la collezione adottai tutti gli stratagemmi immaginabili da una bambina così piccola e (forse) ingenua.

Schulz, fortunatamente, usava uno humour comprensibile anche dai bambini, che tuttavia non avrebbero potuto cogliere certe allusioni o parodie studiate apposta per un pubblico adulto.

Io, ancora oggi, non mi rendo conto di quanto abbia potuto capire la genialità del signor Charles Monroe,  fatto sta che adoravo e adoro tuttora i Peanuts.

In un tipico atteggiamento da Hýbris greca, mi ritengo la discendente di diritto di Lucy. Probabilmente c’è un po’ di sangue Van Pelt nelle mie vene. Adoro letteralmente quella bambina e le somiglio un sacco. Per non parlare del fatto che mi si presentano un sacco di analogie con la sua vita: mi diverto tantissimo a demolire l’autostima del Charlie Brown di turno a cui in fondo in fondo voglio bene, che sarebbe il Matto, prendo in giro le varie Violet che nel mio caso non sono violette di prato ma Salamandre, a volte invido alcuni Linus più fortunati di me a cui però serve sempre una copertina di flanella.

C’è solo un personaggio che non ho ancora trovato. In teoria, l’unico che dovrebbe tenermi testa. Snoopy.

Giuro che quando mi capiterà di averlo per le grinfie, non me lo lascerò scappare. Del resto, “la felicità è un cucciolo caldo“.