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Per chi non va (più) a scuola e non insegna, l’inizio di Giugno è un periodo normalissimo.

Per noi studentelli no.

La calura, le prime scollature, il sole, le giornate lunghe, il primo grano… tutto ci dice solo una cosa. La scuola sta per finire.

E’ strano come tutti aspettino con ansia questo momento, poi appena si arriva all’ora X ci si senta boccheggianti come tanti pesciolini spiaggiati.

La fine della scuola è come il quarantesimo compleanno – tempo di bilanci. (Oddio, non so se a quarant’anni sia obbligatorio, ci penserò quando li avrò, però di solito si dice così.)

Mettiamo subito in chiaro che io le odio queste cose. Se ti metti a fare considerazioni su tutto ciò che è successo non ne esci più. Per non parlare delle classi quinte… è il loro momento. Oggi piangevano come tanti affettatori di cipolle.

Penso che quando finirò le superiori, l’ultimo giorno di scuola, mi sentirò mancare l’aria.

Che paura che mi fa il futuro.