Film storici: altri brevi ed insindacabili giudizi

La prima parte, vi ricordo, è qui. In questa parte abbiamo abbondato in francesità, io vi ho avvisati. 

Premetto una cosa. La scuola è iniziata da una settimana, e la parola “maturità” è stata pronunciata più o meno 309.455.900 volte. Io cosa decido di fare? Interpreto la persona seria e coscienziosa? Apro i libri di scuola e cerco di trovare un’utilità al programma di matematica?

Ovviamente no.

Le mie reazioni sono state le seguenti:

♥ Pianificare un viaggio a Londra da intraprendere dopo l’esame (senza rendersi conto che prima l’esame va anche superato)

♥ Buscarmi una specie di raffreddore molesto misto a mal di gola e allergia al pullman acaroso

♥ Dedicarmi anima e corpo alla maratona cinematografica dei film di Charlie Chaplin

♥ Dedicarmi anima e corpo alla conseguente adorazione di Charlie Chaplin in ogni modalità possibile

♥ Aprire una presentazione powerpoint dal titolo “Tesina”, chiuderla così com’è e sentirmi soddisfattissima del lavoro svolto

♥ Studiare un modo, assieme ad un complice consapevole e ad uno inconsapevole, per prendere possesso del continente eurasiatico, partendo dalla Russia, con metodi non bellici. Il piano è semplice ma lungo da spiegare, comunque saprete tutto quando sarò riuscita nel mio intento e avrò conquistato il mondo

♥ Diffondere la conoscenza del cartone animato Il Mignolo col Prof in mezzo a gentaglia profondamente ignorante in materia

♥ Decidere di iniziare a studiare la botanica e diventare una persona col pollice verde

♥ Riflettere sui period drama che ho visto e condividere con voi la mia infinita saggezza, in modo da risultare finalmente una bloggher utile, di quelle che prima o poi fanno l’applicazione per aifono e vengono richieste ai gran galà di blogghers, mangiano sushi a gratis e hanno miliardi di siti creati da haters.

Cominciamo: Parte 2.

Stage Beauty

Sono buona. Inizio con un film not bad. Insomma, la cosa positiva è il punto di vista insolito della vicenda: quando in Inghilterra hanno finalmente potuto recitare legalmente anche le donne, tutti a dire bravo bravo, che figata, adesso possiamo fare i maialozzi a rigor di legge invece di dover imbucarci nelle osterie di Soho. Invece le cose non sono state tanto semplici: e gli attori che avevano studiato apposta per interpretare le donne? Loro non potevano mica imparare altro. Già era un miracolo se da polli non eran diventati capponi. Ecco, questo ha reso Stage Beauty molto interessante, anche per una certa accuratezza storica (oh, a proposito, Carlo II è veramente un grande, poi io farei carte false per conoscere lui e Nell Gwynn, entrambi ritratti benissimo nel film). Voto: 3 e tre quarti /5

Molière

Film biografico: c’è un periodo poco conosciuto nella vita di Molière, e qui ci viene proposta un’ipotesi romanzata dibbrutto su cosa possa essere successo nell’arco di tempo di un anno – l’anno prima di iniziare a scrivere esclusivamente commedie. L’attore che interpreta Molière è un boss, e salva un po’ tutta la faccenda. Ora vorrei lanciare un appello. Cari costumisti, dei quali non conosco il nome perché non si trova manco ad essere agenti della CIA, io vi prenderei a secchiate in testa. Avete messo ad ogni personaggio femminile degli abiti vittoriani. VITTORIANI. Anche le acconciature, eh! Perché se dovete fare una cavolata la fate per intero. Ma vi sembra? Costumi femminili a parte, il film scorre piuttosto bene. Voto: 3/5

Le roi danse

 Credo che questo film (come molti di quelli francesi ambientati nel periodo barocco) sia praticamente introvabile in italiano. Ma io dovevo vederlo perché c’è Luigi XIV. E devo dire che le interpretazioni degli attori principali sono proprio godibili, in particolare vi gusterete Benoît Magimel coi muscolazzi tutti cosparsi d’oro. Molto bella la descrizione del rapporto fra il Re Sole e Lully, e tutto l’entourage nei primi anni di regno. Comunque Lully è stato veramente stronzo poco carino con Molière, eh! Sembra quasi che sia stato il karma a procurargli la sfilzettata al piede col bastone (vedi: la prima splatterissima scena del film). Accuratezza storica molto buona. Voto: 4/5

L’histoire d’Adèle H.

La Adjani e i ruoli vittoriani sono uno splendido connubio. Se poi aggiungiamo che il personaggio di Adèle Hugo, figlia di Victor Hugo, è generalmente poco conosciuto ma affascinante da matti… abbiamo una chicca cinematografica per le mani. Regista: Truffault, mica mio cugggino! Piuttosto azzeccati anche i costumi (avete capito, tizi di Molière?), indicato per giornate autunnali e piovose, con tanta cioccolata, in modo da non sprofondare nella cupezza. Voto: 4,5/5

My week with Marilyn

Dico solo: che delusione! Ma veramente è tratto da un diario vero? Mi sento profondamente offesa in quanto fan numero uno della coppia Vivien Leigh – Laurence Olivier, perché li hanno rappresentati in maniera vergognosa, storicamente inaccurata e poco credibile. Gli attori non sono male, poi c’è pure Judi Dench che per me vale sempre la pena, però si capisce che questo insieme di clichés su Marilyn è fatto apposta per attirare Oscar e applausi ovunque. La Williams è stata coraggiosa ad accettare un ruolo simile (è un’arma a doppio taglio, interpretare un’icona del genere può fregarti definitivamente), ma per qualche motivo non mi ha convinta del tutto. Sorvolo sull’inutilissimo personaggio di Emma Watson. Vabbè, questo commento è sconclusionato, leggetevi questo articolo che è meglio. Voto: 1/5

Picnic ad Hanging Rock

Stranissimo film, probabilmente uno di quelli che ami o detesti. Surreale e metafisico, è definito noir anche se non si arriva mai veramente a scene angoscianti (SPOILER: tranne forse quella del suicidio, ma viene rappresentato con una certa delicatezza. FINE SPOILER) – l’angoscia deriva tutta dal senso di attesa, dal nulla che cambia, dai comportamenti inquietanti e quasi inspiegabili di certi personaggi… innumerevoli finezze, citazioni e rimandi, una critica sociale velatissima, dettagli che si colgono solo dopo un certo numero di visoni, costumi meravigliosi. Guardatelo. Voto: 4,5/5

Casanova

Proprio carino! Poi vabbè, ci sono Heath Ledger (RIPPISSIMO FOREVER!) e Jeremy Irons (un uomo che sprizza seduzione sia quando interpreta il professore in Lolita sia quando è l’antipatico inquisitore Pucci), una splendida fotografia che ben si presta ai panorami mozzafiato della Venezia nella sua epoca d’oro, molte gag divertenti, insomma: possiamo perdonare qualche scivolone nella ricostruzione storica. Voto: 3,5/5

Amazing Grace

Cosa vi devo dire, a me Romola Garai sta sulle balle. Senza motivo, ovviamente, perché a me certi attori stanno sulle balle a pelle e a prescindere. Qui, come protagonista femminile, non sarebbe neanche male. L’hanno pure vestita e acconciata bene, con gran perizia. Eppure mi sta sulle balle. Diverso il discorso sulla trama, un racconto ispirato ad una storia vera e votato ai grandi ideali (anti-schiavitù, anticonformismo, anti-tutto), ma soprattutto… grazie per averci offerto Benedict Cumberbatch nei panni del primo ministro Pitt. Questa cosa mancava proprio, ripeto, GRAZIE, è un servizio all’umanità intera che andrebbe pubblicamente riconosciuto. Voto: 3/5

 Tutte le mattine del mondo

Altro film perso nei meandri delle videoteche. Vi consiglio la visione, merita veramente: è anche commovente, ve lo dice una che piange solo quando in un film muoiono i cani. In quest’opera cinematografica ci si concentra poco sulle parole e i dialoghi, essendo le emozioni e la musica (e le connessioni fra queste due cosine) i temi principali a cui viene data la massima importanza. Fra l’altro, farete la conoscenza di un compositore generalmente dimenticato nella polverosa oscurità: Monsieur de Sainte Colombe e i suoi dolori riversati nei pentagrammi per viola. Bravissimo Depardieu. Voto: 4/5

[E ora un film che in realtà non sarebbe da considerare storico, ma a noi non frega un beneamato, perché tanto voglio parlarvene lo stesso e faccio quello che mi pare:]

Les Parapluies de Cherbourg

Dovevo parlarvene. Era un dovere morale proprio, sennò che mi leggete a fare. Io sono qui per questo: farvi conoscere le commedie musicali francesi degli anni ’60, in pieno periodo nouvelle vague ma non precisamente etichettabili come nouvelle vague. Per farla breve: ci tengo così tanto a farvi vedere questo film, che vi metto anche il link su youtube completo e bellissimo. [Click QUI e godetevi la mia magnanimità. Attenzione, è francese sottotitolato inglese] La trama è veramente scontatissima e antica: ragazzo e pischella innamorati, lui deve partire per la guerra, lei deve starlo ad aspettare, lacrime e dolore, non ti scorderò mai, bla bla. Peccato che lei rimane incinta e la madre preme per vederla accasata col tizio ricco che casualmente passava di lì. SPOILER: L’altro torna dalla guerra e ha un po’ perso il filo della sua vita, scopre che la bella amata si è sposata con un altro, e ripiega sull’amica a lungo ignorata. Poi i due amanti originali si ritrovano, a distanza di anni, completamente cambiati. FINE SPOILER. Nonostante il racconto trito e ritrito, questo è veramente un capolavoro, e non soltanto per le canzoni (il film è quasi tutto cantato), ma anche perché la semplicità è solo apparente. Nessuno dei personaggi è completamente innocente, nessuno può essere giudicato, ognuno agisce nell’unico modo che gli si confà, contribuendo alla situazione finale. Va inoltre notato il bellissimo andamento cromatico delle scene, perché ad ogni personaggio è associato un colore che si ripresenta nei contesti adeguati. Insomma dai, ho anche cercato di spiegarvelo seriamente, poi la Deneuve si guarda sempre volentieri. Voto: 5/5

Put your bitchface on.

Io lo so cosa state pensando. “Essendo agosto, si sarà ritirata in un silenzio eloquente, sarà in lutto per l’umanità, si sarà messa a pregare per l’Esodo e il Controesodo (splendida parola dallo splendido significato, peraltro) mangiando pesce fritto ogni venerdì, sarà talmente divorata dalla misantropia accresciutasi col caldo da non poter nemmeno scrivere”.

Bene. Ho una risposta per tutti voi.

Perché la faccia di Vivien Leigh invalida ogni argomento che chiunque possa addurre, direttamente dal 1913. INCHINATEVI ALLA FACCIA DI VIVIEN.

Detto questo, sappiate che: 1. la mia assenza ha portato a questi lidi più o meno un centinaio di commenti spam; 2. niente può porre confini alla mia epocale pigrizia. Sarò per sempre paladina dei nullafacenti che disegnano unicorni fucsia a pois celesti aspettando trepidamente l’arrivo del Grande Settembre – Settembre potrebbe di diritto entrare fra i miei pochi mesi preferiti, se non fosse per l’inizio della scu… della sc… dello stocavolo – perché diciamolo, è un bel mese. Bei tramonti, clima gradevole, a fine mese già inizi a guardare con sentimenti di amore materno i maglioncini coccolosi, e andrebbe certamente considerato il vero inizio d’anno, invece del banale gennaio.

A questo punto, mi conviene direttamente trovare uno straccio di motivo per aver iniziato a scrivere questo post. Andiamo con la lista, ché ormai è abitudine.

♥ Ho conosciuto Bruno Bozzetto. E penso che ve ne parlerò da qualche parte. (Mi ha pure fatto l’autografo. Non so se vi rendiate conto.) Per farvi capire chi è, oltre a stupirmi che qualcuno che non lo conosce possa allo stesso tempo essere mio lettore, decido di mostrarmi ancora una volta magnanima – è solo una maschera – e, oltre ad avervi gentilmente linkato la sua pagina di wikipedia, vi mostro uno dei suoi cortometraggi più tristizzerrimi, strappalacrime e commoventi di sempre, roba che vi strapperete gli occhi e quelli continueranno a piangere da soli gocce di arcobaleno e alba rosata. Ecco:

Questo è Allegro non troppo (Valzer Triste), ma guardate anche altri cortometraggi, hanno stili molto diversi.

♥ Ho conosciuto pure Jessica Rossi, che ha vinto  l’oro olimpico per il tiro al piattello. Non mi voglio dilungare coi discorsi sulle Olimpiadi, altrimenti ciao babao. Sappiate solo che la medaglia d’oro, provata con le mie mani, è pesantissima, come se fosse fatta di tutti i metalli al mondo fusi in pochi centimetri e stregati dall’incantesimo di Mago Merlino. E forse è proprio così, anche perché ho saputo che non è interamente d’oro ma solo placcata. Questo riconferma la validità del mio Supremo Ideale, ovvero: vincere una medaglia non serve a un beneamato.  Poi vabbè, la Rossi è stata bravissima, fighissima e tutto, e tutta l’Emilia ci si è affezionata. Ma la medaglia le fa venire il torcicollo.

♥ Sono finita nel giro di due giorni su ben tre telegiornali e un giornale, manco fossi famosa. Non vi dico dove e quando, ovviamente. Però la mia faccia ovunque mi ha fatto una strana impressione. Aspettate che scoprano chi scrive su questo blog, poi vedrete quante prime pagine mi dedicheranno! (Sì, immagino…)

♥ Ho lasciato il meglio per ultimo. Vi ricordate il referendum fuffa sondaggino importantissimo che vi avevo proposto per un mio eventuale viaggio (proprio quello che non ho voglia di likarvi, insomma) ? Bene, come sempre mi divertirò con gli indovinelli, per mostrarvi quale meta ha effettivamente vinto – se il Dio degli agnostici vorrà concedermelo – e avrà l’onore delle mie zampine posate su tutte le sue stradine figherrime e dei miei occhietti nei musei sbrodolanti cultura da ogni parete. [Chi sa già la soluzione, senza voler fare troppi nomi indiscreti, VERO RAGAZZA CON LA VALIGIA, non suggerisca.]

Indizi carucci:

Vi ho messo degli indizi talmente facli che facevo prima a scrivervi direttamente la meta, ma secondo voi perdevo l’occasione di mostrare delle belle immaginine? Non scherziamo. Chi indovina vince il link ad un pezzo di John Coltrane. Fatevi sotto!

Onde e liste importantissime

Salve salvino.

Sì, sono proprio io. Quella che intasa il vu vu vu, ogni tanto, e poi sparisce per un po’ risucchiata dalle onde.

Ogni tanto (a volte ritornano) la si ritrova a postare, tanto per far capire al mondo che non si è ancora gettata in qualche fiume o che la schizofrenia non sta prendendo il sopravvento. Non mi hanno ancora rinchiusa in qualche centro per disintossicazione da pc, muffin o muffin visti col pc, pensate! C’è davvero una speranza per tutti.

E quest’ultima frase è da tenere bene in mente, se consideriamo che ci sono un sacco di novità sia per me che, udite udite, per i miei pazienti lettori. (O i miei pazienti e basta? Dai, che qualche risata ve la fate.)

Prima di tutto, il magazine con cui collaboro ha un sito tutto nuovo: http://www.clammmag.com/ . E voi LO VISITERETE because of reasons. La grafica è un capolavoro, vi dico solo questo. Correte, siete ancora qui?

Poi: se anche voi cinguettate nel mondo di twitter (e allora mi seguirete di ceeeeerto), sappiate che settimanalmente potrete leggere un mio contributo su @TweetDisco54. A volte saranno testi letterari commentati da me (cioè, diciamo che ci provo), a volte invece sarò proprio io a scrivere (cioè, diciamo che).

Non è finita! Per darvi una specie di anticipazione, una priviù che nemmeno le collezioni della Fashion Week a Campana di Sotto, sappiate che ho anche un’altra collaborazione in vista a cui tengo molto. Cioè, vi rendete conto di quanto sto lavorando per voi?  - In verità mi diverto un sacco, non sentitevi in colpa.

E anche queste comunicazioni di servizio hanno lambito la costa, per tornare alla vecchia parola chiave che mi perseguita e mi ossessiona drammaticamente: l’onda. Ci stavo ragionando ultimamente, sotto l’influenza di varie persone, letture e note: tutto è onda, l’onda è tutto.  La luce, il tempo, le nostre emozioni. E’ un mindblown di proporzioni epiche, anche perché non ci si può fare niente se non vivere i nostri giorni e basta. Io spero veramente che i buddhisti, sulle loro teorie di reincarnazione, abbiano ragione – non che mi interessi in cosa posso essere trasformata, purché non in un’orrida cimice, l’eterna nemica –  altrimenti sarebbe una mezza fregatura. Da non dormirci la notte. E voi lettori, fedeli nella gioia dei link, mi rimarrete fedeli anche nell’insonnia: sennò che rapporto è?

Chiudo questi drammi con una lista, sperando di alleggerire la risacca del mare, ripresa dal post della mitica Sarinski – lei stessa è da incolpare per questa mia uscita, dato che voleva leggerla. Si tratta dell’  elenco degli esseri umani (e non) che mi piacciono di più al mondo. Alcuni li abbiamo in comune. Lista in continuo aggiornamento, se mi andrà.

* Una delle mie identità, non tutte assieme però.

* Tutte le identità dei miei genitori

* Luna principessa argentata

* Tortellino, gatto infedele

* Adeline Virginia Stephen in Woolf

* Charlotte Brontë in Nicholls, Emily Jane Brontë, Anne Brontë – il cosiddetto Brontësauro.

* La suora che non vuole che io diventi bigotta

* Durante Alighieri

* La trollface

* Saylor Nebbia (Lo so che si chiama Saylor Mercury, bellissimo cognome fra l’altro, ma io e le mie amichette l’abbiamo sempre chiamata così)

* Farrokh Bulsara

* Tilda Swinton e Tina Fey assemblate in un Transformer

* Vivian Mary Hartley, Lady Olivier

* Il pianista Sam

* Quello strano coso verde dei sofficini che ti slinguazza sullo schermo dicendo “Tu non hai fame?” [Forse è un camaleonte, ma non mi ricordavo come si chiamasse, ndr] [La Sarinski suggerisce, dalla regia occulta, il nome: CARLETTO!]

* Maga Magò

 * Chocola di Sugar Sugar Rune

* il gatto Salem

* Budicca, che non si scoraggia micca. Fa schifo la rima, ed è pure scorretta, ma la tentazione era troppo forte

* Lady Gaga

* Jo Calderone

* Vita Sackville – West

* Anne Frank

* Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart

* Maria Cristina Beatrice Teresa Barbara Leopolda Clotilde Melchiora Camilla Giulia Margherita Laura Trivulzio Belgiojoso. (Trolololololol)

* La Ragazza con la Valigia

* Giovanni Pico dei conti della Mirandola e della Concordia

* Albert Einstein

* Sergio Conforti

* Robert Downey Jr

* Benedict Cumberbatch

* Quelli che hanno cantato la canzone del Me gusta

* Fabrizio de André

* Margarita Carmen Cansino

[suggerimenti? Ho scordato tutti, lo so]