The days were long and open, the nights were full of stars

No! Lettori! Amici, cittadini del comune del mio blog! Navigatori bussolati sulle vostre belle navi! Se ancora non vi si sono incrociate le pupille a forza di vedere tutti questi inusuali punti esclamativi, aspettate un attimino. Lo so che di solito scrivo con una regolarità più… regolare (e con questa la qualità linguistica del mio post se n’è appena andata in pellegrinaggio a Lourdes), e magari voi vi rigiravate insonni nel letto a pensare al mio blog, magari eravate già in ansia, vivevate domandandovi che fine avessi fatto.

Ma! Ma ma ma! È qui che arrivo io, e immaginatemi mentre cammino soddisfattissima e schiacciata al suolo dal peso di tremila zaini, borse e sassi nelle tasche. E vi spiazzo tutti. Voi pensavate che io me ne stessi lì, a gettare monetine nelle fontane dei giorni esprimendo desideri mentre voi passavate qui ogni giorno e non trovavate niente di nuovo. Voi pensavate che io me la stessi prendendo comoda, eh? Lettori di poca fede, in realtà ho semplicemente passato il periodo (preannunciato) del “hey-sono-100-anni-dall’-affondamento-del-Titanic-piangiamo-un-po’-insieme”, che probabilmente vi farà pensare a quante lacrime e sbattimenti si possano sprecare per la pregiata aria fritta.

Non siate però frettolosi, perché la qui presente riveste il Titanic e la sua vicenda di un profondo significato storico, ed è grandemente appassionata di tutto ciò che lo riguarda, senza limitarsi al celebre film omonimo (la versione in 3D, bè, quella non ha ancora trovato il coraggio di andarla a vedere). Poi: altro buco nero che mi ha risucchiata per poi sputacchiarmi fuori assieme alle piume e ai lustrini dell’eyeliner, la visione del film Pollo alle prugne. Reazione della scrivente: positiva, tendente al depresso, perché sono anche un po’ dipendente da una certa sfumatura di melanconia. Consigliato, ma non se piove o siete già tristi, altrimenti finite come me – e non dite che non vi avevo avverititi. Ah, ho visto anche Diaz e ci sono stata malissimo, ma l’argomento merita una descrizione e discussione più approfondita. Coming soon.

Se quello era un buco nero, la voragine estrema dalla quale potrò uscire con grande difficoltà sarà l’imminente esame di tedesco, che mi sta praticamente trasformando il cervello in un crauto viscidoso dagli occhi a spirale. 

Bene, detto questo, e infarcito un post intero di giustificazioni non richieste (excusatio non petita…ehm…), posso passare alla vera motivazione di base, ovvero una sfacciatissima pubblicità – nemmeno tanto occulta – del mio fighissimo

ULTIMO ARTICOLO PER CLAMM MAGAZINE!

Lo so, lo so che detta così vi potrà sembrare un po’ seccante, ma leggetelo e, se le lacrime di commozione non ve lo impediranno, verrete qui a ringraziarmi di avervi rotto le scatole con il mio nuovo

ULTIMO ARTICOLO

CHE OVVIAMENTE

DOVETE LEGGERE.

E’ della misura giusta, né grande né piccolo, è GRATIS, non unge, non sporchi le posate, vi stira anche i panni. Meglio del Mami e del Magic Bullet.

E ricordatevi… a presto con grosse, grossissime, eccitanti collabbbborazioni e sorprese superfescion. Andate e diffondete il Verbo della vostra adolescente più adolescentosa.

Sì viaggiare.

Sono orrenda. Vi scrivo dei post del cavolo per parlarvi degli affaracci miei, promettendovi qualcosa di più interessante in seguito, poi si scopre che devo partire. Cioè, nel senso, io lo sapevo già. Voi lo scoprite adesso. Comunque: mi aspetta un’esperienza nuova, che mi coinvolgerà da sola, senza possibilità di ritorno (occielo, non mettiamola così drammaticamente, ora).

Sarà un’occasione per crescere veramente tanto. Non si scherza. Spero vada tutto bene. E qui, mi raccomando, fate i bravi che mi accorgo di tutto! Perdonate la mancanza di voglia/ispirazione/tempo che mi colpisce ultimamente… capita anche a chi avrebbe molte pillole da farvi ingurgitare (muahahaha… ok, era orrenda).

A proposito, avete visto come si è sprigionata la primavera? I colori scoppiano a mille! Sembra quasi giugno! Che meraviglia. Se solo la situazione mondiale (e nazionale) andasse meglio…

Quante belle banalità in un solo post… Bè, ho concluso. Ci rivediamo (anzi, auf wiedersehen).

Take This Job And Shove It!

Vi avverto, non leggerete niente di squisitamente polemico o divertente in questo mini-post (quindi, e già vi vedo seguire il mio consiglio, se volete potete pure cliccare sulla salvifica X rossa in alto a destra). Però, d’altro canto, non leggerete neppure commenti, osservazioni, poesie e robe varie su Sanremo + Belèn, Cagnalis e Nonno Gianni.

Niente, solo per dirvi che il mio blog, per circa una settimana, sarà assai meno popolato. Da me, intendo… da voi esigo totale fedeltà e visita quotidiana per tutta la durata dell’assenza! Tanto se mancate me ne accorgo…
Il fatto è che sarò impegnatissima, soprattutto con uno “stanchi-ma-felici” scambio cul-turale, dato che in un momento di masochistica follia ho deciso di studiare il tedesco, e in un altro attimo altrettanto  incosciente mi sono buttata peggio di Fosbury in questa cosa qui. Tirando le somme, sono incasinata fino al collo con una Mädchen che fra poco piomberà a casa mia per immergersi nella straordinaria cul-tura italiana, e io poi dovrò fare altrettanto in Deutschland, in seguito darò sfoggio delle mie teutoniche abilità nella lingua al Goethe Institut (studio studio studierrimo!).

Vi prego di notare che io avrei anche un corso di danza da seguire, con annessi e connessi tipo trasferte e spettacoli, e magari una vita fuori dalle mura di casa.

Ma questo è ormai secondario.

Amici, lettori, fan sfegatati… pregate per me, qualsiasi divinità onoriate… e auf wiedersehen.