Maledette lenti di design

Fra i molteplici nemici da cui devo guardarmi ogni giorno della mia vita, troviamo la vasta schiera dei medici. Ora, io ammiro tantissimo chi fa questo mestiere per sincera passione e magari salva delle vite: sappiate che, ad esempio, uno dei miei mariti ideali è l’incrocio atomico fra il dr. Cox e il dr. House. E poi, il solo passare il test d’ ammissione a Medicina (cioè un po’ come farsi una vacanza nel Sahara alle 14 di Ferragosto e uscirne vivi senza mai bere), fa dei medici delle persone da chapeau.

Però, fatta questa premessa, io veramente c’è una cosa che non sopporto. La sfrangiosissima, orrendissima, schifosissima visita dall’oculista. Guardate, preferirei anche il dentista (e ve lo dice una che ha messo 5 apparecchi consecutivi, la cui area spaziava dal palato alle gengive, e si è sentita consigliare la rimozione del labbro inferiore). Almeno lì conosci il nemico, come recita la prima regola dell’Arte della Guerra di Sun Tzu. Lo sai che se vai dal dentista avrai una bocca stile eruzione vulcanica per, se ti va bene, almeno una settimana e mezzo. Lo sai che ti metterà le manazze fra le fauci e tu non ci vedrai più dal dolore, perché ovviamente l’anestesia avrà qualcosa che non va. Però, è consolatorio pensare che almeno il dentista ha sempre un certo timore delle tue reazioni: ha paura che tu ti metta a correre attorno alla sedia minacciando denunce e ritorsioni, o che ti metta a gridare e mordergli le falangi.

L’oculista è tutta un’altra storia: prima della visita vivi nell’incertezza. Sul foglio vedi scritto “controllo generale”, ma cosa vorrà mai dire? Significa che ti fai vedere sulla porta, saluti, lui ti guarda la pupilla con quell’oggettino infernale e poi puoi salutare, ciaociao arrivererci masifiguri graziealei? Oppure devi rimanere dieci ore ad aspettare, mezz’ora in ambulatorio a farti contare anche il numero di ciglia e poi altre ventordici ere geologiche ad aspettare l’effetto delle fottute gocce?

Ah, le gocce! Vogliamo parlarne? Ovvio che sì. Non so voi, ma credo che farsi sguizzare quella maledetta acqua del Demonio dentro l’occhio sia una delle torture più strazianti dell’umanità, subito dopo la Vergine di Ferro. Preferirei ascoltare a loop (quasi) infinito Meno male che Silvio c’è. Io, poi, sono un caso particolare: la mia disgrazia è che i miei occhiettucci verdi non vogliono stare aperti. Appena vedono il tubetto vanno in sciopero. Quando ero piccola, non riuscivano ad ingannarmi nemmeno col vecchio trucco delle gocce “di Minni”, “delle Winx” o prese in giro del genere (erano assolutamente uguali alle altre). Quindi mi ritrovo sempre a litigare con la povera infermiera di turno, che continua a pregarmi con voce sempre più stridula “Cara, caaaaara – immaginatela mentre il viso si contrae in un falso sorriso – per favoooore, apri l’occhio, ecco, un attimo ed è fatto”.

Un attimo ‘sti gran cazzi, scusate il francesismo. Prima mi dice che il liquido non è entrato, e invece io lo sento benissimo che mi infetta la capacità visiva, poi cerca di convincermi ad una seconda seduta di supplizio, infine passa al secondo occhio e tutto si ripete uguale, se non peggio. E intanto io ribollo, vorrei tanto lacrimare ma ormai i miei “specchi dell’anima” sono entità indipendenti che non specchiano più un cavolo. Quante volte, cara infermiera, ti manderei a raccogliere la diarrea con lo scolapasta!

E poi, dopo che sono rimasta un eone in sala d’aspetto per sfoggiare le mie immense pupille, cosa fa il geniale oculista? Mi fa leggere dalla celeberrima e odiosa lavagna luminosa con tutte le lettere (si accettano scommesse su eventuali messaggi subliminali). Ma santa pazienza spappolata, come minchia faccio a vederci qualcosa se mi sembra di essere immersa in una bolla di nebbia manco fossi Sailor Mercury? Ti pare logico?

Risultato: sono cecata. Miope fino al midollo. E’la crescita, dicono. Intanto mi servono gli occhiali, che contribuiranno in modo decisivo a peggiorare il già malmesso aspetto del viso. Perché io non sono una di quelle che fa sembrare gli occhiali un oggetto di design: non ci sono portata.

(Al) fresco Natale

Gli studenti, i ricercatori, i precari, i docenti, gli immigrati, i magistrati, gli aquilani terremotati, i napoletani immersi nella monnezza, i veneti allagati, i giovani, i pensionati, ecceteraeccetera porgono i migliori auguri al presidente Berlusconi di un felice Natale. Utopicamente, un Natale (al) fresco.

Con questa ventata di gelo e neve non dovrebbe essere difficile.

Tutti gli altri, invece, si rallegrano per il voto di fiducia ottenuto oggi grazie a tre voti. Tre, il numero perfetto. Tre come la Trinità. Tre come gli attributi genitali maschili, che se avessi mi starebbero già girando da un pezzo (sì, compreso quello in mezzo).

Auguri.

Bacheca degli annunci urgenti

Scusate, è che nel mio giardino è stato ritrovato un cammello. Diceva che da grande vuol fare la hostess. Però gli servono cinque miliardi e qualche amazzone.

Non capisco proprio di chi sia. Se ne sapete qualcosa, ditemi, vorrei restituirlo al padrone.

Prove tecniche di rettifica

Dietro alle stragi del ’92 c’è il coinvolgimento dello Stato, infatti non si vuole concedere il regime di protezione al pentito Spatuzza perché sa troppe cose.

Rettifica: Le stragi del ’92 sono solo delle illusioni ottiche collettive provocate da comunisti, e nessun componente dello Stato, soprattutto quelli che a quei tempi fondavano Forza Italia, hanno alcun coinvolgimento nei fatti citati. Spatuzza è protetto 24 ore su 24 da millemila uomini armati fino ai denti e può dormire fra venti guanciali.

Il Pdl, ultimamente, è mortalmente lacerato fra correnti e divisioni interne: fra l’altro si sono tutti accaniti contro Granata perché ha osato pronunciare parole in favore della legalità e della verità sulle stragi di Stato.

Rettifica: nel Pdl si vogliono tutti bene, è tutto perfetto e non esistono correnti interne.

Marchionne, amministratore delegato della Fiat, trasferirà in Serbia il lavoro che era previsto per Mirafiori. Sorge il dubbio che in realtà il colpaccio della Chrysler sia stato una specie di salvagente anche per la casa automobilistica torinese, a suo tempo. Però ora Fiat si sta ritrovando un po’ troppe grane. Sono arrivati a voler abolire il diritto di sciopero e la pausa pranzo ai dipendenti di Pomigliano, vanificando in un attimo anni di lotte per i diritti fondamentali dei lavoratori.

Rettifica: Marchionne è il miglior imprenditore vivente in Italia, ha sempre anteposto gli interessi dei dipendenti ai suoi, senza contare che la Fiat ha prodotto macchine dal design straordinario (ad esempio la Multipla prima versione, detta amabilmente “il rospo”). Aggiungo che la casa automobilistica ha salvato generosamente Chrysler dal tracollo, e che le voci su Pomigliano sono solo dei gossip senza fondamento messi in giro da bolscevichi antitaliani.

E ora, cari ammazza-blog, vediamo chi è più furbo. O chi si stanca prima.

Per Umilio Fido le agende rosse sono comuniste. E intanto la verità avanza

Devo dire che Umilio Fido, in arte Emilio Fede,  il “giornalista” più serio, professionale, credibile e soprattutto imparziale che l’Universo abbia mai visto, si è veramente superato. Guardate QUI: è l’edizione del 19 luglio alle 19:00, quando il nostro beneamato, sentendosi soppiantato dal più luminoso Minzolingua, ha fatto uso della parodia di telegiornale chiamata Tg4 (Nel nome del Papi, del Silvio e dello Spirito Santo) per definire le agende rosse “comuniste” e desiderose di “inquinare politicamente” la celebrazione. Ovviamente aggiunge che sono state “contestate”.  Non serve ribadire che tutto quello che esce dalla bocca di Umilio, a parte le sleccazzate, è schifosamente falso. Ma non pensavo potesse arrivare a tanto. Me illusa. Vi faccio presente che fra le agende rosse c’è anche Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo. E vi faccio presente che sentire nominato Paolo Borsellino dal Viscido Fido mi ha provocato strani conati e irrefrenabile voglia di usare bamboline Woodoo. Bisogna però dare atto che il povero direttore di Berlusca Channel, ovvero Umilio, si sentirà nervoso ultimamente. Quei comunisti del Parlamento Europeo hanno deciso che il suo Arcore Show abusivo se ne deve andare per lasciare spazio ad Europa 7 già da tempo, e come se non bastasse i bolscevichi magistrati nisseni stanno (grazie a Dio!) riportando alla luce la verità sulle stragi del ’92, non senza difficoltà enormi, sostenendo che la politica potrebbe “non reggerne il peso” (ma va?). E’ naturale che il Lecchino Fidoso si stia un po’ defecando in mano. Sono sintomi della fine del Teleregime, con annessi i tre minuti con Media Shopping.

A dare una mano, ma non troppo, al Gloriosus ac Reverendissimus da Arcore ci si mettono anche quei buontemponi (leggi: ballisti) del Giornale che si sentono subito presi in causa (guarda QUI) dalle parole dei Pm e subito si mettono in formazione di scudo per proteggere Sua Mafiosità. Coda di paglia?

Il wc dedicato a Silvio dai suoi vari amiconi (Fede, Vespa, Feltri, Belpietro...)