Provocazione o speculazione?

Nel nuovo numero di Max,  in uscita domani, potrete ammirare la foto che vedete qui sopra. No, gli occhi non vi ingannano… è proprio Roberto Saviano, lo scrittore di Gomorra, steso sul lettino di un obitorio con ferretti, tubicini e perfino il cartellino come nelle migliori puntate di CSI – Crime Scene Investigation. 

Ma tranquilli, è solo un fotomontaggio.

Se devo essere sincera, non ho ancora capito bene fino a che punto ci sia una buona intenzione e fino a che punto solo voglia di lucrare sulla vita altrui. Fra l’altro, nessuno aveva chiesto il permesso allo scrittore stesso… e qui mi immagino Saviano, nella sua situazione assai pericolosa, che si ritrova per caso su una foto vedendosi “morto”. Insomma, se non è da attacco di cuore poco ci manca.

Nell’articolo dicono che “non ce l’abbiamo fatta più di sentir gente attaccare Saviano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso son state le dichiarazioni di Marco Borriello. A quel punto ci siamo detti basta”.

Vabbè, magari le intenzioni giuste c’erano, ma sembra che qualcuno debba fare una bella immersione in quella cosina chiamata “buon gusto”. Infatti lo scrittore ha dichiarato all’Ansa: “E’un’immagine utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me in Italia e all’estero vive protetto. Un’immagine profondamente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita.”

Peccato che nel sito del Giornale, dove è stato pubblicato un articolo a riguardo, e nella pagina Facebook, molti lettori abbiano lasciato commenti di questo tipo (screenshots di Nonleggerlo e di Il Nichilista):

Roba del tipo “magari fosse vera”, insomma. Tipici commenti da tipici lettori del tipico giornale, pardon, “Giornale” con la maiuscola. Per un po’ a nessuno della redazione è venuto in mente di cancellarli, salvo poi accorgersi del pasticcio e rimediare così (screenshot di Nonleggerlo):

Non so voi, ma il banner in altro a destra che urla “Basta Scuse” mi sembra qualcosa di altamente ironico.