Put your bitchface on.

Io lo so cosa state pensando. “Essendo agosto, si sarà ritirata in un silenzio eloquente, sarà in lutto per l’umanità, si sarà messa a pregare per l’Esodo e il Controesodo (splendida parola dallo splendido significato, peraltro) mangiando pesce fritto ogni venerdì, sarà talmente divorata dalla misantropia accresciutasi col caldo da non poter nemmeno scrivere”.

Bene. Ho una risposta per tutti voi.

Perché la faccia di Vivien Leigh invalida ogni argomento che chiunque possa addurre, direttamente dal 1913. INCHINATEVI ALLA FACCIA DI VIVIEN.

Detto questo, sappiate che: 1. la mia assenza ha portato a questi lidi più o meno un centinaio di commenti spam; 2. niente può porre confini alla mia epocale pigrizia. Sarò per sempre paladina dei nullafacenti che disegnano unicorni fucsia a pois celesti aspettando trepidamente l’arrivo del Grande Settembre – Settembre potrebbe di diritto entrare fra i miei pochi mesi preferiti, se non fosse per l’inizio della scu… della sc… dello stocavolo – perché diciamolo, è un bel mese. Bei tramonti, clima gradevole, a fine mese già inizi a guardare con sentimenti di amore materno i maglioncini coccolosi, e andrebbe certamente considerato il vero inizio d’anno, invece del banale gennaio.

A questo punto, mi conviene direttamente trovare uno straccio di motivo per aver iniziato a scrivere questo post. Andiamo con la lista, ché ormai è abitudine.

♥ Ho conosciuto Bruno Bozzetto. E penso che ve ne parlerò da qualche parte. (Mi ha pure fatto l’autografo. Non so se vi rendiate conto.) Per farvi capire chi è, oltre a stupirmi che qualcuno che non lo conosce possa allo stesso tempo essere mio lettore, decido di mostrarmi ancora una volta magnanima – è solo una maschera – e, oltre ad avervi gentilmente linkato la sua pagina di wikipedia, vi mostro uno dei suoi cortometraggi più tristizzerrimi, strappalacrime e commoventi di sempre, roba che vi strapperete gli occhi e quelli continueranno a piangere da soli gocce di arcobaleno e alba rosata. Ecco:

Questo è Allegro non troppo (Valzer Triste), ma guardate anche altri cortometraggi, hanno stili molto diversi.

♥ Ho conosciuto pure Jessica Rossi, che ha vinto  l’oro olimpico per il tiro al piattello. Non mi voglio dilungare coi discorsi sulle Olimpiadi, altrimenti ciao babao. Sappiate solo che la medaglia d’oro, provata con le mie mani, è pesantissima, come se fosse fatta di tutti i metalli al mondo fusi in pochi centimetri e stregati dall’incantesimo di Mago Merlino. E forse è proprio così, anche perché ho saputo che non è interamente d’oro ma solo placcata. Questo riconferma la validità del mio Supremo Ideale, ovvero: vincere una medaglia non serve a un beneamato.  Poi vabbè, la Rossi è stata bravissima, fighissima e tutto, e tutta l’Emilia ci si è affezionata. Ma la medaglia le fa venire il torcicollo.

♥ Sono finita nel giro di due giorni su ben tre telegiornali e un giornale, manco fossi famosa. Non vi dico dove e quando, ovviamente. Però la mia faccia ovunque mi ha fatto una strana impressione. Aspettate che scoprano chi scrive su questo blog, poi vedrete quante prime pagine mi dedicheranno! (Sì, immagino…)

♥ Ho lasciato il meglio per ultimo. Vi ricordate il referendum fuffa sondaggino importantissimo che vi avevo proposto per un mio eventuale viaggio (proprio quello che non ho voglia di likarvi, insomma) ? Bene, come sempre mi divertirò con gli indovinelli, per mostrarvi quale meta ha effettivamente vinto – se il Dio degli agnostici vorrà concedermelo – e avrà l’onore delle mie zampine posate su tutte le sue stradine figherrime e dei miei occhietti nei musei sbrodolanti cultura da ogni parete. [Chi sa già la soluzione, senza voler fare troppi nomi indiscreti, VERO RAGAZZA CON LA VALIGIA, non suggerisca.]

Indizi carucci:

Vi ho messo degli indizi talmente facli che facevo prima a scrivervi direttamente la meta, ma secondo voi perdevo l’occasione di mostrare delle belle immaginine? Non scherziamo. Chi indovina vince il link ad un pezzo di John Coltrane. Fatevi sotto!

Stiamo primaverando per voi

Cosa potrà mai fare una diciassettenne, nel pieno dell’azzurra età, all’apice delle forze, al punto più frizzante (che brutta espressione) della lattina esistenziale? Con quale atteggiamento saluterà lo sbocciare della natura che evoca e rispecchia lo sbocciare della persona? Come affronterà la completa armonia fra l’esterno e l’interno di sé? Magari se ne andrà in giro scalza, a saltare i fossi alla lunga, capelli al vento e vestitino di lino. Oppure si metterà a vendere mele caramellate col vermetto durante le fiere di paese, o ancora intreccerà infinite ghirlande di fiorellini come Ofelia, sorridendo ebete.

E invece no.

Volete sapere cosa farà quella diciassettenne?

Si prenderà la febbre. Vivrà in costante bilico fra termometro, attacchi d’ ansia e topo di peluche nel letto. Osserverà la natura risvegliarsi dalla finestra, stando attenta a non fissare troppo Camelot, mentre le viene servita la pasticcazza di antibiotico grande come un’arancia da buttare giù in un soffio.

E’ così, cosa volete farci. Ma ora basta, sennò vi preoccupo. Orsù, gioiamo insieme, la guarigione è alfine arrivata (e con lei il ritorno alle baggianate quotidiane), e se ciò non basta a rischiarare le vostre polverose giornate – che comunque vanno già meglio da quando avete iniziato a leggere il mio blog, ammettetelo – vi comunico un altro paio di notizie in grado di farvi sentire veramente l’aria di primavera arrivare: le ballerine, l’ora legale, i colori fluo, i bocciuoli e il nuovo album di MadZilla in confronto saranno come pupazzi di neve.

Iniziamo con questa immagine, e studiamo scientificamente la vostra reazione:

Bene. Aspettate un attimo che ritrovo la tastiera. Ah, è vero, ho un portatile e quindi è attaccata. Occhèèi, adesso un altro attimino che pulisco dalla bava. No, vogliamo parlarne? DEVO DAVVERO SPIEGARE? Quello è Benedict Cumberbatch, per tutti i mastini di Baskerville! E quell’altro è Martin Freeman! E io ho vissuto tutti questi anni senza aver mai visto la miniserie Sherlock della BBC, pur essendo un’adepta della religione BBCistica! Approfittando della malattia per colmare questa vergognosa lacuna invece di mettermi in pari con i compiti, sono finita nel fangirling più assoluto. Quindi dichiaro ufficialmente riaperta la stagione delle serie TV, chiusasi in gloria qualche tempo fa dopo Downton Abbey, e per darvi un’idea vi propongo il trailer originale della serie, guadagnandomi la vostra eterna riconoscenza per avervi fatto sentire la voce di Benedict (goosebumps!).

 Seconda grande notizia: i miei capelli stanno crescendo come mai prima d’ora. Non vedo l’ora di potermi lamentare che sto male.

Terza notizia: SORPRESA! C’è un progettuccio che bolle in pentola (o cuoce in forno? Boh, non son brava con queste cose). Saprete tutto a tempo debito.

That’s all, folks!