Stiamo primaverando per voi

Cosa potrà mai fare una diciassettenne, nel pieno dell’azzurra età, all’apice delle forze, al punto più frizzante (che brutta espressione) della lattina esistenziale? Con quale atteggiamento saluterà lo sbocciare della natura che evoca e rispecchia lo sbocciare della persona? Come affronterà la completa armonia fra l’esterno e l’interno di sé? Magari se ne andrà in giro scalza, a saltare i fossi alla lunga, capelli al vento e vestitino di lino. Oppure si metterà a vendere mele caramellate col vermetto durante le fiere di paese, o ancora intreccerà infinite ghirlande di fiorellini come Ofelia, sorridendo ebete.

E invece no.

Volete sapere cosa farà quella diciassettenne?

Si prenderà la febbre. Vivrà in costante bilico fra termometro, attacchi d’ ansia e topo di peluche nel letto. Osserverà la natura risvegliarsi dalla finestra, stando attenta a non fissare troppo Camelot, mentre le viene servita la pasticcazza di antibiotico grande come un’arancia da buttare giù in un soffio.

E’ così, cosa volete farci. Ma ora basta, sennò vi preoccupo. Orsù, gioiamo insieme, la guarigione è alfine arrivata (e con lei il ritorno alle baggianate quotidiane), e se ciò non basta a rischiarare le vostre polverose giornate – che comunque vanno già meglio da quando avete iniziato a leggere il mio blog, ammettetelo – vi comunico un altro paio di notizie in grado di farvi sentire veramente l’aria di primavera arrivare: le ballerine, l’ora legale, i colori fluo, i bocciuoli e il nuovo album di MadZilla in confronto saranno come pupazzi di neve.

Iniziamo con questa immagine, e studiamo scientificamente la vostra reazione:

Bene. Aspettate un attimo che ritrovo la tastiera. Ah, è vero, ho un portatile e quindi è attaccata. Occhèèi, adesso un altro attimino che pulisco dalla bava. No, vogliamo parlarne? DEVO DAVVERO SPIEGARE? Quello è Benedict Cumberbatch, per tutti i mastini di Baskerville! E quell’altro è Martin Freeman! E io ho vissuto tutti questi anni senza aver mai visto la miniserie Sherlock della BBC, pur essendo un’adepta della religione BBCistica! Approfittando della malattia per colmare questa vergognosa lacuna invece di mettermi in pari con i compiti, sono finita nel fangirling più assoluto. Quindi dichiaro ufficialmente riaperta la stagione delle serie TV, chiusasi in gloria qualche tempo fa dopo Downton Abbey, e per darvi un’idea vi propongo il trailer originale della serie, guadagnandomi la vostra eterna riconoscenza per avervi fatto sentire la voce di Benedict (goosebumps!).

 Seconda grande notizia: i miei capelli stanno crescendo come mai prima d’ora. Non vedo l’ora di potermi lamentare che sto male.

Terza notizia: SORPRESA! C’è un progettuccio che bolle in pentola (o cuoce in forno? Boh, non son brava con queste cose). Saprete tutto a tempo debito.

That’s all, folks!

Brevi e insindacabili giudizi su alcuni period drama imprescindibili

Profondamente convinta di porgere un servizio all’umanità, e in attesa di rovinarmi per sempre Cime tempestose con l’ultima trasposizione (come sottotitolo potrebbero mettere “il film preferito di Edward e Bella” tanto per attirare le bimbeminkia. Gli americani bombardano la letteratura inglese!), vi farò sapere qui i miei giudizi insindacabili sui period drama che il mondo dovrebbe vedere o evitare. Prego.

Marie Antoinette

Mentre guarderete questo film, sentirete l’arcobaleno uscirvi dagli occhi, perché è una vera esaltazione della vista. Mioddio, i costumi sono i più curati, belli e azzeccati che si possano vedere al cinema: ogni scena ha una gamma di colori intonata a livelli maniacali. Riguardatelo più volte, magari alla ventesima disattivando il sonoro, per cogliere ogni importantissimo dettaglio (e ce ne sono di fondamentali per capire la storia). Cospargete di stelle il capo di Kirsten Dunst per la sua interpretazione. Non fatevi spaventare dalla chiave di lettura pop, dalla musica moderna, dagli errorini storici… e correte a leggere questo articolo che spiega tutto meglio di quanto possa fare io. Insomma, godetevelo,  ne vale la pena. Voto: 4,5/5

The young Victoria

Io mi chiedo: per quale arcano motivo in Italia è uscito straight to DVD? Un gioiellino del genere potevano almeno proiettarlo al cinema, considerando le molte porcate che vengono sfornate normalmente. Vi giuro che questo film è stata una bellissima sorpresa: Emily Blunt è strepitosa, tutti gli attori somigliano un sacco ai personaggi storici che interpretano (sì, vabbè, io sono una di quelle che considera “carina” la regina Vittoria da giovane. E’ colpa di Winterhalter), ed è il period drama più accurato storicamente – per esempio, il discorso del re il giorno del suo compleanno è riportato esattamente con le stesse parole. Menzione speciale per i bei costumi, raffinati e non “ingessati”. Un buon film. Voto: 4/5

Becoming Jane

Mi vedo costretta a dare una cattiva notizia agli sceneggiatori: dimostrare che Orgoglio e pregiudizio è stato ispirato dall’esperienza di Jane Austen non significa prendere la trama del romanzo e appiccicarla alla vita della scrittrice. L’interpretazione di McAvoy e Maggie Smith, la fotografia e i vestiti regency non riescono a salvare l’insieme. Evitate accuratamente se siete patite della Austen e sapete che niente, nella rappresentazione cinematografica, ha riscontro storico con la realtà (Jane che prende la mazza e gioca a cricket? Jane che si fa avanti per prima con un ragazzo? Ma nemmeno se il mondo fosse capovolto!). E’ vero, Tom Lefroy e Jane si conobbero e foooorse flirtarono, ma le informazioni sono avvolte dalla nebbia, e maneggiarle in quel modo mi sembra quantomeno romanzare eccessivamente la realtà. Godibile la colonna sonora. Voto: 2/5

Pride & Prejudice

Ormai lo conoscono anche i muri. Ormai anche loro sanno che questo film ed Espiazione sono gli unici in cui posso sopportare il musetto di Keira-vittima-sacrificale-Knightley senza avere l’impulso di prenderla a sberle. [Piccolo OT: Non mi sono azzardata a mettere The Duchess in questa lista, perché la sua interpretazione è veramente imbarazzante. E ora vediamo cosa resterà di Anna Karenina.] Rimane il fatto che la migliore versione di P&P sarà sempre quella della BBC con un super Colin Firth e una splendida Jennifer Ehle. Eppure questo film non è da buttare: Keira se la cava, Matthew è in bilico fra lo smorto e il tenebroso (propendiamo per il tenebroso e diamogliela buona), ma soprattutto Brenda Blethyn e Donald Sutherland sono i più fantastici signori Bennet della storia del cinema. Alcune inquadrature sono da favola, e osservate bene le mani… voto: 3,5/5

Bright Star

Non è uno dei migliori della Campion, diciamolo subito. I pro: l’idea della trama biografica col focus su un aspetto di John Keats poco conosciuto (la storia d’amore con Fanny), la fotografia e i colori che commuoverebbero un cammello di pietra, le frequenti citazioni artistiche di quadri e poesie (anche non dello stesso Keats), i dettagli e i rimandi. Contro: la recitazione scialbissima e blanda di una Abbie Cornish che può rendere molto di più, un improponibile Ben Whishaw. Si faticherebbe perfino a credere che fra i due ci sia un qualche coinvolgimento, se non fosse per i dialoghi. Insomma, magari guardatelo sotto forma di gif. Voto: 2,5/5

Lezioni di piano

Ecco la Jane Campion poetica e forte che mi piace! Questo film è bellissimo, dall’inizio alla fine. Costumi, attori, trama: tutto concorre a farci provare emomazioni intensissime. E magari a imparare a suonare il pianoforte. Assolutamente consigliato, perchè è strano pensare che il cinema possa far sentire qualcosa di così straordinario solo con uno schermo. Voto: 5/5

Le sorelle Brontë

Voi non avete idea di quanto io abbia penato per trovare Les soeurs Brontë. E’ come se dopo gli anni ’70 fosse sparito dalla circolazione, in Italia. L’ho visto in francese con sottotitoli spagnoli, in inglese con sottotitoli francesi, in tedesco, in qualsiasi lingua di questo porco mondo ma in italiano non c’era manco il trailer. Fa niente, la lingua originale è sempre la migliore. E sappiate che trovarlo in dvd o in vhs è cosa più unica che rara: io vi voglio bene e vi regalo il link su youtube (se capite francese o spagnolo, ovvio). Perché fare un film sulla vita delle sorelle, e non sui loro romanzi, è davvero difficile. Perché la Adjani è bellissima e bravissima nel sacro e importante ruolo di Emily. Perché la fedeltà storica c’è tutta. Voto: 5mila/5

Jane Eyre

E’ una carampana del romanzo che vi parla. E’ una fan sfegatata di Jane Eyre che è stata sottoposta a questo supplizio. Vi prego, qualcuno insegni a recitare a Mia Wasikowska: avrei preferito che la mitica Jane fosse interpretata da Tonio Cartonio, con risultati decisamente più espressivi. Ma dannazione, ragazza mia, non si notava la differenza fra questa parte e Alice nel film di Burton! Guarda un po’ la Gainsbourg e prendi nota. Per quanto riguarda Rochester l’Inarrivabile, il migiore sarà sempre Toby Stephens… Fassbender, per quanto talentuoso e figo, non è per niente adatto al ruolo (ma lo salviamo appunto perché figo). Bellissimi i costumi, che comprendono anche pezzi originali d’epoca. Apprezzabile l’idea di evidenziare soprattutto l’aspetto gothic della storia, ma ragasssi, siam pazzi, non si possono tagliare fuori delle parti importanti! Voto: 0,5/5

Camera con vista

Chiedo un’ovazione per Maggie Smith, e anche per la Bonham Carter, già che ci siete. Le regine incontrastate del cinema British. Da un bellissimo romanzo, nasce un film che analizza tantissimi temi dell’età edoardiana ma assolutamente attualissimi, un inno all’innovazione, all’apertura mentale, al progresso. Fa venir voglia di svegliarsi e staccarsi da obsolete convinzioni che abbiamo per non si sa quale cavolo di motivo. Eppoi è molto romantico, di quel romanticismo non melenso e non da carie ai denti. C’è anche una descrizione bellissima dell’Italia, magari idealizzata, ma fa piacere vedere quelle splendide scene panoramiche di Firenze. Speriamo di essere camere “con vista” e non “chiuse” anche noi. Voto: 5/5

Elizabeth

Se volete vedere un film sulla superBetta, lasciate perdere il seguito (The Golden Age), che non solo è inaccurato, ma molto peggio: è manipolato coscientemente per far piacere all’autonoma e libera Inghilterra contro la merdosa Europa continentale (come se la Betta non si fosse anche lei macchiata le mani di sangue). Invece il primo Elizabeth è davvero godibile, mette in relazione le aspirazioni personali della regina con i suoi doveri di sovrana, ci fa entrare quatti quatti nella corte e fra i cortigiani. Consigliato, anche perché la Blanchett è candidata al ruolo di mia moglie. Voto: 4/5