Natale (I feel it in my toes)

Signori miei,

anche stavolta mi tocca scrivere una cosa veloce veloce perché ho le vongole che sfrigolano col sughetto, i mattoni da studiare a prendere polvere sul tavolo, le luci dell’alberello che ogni tanto fanno un rumorino strano simile allo sbattere d’ali dei pipistrelli (e Halloween è passato), il vicino che ha appeso Babbo Natale al balcone e quindi, oltre a fare terribilmente inverno 2010 (così demodé), mi provoca continui colpi al cuore per timore che ci sia una specie di ladro in rosso che va in giro arrampicandosi ai balconi per derubare nell’onesto quartiere di Pillole (VT).

Insomma, sto col fiato sul collo, oltre al fatto che questo Natale dickensiano ha avuto la bella idea di piazzarsi durante un perfetto periodo da schifo. Eppure, posso comodamente condividere con voi una significativa lista di cose che staranno magnificamente in questi giorni di bagordi, giacché amo alla follia le liste e sono già di buon umore al pensiero che fra due righe

una riga

inizierò la lista! YAY! Ecco qui:

  • La necessità di rivedere il più possibile Love actually – L’amore davvero è una cosa di cui nessuno si deve vergognare MAI.
  • Ogni volta che torna l’inverno torna anche il periodo di immersione nelle opere di Victor Hugo.
  • E anche i testi del musical Les Misérables imparati a memoria
  • Non c’è neve né ghiaccio, molto male, allora cosa ci stiamo a fare a festeggiare il Natale
  • La consapevolezza degli esami che iniziano proprio subito dopo l’Epifania si può facilmente arginare con massicce dosi di cioccolato e vin brulé
  • muffin
  • biscotti in genere
  • tre maglioni identici con le renne o i fiocchi di neve: presenti
  • prontuario di frasi fatte con cui rispondere alle domande irritanti dei parenti che vengono in visita per le feste: presente
  • mercatini (qualsiasi commento o reazione poco lusinghiera nei confronti dei mercatini verrà “rispedita all’inferno dal quale proviene” cit.)
  • I don’t want a lot for Christmas THERE IS JUST ONE THING I NEED *urla saltando sul divano con le calze antiscivolo decorate da ricami di Babbo Natale e glitter*
  • bevande calde
  • e insomma questa lista è degenerata, ora però sono all’ultima voce e quindi sono di nuovo triste.

A questo punto, per ridare un senso e una speranza al Natale 2013, ci starebbe bene ispirarsi alla mia adorata Judy Garland: su queste note, pensare “next year all your troubles will  be out of sight”, però poi mi commuovo troppo.

Vi lascio dunque con queste due significative e profonde canzoni natalizie, che vi possano portare gioia e letizia in questi giorni di feste.

Onde e liste importantissime

Salve salvino.

Sì, sono proprio io. Quella che intasa il vu vu vu, ogni tanto, e poi sparisce per un po’ risucchiata dalle onde.

Ogni tanto (a volte ritornano) la si ritrova a postare, tanto per far capire al mondo che non si è ancora gettata in qualche fiume o che la schizofrenia non sta prendendo il sopravvento. Non mi hanno ancora rinchiusa in qualche centro per disintossicazione da pc, muffin o muffin visti col pc, pensate! C’è davvero una speranza per tutti.

E quest’ultima frase è da tenere bene in mente, se consideriamo che ci sono un sacco di novità sia per me che, udite udite, per i miei pazienti lettori. (O i miei pazienti e basta? Dai, che qualche risata ve la fate.)

Prima di tutto, il magazine con cui collaboro ha un sito tutto nuovo: http://www.clammmag.com/ . E voi LO VISITERETE because of reasons. La grafica è un capolavoro, vi dico solo questo. Correte, siete ancora qui?

Poi: se anche voi cinguettate nel mondo di twitter (e allora mi seguirete di ceeeeerto), sappiate che settimanalmente potrete leggere un mio contributo su @TweetDisco54. A volte saranno testi letterari commentati da me (cioè, diciamo che ci provo), a volte invece sarò proprio io a scrivere (cioè, diciamo che).

Non è finita! Per darvi una specie di anticipazione, una priviù che nemmeno le collezioni della Fashion Week a Campana di Sotto, sappiate che ho anche un’altra collaborazione in vista a cui tengo molto. Cioè, vi rendete conto di quanto sto lavorando per voi?  – In verità mi diverto un sacco, non sentitevi in colpa.

E anche queste comunicazioni di servizio hanno lambito la costa, per tornare alla vecchia parola chiave che mi perseguita e mi ossessiona drammaticamente: l’onda. Ci stavo ragionando ultimamente, sotto l’influenza di varie persone, letture e note: tutto è onda, l’onda è tutto.  La luce, il tempo, le nostre emozioni. E’ un mindblown di proporzioni epiche, anche perché non ci si può fare niente se non vivere i nostri giorni e basta. Io spero veramente che i buddhisti, sulle loro teorie di reincarnazione, abbiano ragione – non che mi interessi in cosa posso essere trasformata, purché non in un’orrida cimice, l’eterna nemica –  altrimenti sarebbe una mezza fregatura. Da non dormirci la notte. E voi lettori, fedeli nella gioia dei link, mi rimarrete fedeli anche nell’insonnia: sennò che rapporto è?

Chiudo questi drammi con una lista, sperando di alleggerire la risacca del mare, ripresa dal post della mitica Sarinski – lei stessa è da incolpare per questa mia uscita, dato che voleva leggerla. Si tratta dell’  elenco degli esseri umani (e non) che mi piacciono di più al mondo. Alcuni li abbiamo in comune. Lista in continuo aggiornamento, se mi andrà.

* Una delle mie identità, non tutte assieme però.

* Tutte le identità dei miei genitori

* Luna principessa argentata

* Tortellino, gatto infedele

* Adeline Virginia Stephen in Woolf

* Charlotte Brontë in Nicholls, Emily Jane Brontë, Anne Brontë – il cosiddetto Brontësauro.

* La suora che non vuole che io diventi bigotta

* Durante Alighieri

* La trollface

* Saylor Nebbia (Lo so che si chiama Saylor Mercury, bellissimo cognome fra l’altro, ma io e le mie amichette l’abbiamo sempre chiamata così)

* Farrokh Bulsara

* Tilda Swinton e Tina Fey assemblate in un Transformer

* Vivian Mary Hartley, Lady Olivier

* Il pianista Sam

* Quello strano coso verde dei sofficini che ti slinguazza sullo schermo dicendo “Tu non hai fame?” [Forse è un camaleonte, ma non mi ricordavo come si chiamasse, ndr] [La Sarinski suggerisce, dalla regia occulta, il nome: CARLETTO!]

* Maga Magò

 * Chocola di Sugar Sugar Rune

* il gatto Salem

* Budicca, che non si scoraggia micca. Fa schifo la rima, ed è pure scorretta, ma la tentazione era troppo forte

* Lady Gaga

* Jo Calderone

* Vita Sackville – West

* Anne Frank

* Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart

* Maria Cristina Beatrice Teresa Barbara Leopolda Clotilde Melchiora Camilla Giulia Margherita Laura Trivulzio Belgiojoso. (Trolololololol)

* La Ragazza con la Valigia

* Giovanni Pico dei conti della Mirandola e della Concordia

* Albert Einstein

* Sergio Conforti

* Robert Downey Jr

* Benedict Cumberbatch

* Quelli che hanno cantato la canzone del Me gusta

* Fabrizio de André

* Margarita Carmen Cansino

[suggerimenti? Ho scordato tutti, lo so]