Prove tecniche di rettifica

Dietro alle stragi del ’92 c’è il coinvolgimento dello Stato, infatti non si vuole concedere il regime di protezione al pentito Spatuzza perché sa troppe cose.

Rettifica: Le stragi del ’92 sono solo delle illusioni ottiche collettive provocate da comunisti, e nessun componente dello Stato, soprattutto quelli che a quei tempi fondavano Forza Italia, hanno alcun coinvolgimento nei fatti citati. Spatuzza è protetto 24 ore su 24 da millemila uomini armati fino ai denti e può dormire fra venti guanciali.

Il Pdl, ultimamente, è mortalmente lacerato fra correnti e divisioni interne: fra l’altro si sono tutti accaniti contro Granata perché ha osato pronunciare parole in favore della legalità e della verità sulle stragi di Stato.

Rettifica: nel Pdl si vogliono tutti bene, è tutto perfetto e non esistono correnti interne.

Marchionne, amministratore delegato della Fiat, trasferirà in Serbia il lavoro che era previsto per Mirafiori. Sorge il dubbio che in realtà il colpaccio della Chrysler sia stato una specie di salvagente anche per la casa automobilistica torinese, a suo tempo. Però ora Fiat si sta ritrovando un po’ troppe grane. Sono arrivati a voler abolire il diritto di sciopero e la pausa pranzo ai dipendenti di Pomigliano, vanificando in un attimo anni di lotte per i diritti fondamentali dei lavoratori.

Rettifica: Marchionne è il miglior imprenditore vivente in Italia, ha sempre anteposto gli interessi dei dipendenti ai suoi, senza contare che la Fiat ha prodotto macchine dal design straordinario (ad esempio la Multipla prima versione, detta amabilmente “il rospo”). Aggiungo che la casa automobilistica ha salvato generosamente Chrysler dal tracollo, e che le voci su Pomigliano sono solo dei gossip senza fondamento messi in giro da bolscevichi antitaliani.

E ora, cari ammazza-blog, vediamo chi è più furbo. O chi si stanca prima.

Un messaggio in bottiglia per Gianfranco Fini & Co.

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger
rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.

L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

Sulla pagina Facebook di “No alla legge bavaglio alla rete“.

No bavaglio day

Lanciato dal popolo viola (maggiori info QUI), sta iniziando adesso il No Bavaglio Day.

QUI la diretta dal Tg3.

Questo blog partecipa alla maratona web di Liberarete.tv per la diretta on line della manifestazione nazionale contro la legge bavaglio sulle intercettazioni. Diretta dalle ore 17 alle 24 dal Teatro “Lo Spazio” di Roma, in costante collegamento con piazza Navona (da vedere QUI).

Per partecipare scrivete a info@liberarete.tv

Non saranno morti invano

RESISTENZA! RESISTENZA! RESISTENZA! Siamo i partigiani del terzo millennio!

Contraddizioni fra date e realtà dei fatti – la rivolta dei post it

Nel giorno festivo di Quel Che Resta Della Repubblica, i pochi (ma buoni) italiani che si informano e aprono gli occhi si stanno mobilitando contro la mostruosa legge bavaglio, altrimenti detta legge salva cricca, legge salva casta, legge censura e altri epiteti del genere (che comunque spiegano bene l’intento originario di un tale scempio).

Ad esempio, che dire della nuova “rivolta dei post it”?

Idea lanciata da “la Repubblica“, potete vedere QUI il video dei primi a contribuire.