Peripezie di una sopravvissuta alla meravigliosa Inghilterra

Per tutta la durata del post, considero ovvio che voi passiate il mouse sulle foto, come vi dico tutte le sante volte. Prima o poi non lo scriverò più, e allora sì che saranno guai.

Vi sto scrivendo dopo l’assenza più lunga di tutta la storia del blog. E lo faccio avvolta dai fumi dell’ira, perché io sono a casa, ma la mia valigia no. Ha deciso di rimanere in Inghilterra, e io non le darei certo torto, se solo non fossi in tal modo privata di alcuni oggettini indispensabili tipo vestiti, pigiama, spazzolino da denti, LIBRI, trucchi, souvenir e regali vari. Avevo anche una maglia di Abercrombie, non so se mi spiego. Pregando che Gatwick abbia la compiacenza di rispedirmi il bagaglio a casa, o magari farlo arrivare anche solo fino in Italia, facciamo un piccolo minuto di silenzio in onore di tutte le mie cose che vagano per il Regno. Bene. Ora intermezzo fotografico, tanto per farvi capire che razza di figata sia stata questa gita. E che posti meravigliosi io abbia visto – mi sono veramente emozionata, perché prima ero stata solo a Londra, mentre stavolta ho girato praticamente tutta l’Inghilterra meridionale e ho vissuto in college, con uno staff di ragazzi che parlavano dall’inglese oxfordiano all’americano passando per l’australiano, tutti fantastici. Ma basta, sto blaterando come sempre. So che non vedete l’ora di fissare i miei rutti di fotografia fino a farvi sanguinare i bulbi oculari.

(Vi consiglio di cliccare QUI per avere l’idea)

Brevi e insindacabili giudizi su alcuni period drama imprescindibili

Profondamente convinta di porgere un servizio all’umanità, e in attesa di rovinarmi per sempre Cime tempestose con l’ultima trasposizione (come sottotitolo potrebbero mettere “il film preferito di Edward e Bella” tanto per attirare le bimbeminkia. Gli americani bombardano la letteratura inglese!), vi farò sapere qui i miei giudizi insindacabili sui period drama che il mondo dovrebbe vedere o evitare. Prego.

Marie Antoinette

Mentre guarderete questo film, sentirete l’arcobaleno uscirvi dagli occhi, perché è una vera esaltazione della vista. Mioddio, i costumi sono i più curati, belli e azzeccati che si possano vedere al cinema: ogni scena ha una gamma di colori intonata a livelli maniacali. Riguardatelo più volte, magari alla ventesima disattivando il sonoro, per cogliere ogni importantissimo dettaglio (e ce ne sono di fondamentali per capire la storia). Cospargete di stelle il capo di Kirsten Dunst per la sua interpretazione. Non fatevi spaventare dalla chiave di lettura pop, dalla musica moderna, dagli errorini storici… e correte a leggere questo articolo che spiega tutto meglio di quanto possa fare io. Insomma, godetevelo,  ne vale la pena. Voto: 4,5/5

The young Victoria

Io mi chiedo: per quale arcano motivo in Italia è uscito straight to DVD? Un gioiellino del genere potevano almeno proiettarlo al cinema, considerando le molte porcate che vengono sfornate normalmente. Vi giuro che questo film è stata una bellissima sorpresa: Emily Blunt è strepitosa, tutti gli attori somigliano un sacco ai personaggi storici che interpretano (sì, vabbè, io sono una di quelle che considera “carina” la regina Vittoria da giovane. E’ colpa di Winterhalter), ed è il period drama più accurato storicamente – per esempio, il discorso del re il giorno del suo compleanno è riportato esattamente con le stesse parole. Menzione speciale per i bei costumi, raffinati e non “ingessati”. Un buon film. Voto: 4/5

Becoming Jane

Mi vedo costretta a dare una cattiva notizia agli sceneggiatori: dimostrare che Orgoglio e pregiudizio è stato ispirato dall’esperienza di Jane Austen non significa prendere la trama del romanzo e appiccicarla alla vita della scrittrice. L’interpretazione di McAvoy e Maggie Smith, la fotografia e i vestiti regency non riescono a salvare l’insieme. Evitate accuratamente se siete patite della Austen e sapete che niente, nella rappresentazione cinematografica, ha riscontro storico con la realtà (Jane che prende la mazza e gioca a cricket? Jane che si fa avanti per prima con un ragazzo? Ma nemmeno se il mondo fosse capovolto!). E’ vero, Tom Lefroy e Jane si conobbero e foooorse flirtarono, ma le informazioni sono avvolte dalla nebbia, e maneggiarle in quel modo mi sembra quantomeno romanzare eccessivamente la realtà. Godibile la colonna sonora. Voto: 2/5

Pride & Prejudice

Ormai lo conoscono anche i muri. Ormai anche loro sanno che questo film ed Espiazione sono gli unici in cui posso sopportare il musetto di Keira-vittima-sacrificale-Knightley senza avere l’impulso di prenderla a sberle. [Piccolo OT: Non mi sono azzardata a mettere The Duchess in questa lista, perché la sua interpretazione è veramente imbarazzante. E ora vediamo cosa resterà di Anna Karenina.] Rimane il fatto che la migliore versione di P&P sarà sempre quella della BBC con un super Colin Firth e una splendida Jennifer Ehle. Eppure questo film non è da buttare: Keira se la cava, Matthew è in bilico fra lo smorto e il tenebroso (propendiamo per il tenebroso e diamogliela buona), ma soprattutto Brenda Blethyn e Donald Sutherland sono i più fantastici signori Bennet della storia del cinema. Alcune inquadrature sono da favola, e osservate bene le mani… voto: 3,5/5

Bright Star

Non è uno dei migliori della Campion, diciamolo subito. I pro: l’idea della trama biografica col focus su un aspetto di John Keats poco conosciuto (la storia d’amore con Fanny), la fotografia e i colori che commuoverebbero un cammello di pietra, le frequenti citazioni artistiche di quadri e poesie (anche non dello stesso Keats), i dettagli e i rimandi. Contro: la recitazione scialbissima e blanda di una Abbie Cornish che può rendere molto di più, un improponibile Ben Whishaw. Si faticherebbe perfino a credere che fra i due ci sia un qualche coinvolgimento, se non fosse per i dialoghi. Insomma, magari guardatelo sotto forma di gif. Voto: 2,5/5

Lezioni di piano

Ecco la Jane Campion poetica e forte che mi piace! Questo film è bellissimo, dall’inizio alla fine. Costumi, attori, trama: tutto concorre a farci provare emomazioni intensissime. E magari a imparare a suonare il pianoforte. Assolutamente consigliato, perchè è strano pensare che il cinema possa far sentire qualcosa di così straordinario solo con uno schermo. Voto: 5/5

Le sorelle Brontë

Voi non avete idea di quanto io abbia penato per trovare Les soeurs Brontë. E’ come se dopo gli anni ’70 fosse sparito dalla circolazione, in Italia. L’ho visto in francese con sottotitoli spagnoli, in inglese con sottotitoli francesi, in tedesco, in qualsiasi lingua di questo porco mondo ma in italiano non c’era manco il trailer. Fa niente, la lingua originale è sempre la migliore. E sappiate che trovarlo in dvd o in vhs è cosa più unica che rara: io vi voglio bene e vi regalo il link su youtube (se capite francese o spagnolo, ovvio). Perché fare un film sulla vita delle sorelle, e non sui loro romanzi, è davvero difficile. Perché la Adjani è bellissima e bravissima nel sacro e importante ruolo di Emily. Perché la fedeltà storica c’è tutta. Voto: 5mila/5

Jane Eyre

E’ una carampana del romanzo che vi parla. E’ una fan sfegatata di Jane Eyre che è stata sottoposta a questo supplizio. Vi prego, qualcuno insegni a recitare a Mia Wasikowska: avrei preferito che la mitica Jane fosse interpretata da Tonio Cartonio, con risultati decisamente più espressivi. Ma dannazione, ragazza mia, non si notava la differenza fra questa parte e Alice nel film di Burton! Guarda un po’ la Gainsbourg e prendi nota. Per quanto riguarda Rochester l’Inarrivabile, il migiore sarà sempre Toby Stephens… Fassbender, per quanto talentuoso e figo, non è per niente adatto al ruolo (ma lo salviamo appunto perché figo). Bellissimi i costumi, che comprendono anche pezzi originali d’epoca. Apprezzabile l’idea di evidenziare soprattutto l’aspetto gothic della storia, ma ragasssi, siam pazzi, non si possono tagliare fuori delle parti importanti! Voto: 0,5/5

Camera con vista

Chiedo un’ovazione per Maggie Smith, e anche per la Bonham Carter, già che ci siete. Le regine incontrastate del cinema British. Da un bellissimo romanzo, nasce un film che analizza tantissimi temi dell’età edoardiana ma assolutamente attualissimi, un inno all’innovazione, all’apertura mentale, al progresso. Fa venir voglia di svegliarsi e staccarsi da obsolete convinzioni che abbiamo per non si sa quale cavolo di motivo. Eppoi è molto romantico, di quel romanticismo non melenso e non da carie ai denti. C’è anche una descrizione bellissima dell’Italia, magari idealizzata, ma fa piacere vedere quelle splendide scene panoramiche di Firenze. Speriamo di essere camere “con vista” e non “chiuse” anche noi. Voto: 5/5

Elizabeth

Se volete vedere un film sulla superBetta, lasciate perdere il seguito (The Golden Age), che non solo è inaccurato, ma molto peggio: è manipolato coscientemente per far piacere all’autonoma e libera Inghilterra contro la merdosa Europa continentale (come se la Betta non si fosse anche lei macchiata le mani di sangue). Invece il primo Elizabeth è davvero godibile, mette in relazione le aspirazioni personali della regina con i suoi doveri di sovrana, ci fa entrare quatti quatti nella corte e fra i cortigiani. Consigliato, anche perché la Blanchett è candidata al ruolo di mia moglie. Voto: 4/5

Ceci n’est pas un post

Dato che ho la profonda convinzione, riguardo al Natale, di dover dare sempre la massima importanza all’aspetto spirituale, di non abbandonarmi a triviali istinti consumistici e soprattutto di non far prevalere la parte orrendamente materiale di me… e aggiungendo anche che da un po’ di tempo sono sprofondata nella più nera pigrizia, complici le vacanze, quindi non ho una mezza voglia di scrivere che sia mezza… ho combinato le due cose per deliziarvi con un secondo post di brutte foto scattate da me (il primo era quello parigino), ma non fateci l’abitudine perché quando faccio foto mi sento stupida, mi agito, mi tremano le mani e combino casini. Non vorrete essere responsabili del mio internamento in qualche sanatorio amorevole per pazzi.

E questo era il piccolo preambolo, che di solito nel mio blog è sempre stato un trafiletto cortissimo in corsivo e allineato a destra, ma stavolta siamo state più prolisse e quindi abbiamo ingannato tutti i lettori facendo loro credere che fosse un normalissimo inizio di post. Ci eravate cascati, eh ammettetelo. HAHAHA. Mi diverto con poco.

Ma passiamo alle tanto attese stupidaggini foto, che vi mostreranno come rendermi felice per il Natale e per iniziare bene l’anno. In pratica, è un riassunto per immagini delle mie vacanze finora trascorse, e il motivo per cui quando dovrò tornare a sc… a scuo… a… non riesco a dirlo, tirerò varie craniate al muro. Vi impongo ed ordino, grazie all’autorità di cui sono investita in qualità di padrona del blog, di passare il mouse su ogni obbrobrio foto.

Fase 1 – La goduria nostalgica

Fase 2 – Il desiderio libresco esaudito, ovvero: letture impegnate sotto l’albero.

Fase 3 – Spianata la strada per il nerdismo storico, ovvero:  la mia Toinette mi appare più vicina

E mò basta sennò mi vergogno. Comunque avete visto??? Avete pianto anche voi di gioia dopo aver ammirato finalmente la mia meravigliosa biografia di Marie Antoinette con i meravigliosi cioccolatini e i miei meravigliosi libri nuovi fatti di carta meravigliosa con un meraviglioso braccialetto e un sacco di altri meravigliosi regali che non ho fotografato perché non mi tirava?

Ah, che meraviglia. E vedete di non rompere con le storie dei Maya, ho bisogno di tempo per godermi il tutto.

Per la prima volta, apro alla pseudodemocrazia

Allora: lo spread fra la mia voglia di fare e le cose che effettivamente devo fare sta raggiungendo livelli inimmaginabili. Ancora un po’, e altro che culone spaccaballe ad incalzarmi: verrò automaticamente declassata. Stress dovunque. Martern aller Arten mögen meiner warten. Non ho nemmeno il tempo di andare  a vedere Midnight In Paris, e dopo questa mia rivelazione vi suggerisco un silenzioso contegno e solidarietà nei miei confronti. Ma ciance alla banda, passiamo a cose meno serie.

Ho deciso di dare il buon esempio al mondo. E signori, non è un progetto troppo ambizioso, bensì una precisa volontà di miglioramento. Riflettendo sulla democrazia e i suoi paradossi, e giungendo alla conclusione che non esiste e non esisterà mai, ho deciso di ergermi (con umiltà, s’intende) a cattedra di legalità e moralità. Come me nemmeno una quacchera. Quindi, darò a voi lettori un rarissimo esempio di lettorecrazia, una scintilla di potere sulle sorti di questo blogghetto. Tutto ciò si riassume in un sondaggino, in poche parole. Anzi due. Madamina, il catalogo è questo:

(CHIUSO!)

E poi…

 (CHIUSO!)

Bè.  Come potete vedere, le opzioni le ho scelte io, ma non potete mica pretendere di scegliere tutto alla prima imbeccata. Votantoniovotantonio. Cià cià.

Quando viene Dicembre (il cervello poverello)

Gente, sono ufficialmente entrata nel clima dicembrino dell’attesa. Attesa per non so bene cosa, a dire la verità, dato che non trovo più il lato religioso di niente. Io stessa non credo più nella religione. Ma voi che mi leggete da tanto tempo, ormai mi conoscete e ne avrete le banane piene delle mie sproloquianti dissertazioni teologiche. Sarà la crescita.

Ma un nuovo periodo di GROSSE GROSSE COLLABORAZZZIONI (cit.) si apre davanti a noi: le prime collaborazioni di cui posso darvi anticipazioni sono quelle coi libri scolastici (ayeah), ché qui ogni giorno siamo sotto test. Fra un Cartesio spalmato qui, una traiettoria infilata là, ormai nella mia testa c’è un intero album degli Avalanches che va a manetta. O se preferite, citando Il Barbiere di Siviglia, “Mi par esser con la testa in un’orrida fucina, dove cresce e mai non resta delle incudini sonore l’importuno strepitar/ Alternando questo e quello pesantissimo martello fa con barbara armonia muri e volte rimbombar/ E il cervello, poverello, già stordito, sbalordito, non ragiona, si confonde, si riduce ad impazzar“.

In compenso sento un terribile bisogno di rifarmi il guardaroba. Mi sembra di vivere nell’edizione autunno/inverno della terza media. Ma fra poco avrò la mia terribile vendetta del vascheggio! (Tale vendetta ha già avuto un glorioso inizio, quando con incedere cruento -cit.- mi sono sbizzarrita a comprare qualsiasi cosa mi capitasse sottomano nel magico mondo dell’Erbolario. E ho scoperto che probabilmente finirò con lo sposare una loro linea di cosmetici, forse proprio fra quelli che fanno uscire ogni anno a Natale).

Già, il Natale. Ovviamente anche quest’anno sarò un’orrenda consumista (e già vi ho introdotto l’argomento), rinforzata dalle mie recenti convinzioni agnostico-eretico-blasfemo-miscredenti (e già vi ho introdotto l’argomento). Regali, a me! Compratemi LIBRI! Tanti, tantissimi libri! Voglio che le pagine mi sommergano e mi escano dalle narici! Voglio dormire su un letto di tomi! Voglio un marito che, come unico requisito, sia capace di montare le mensole per i miei LIBRI! Non chiedo poi tanto.

Se poi abbiate anche voglia di aggiungerci un viaggetto (sì, ancora, non bastano mai), qualche soldino, un intero guardaroba nuovo… sarebbe maleducato rifiutare. Ah, e un’altra cosa. Smanio per ricevere una bella lettera scritta a mano. Con la carta da lettere colorata a tinte pastello, un fiorellino secco, qualche goccia di profumo… e una calligrafia svolazzante alla Jane Austen. Possibilmente di molte pagine. Que saudade.

P.S. Ho pure voglia di neve. Quindi non ho tardato a metterla sul blog. Enjoy!