Operazione “Vi incuriosisco” – parte 2

In realtà il titolo non avrebbe neanche più senso, dato che la vostra curiosità avrà purtroppo fine una volta letto il post. Ma.

Oramai avevo già fatto la parte uno, e non potevo mica lasciarvi così, nella confusione. Quindi mettetevi bene in testa questo nome:

Clamm Magazine 

E sappiate che d’ora in avanti scriverò (anche) per questo fighissimo magazine on-line, che parla di cose imprescindibili per il buon funzionamento del cervello umano. Chissà come mai, ho il presentimento che non scriverò molto di cucina (confronta).

Però, venghino signori venghino, voi splendidi lettori avete la possibilità di leggere un ineditissimo articolo della sottoscritta, dal tema artistico e fatoso, di cui avevo dato un’anteprima illustrata nel precedente assaggino. ECCOLO QUI.

Fatemi sapere.

Au revoir!

 

 

 

 

Ci provano di nuovo…la censura dell’AGCOM

Sarà che si sono spaventati, dopo i successi del Referendum (dovuto in gran parte al lavoro dei comitati referendari che hanno lavorato tantissimo in Rete), sarà che Internet è sempre più uno strumento di libertà… ma ci stanno riprovando. Anche solo pensare di poter oscurare un sito senza nemmeno passare per il giudice, senza nemmeno dare un preavviso decente, con qualche scusa del cavolo tipo il Copyright (…prontooo? Avete mai sentito parlare di Copyleft e Creative Commons? O dà troppo fastidio ai monopolisti dell’audiovisivo?), è una cosa criminale.

Siamo alla negazione della libertà di parola… la Rete era nata durante la Guerra Fredda proprio per far girare le informazioni senza possibilità di controllo, e ora invece stanno proprio cercando di imbrigliare tutto, per fare in modo che si sappia solo quello che vogliono far sapere.

Leggete le 10 domande all’AGCOM poste da Guido Scorza. Mandate delle e-mail all’AGCOM. Informatevi su quello che potete fare su Agorà Digitale. Firmate la petizione di Avaaz. Partecipate a La Notte della Rete il 5 luglio, e diffondete a più persone possibili. Anche Valigia Blu sta organizzando delle manifestazioni. Io nel mio piccolo cerco di indirizzarvi alle associazioni e ai gruppi Web che si danno da fare… Ci sono mille modi per poter contribuire alla causa!

Per darvi qualche altra informazione, vi lascio con il video dell’intervista al sempre ottimo Claudio Messora (ByoBlu):

Mobilitiamoci prima che sia troppo tardi.

Informazione

A dir la verità non è che l’immagine sia molto coerente col senso del post, volevo solo informarvi che l’articolo sulla contessa Bathory è in revisione… abbiate comprensione… quando avrò ripreso un minimo di respiro metterò a posto ogni cosa e ritroverete anche dei post sensati, sia di argomento storico che il solito zibaldone. Sapete, sono in un’età impegnativa, e io sono una ragazza di mondo, neh.

‘U tempu sta finennu, na ‘n ci pinzari

Lo so, lo so che voi vorreste venire nel blog di una pulzella per ricevere una bella ventata di gioventù, di vivacità, di gioia. Il problema è che a volte, se chi di dovere non svolge i suoi compiti, ci devono pensare degli altri. Se nessuno vi dice certe cose, devo farvele sapere io aiutata da altri come me (ma molto più bravi). Guardate qui e inorridite. Poi guardate qui e inorridite il doppio.

Lasciandomi trasportare da un momento di pessimismo cosmico, che ne sarà? Qui c’è grigio fuori che mi si riflette dentro. Io sono contenta di me, di avere la forza per non lasciarmi sommergere, ma non basta. Non sono contenta di quello che vedo. Va bene, è un periodo del cavolo, certe notizie non aiutano. Però ho bisogno di conoscere, ho sete di conoscere, a costo di star male (o star peggio).

Ma quanti si sarebbero potuti salvare, quanti sarebbero ancora fra noi, se solo…? Finite voi la frase.

Scuola di sopravvivenza

“LadyLindy, lei è una dipendente pubblica! Si contenga, cribbio! L’uso che ha fatto della Rete pubblica è criminoso. Questo blog sarà sostituito dal Diario My Little Pony di Mariastella Gelmini.”

L’ultima pillola amara prima di partire per lidi più tranquilli (tornerò, non disperate).

Lo so che vi sto tediando assai con questa storia della scuola, ma è più forte di me, dato che da Settembre a Giugno ci passo sei giorni a settimana. Quello che mi fa venire proprio l’orticaria, la bile, il prurito al naso, è la solita frasettina “I ragazzi scioperano/occupano la scuola/vanno in piazza solo per saltare delle ore di scuola, ma in realtà non sanno nemmeno per cosa lo fanno”.

Allora. Lasciatevelo dire. Se qualche ragazzo (al 99% dei casi un bimbominkia) non sa nulla di cosa succede attorno a lui, vi assicuro che se ne sta a letto o per i cavoli suoi piuttosto che in piazza col fischietto. Inoltre, se il suddetto bimbominkia non ha voglia di andare a scuola, non ci va. Punto. Che ci sia uno sciopero o no. Quindi, andiamoci piano con le accuse di “strumentalizzare” i ragazzi. Altrimenti è un po’ come dire che siamo tutti stupidi senza volontà, e non riusciamo a capire da soli se una cosa è buona o meno (il che va bene alle elementari, ma dalle medie direi di no).

Ed ora, alla vigilia del grande ritorno in prigione sui banchi, arriva la freschissima chicca di Beata Mariastalla Ignoranza Gelmini da Frigida. Mentre i precari scioperano, fanno i digiuni e vengono colti da malore, Lei risponde così:

MaryStar, qui in veste di infermiera Ratched occhialuta e più brutta, svela finalmente la sua vera identità: proiezione femminile (?) di Tremorti Tremonti, con in mano un paio di forbici più grandi delle mani di Edward, pronta a firmare (con la consueta ed elegante X) qualsiasi bel taglione alla scuola pubblica.

Notare la bellissima scusa, pari soltanto al “Maestra, la capra mi ha mangiato i compiti”, che indica i precari scioperanti come militanti dell’IdV e ovviamente strumentalizzati (verbo assai ricorrente, simbolico). A questo punto, a una settimana dall’inizio della scuola, non si sa una beata cippa su cosa ci aspetterà. Né noi ragazzi, né gli insegnanti di ruolo, né i precari. Sì, perché ci rimettiamo tutti. I ragazzi, che a lungo andare verranno trasformati in questo (il processo è già in corso):

La scuola pubblica in generale, che diventerà in poche parole la Scuola Dei Poveri Plebei contrapposta alla chiccosissima Scuola Dei Ricchi, in modo da ritornare alle care vecchie classi sociali pre-lotte di inizio ’900 (inutile dire che sia gli studenti Plebei che Ricchi, una volta grandi, voteranno il primo coglione che passa: i primi per ignoranza, i secondi per convenienza);

I precari, che già stanno malissimo ora, figuriamoci al compimento del Grande Piano per la Distruzione delle Menti Giovanili.

Ma non preoccupatevi. Quello che ho scritto ho scritto, e qui lo nego. Va tutto bene.

Buon rientro.

Prove tecniche di rettifica

Dietro alle stragi del ’92 c’è il coinvolgimento dello Stato, infatti non si vuole concedere il regime di protezione al pentito Spatuzza perché sa troppe cose.

Rettifica: Le stragi del ’92 sono solo delle illusioni ottiche collettive provocate da comunisti, e nessun componente dello Stato, soprattutto quelli che a quei tempi fondavano Forza Italia, hanno alcun coinvolgimento nei fatti citati. Spatuzza è protetto 24 ore su 24 da millemila uomini armati fino ai denti e può dormire fra venti guanciali.

Il Pdl, ultimamente, è mortalmente lacerato fra correnti e divisioni interne: fra l’altro si sono tutti accaniti contro Granata perché ha osato pronunciare parole in favore della legalità e della verità sulle stragi di Stato.

Rettifica: nel Pdl si vogliono tutti bene, è tutto perfetto e non esistono correnti interne.

Marchionne, amministratore delegato della Fiat, trasferirà in Serbia il lavoro che era previsto per Mirafiori. Sorge il dubbio che in realtà il colpaccio della Chrysler sia stato una specie di salvagente anche per la casa automobilistica torinese, a suo tempo. Però ora Fiat si sta ritrovando un po’ troppe grane. Sono arrivati a voler abolire il diritto di sciopero e la pausa pranzo ai dipendenti di Pomigliano, vanificando in un attimo anni di lotte per i diritti fondamentali dei lavoratori.

Rettifica: Marchionne è il miglior imprenditore vivente in Italia, ha sempre anteposto gli interessi dei dipendenti ai suoi, senza contare che la Fiat ha prodotto macchine dal design straordinario (ad esempio la Multipla prima versione, detta amabilmente “il rospo”). Aggiungo che la casa automobilistica ha salvato generosamente Chrysler dal tracollo, e che le voci su Pomigliano sono solo dei gossip senza fondamento messi in giro da bolscevichi antitaliani.

E ora, cari ammazza-blog, vediamo chi è più furbo. O chi si stanca prima.

Un messaggio in bottiglia per Gianfranco Fini & Co.

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger
rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.

L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

Sulla pagina Facebook di “No alla legge bavaglio alla rete“.

Per Umilio Fido le agende rosse sono comuniste. E intanto la verità avanza

Devo dire che Umilio Fido, in arte Emilio Fede,  il “giornalista” più serio, professionale, credibile e soprattutto imparziale che l’Universo abbia mai visto, si è veramente superato. Guardate QUI: è l’edizione del 19 luglio alle 19:00, quando il nostro beneamato, sentendosi soppiantato dal più luminoso Minzolingua, ha fatto uso della parodia di telegiornale chiamata Tg4 (Nel nome del Papi, del Silvio e dello Spirito Santo) per definire le agende rosse “comuniste” e desiderose di “inquinare politicamente” la celebrazione. Ovviamente aggiunge che sono state “contestate”.  Non serve ribadire che tutto quello che esce dalla bocca di Umilio, a parte le sleccazzate, è schifosamente falso. Ma non pensavo potesse arrivare a tanto. Me illusa. Vi faccio presente che fra le agende rosse c’è anche Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo. E vi faccio presente che sentire nominato Paolo Borsellino dal Viscido Fido mi ha provocato strani conati e irrefrenabile voglia di usare bamboline Woodoo. Bisogna però dare atto che il povero direttore di Berlusca Channel, ovvero Umilio, si sentirà nervoso ultimamente. Quei comunisti del Parlamento Europeo hanno deciso che il suo Arcore Show abusivo se ne deve andare per lasciare spazio ad Europa 7 già da tempo, e come se non bastasse i bolscevichi magistrati nisseni stanno (grazie a Dio!) riportando alla luce la verità sulle stragi del ’92, non senza difficoltà enormi, sostenendo che la politica potrebbe “non reggerne il peso” (ma va?). E’ naturale che il Lecchino Fidoso si stia un po’ defecando in mano. Sono sintomi della fine del Teleregime, con annessi i tre minuti con Media Shopping.

A dare una mano, ma non troppo, al Gloriosus ac Reverendissimus da Arcore ci si mettono anche quei buontemponi (leggi: ballisti) del Giornale che si sentono subito presi in causa (guarda QUI) dalle parole dei Pm e subito si mettono in formazione di scudo per proteggere Sua Mafiosità. Coda di paglia?

Il wc dedicato a Silvio dai suoi vari amiconi (Fede, Vespa, Feltri, Belpietro...)