Quindi vi ho seccati per un anno

Non sembra, ma è già passato un anno. 9 Maggio 2010: una sconosciuta adolescente atipica iniziava, così per gioco, a scribacchiare qualche post di nessun interesse al mondo. Oggi, 9 Maggio 2011, sono sempre sconosciuta, adolescente, e soprattutto atipica. Ancora adesso scribacchio, sia per gioco che per allenamento. Allenamento per cosa? Boh. L’importante è essere previdenti.

Non che i miei post siano diventati tutto d’un colpo la Bibbia Sacra dell’Umanità, ma checcavolo, vorrete lasciarmi la soddisfazione di salutare e ringraziare i miei 42mila e passa lettori (tiè, Manzoni, beccati questa!), pochi ma ottimi, che mi hanno sopportata e ovviamente continueranno a farlo? No, perché io sto sempre qui, eh! A frantumarvi le trifole benedette con i miei vaneggiamenti da gioventù flambata. E voi, signori, ve le lascerete frantumare.

Non voglio mettere un titolo.

Perché tu eri solita
camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi
le mani sulle ginocchia, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi; ricordami così, coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi…
Dunque, come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore di nessun Paradiso. 

(Ghiannis Ritsos) 

Oggi è un giorno particolare. Sono presa da studi filosofici, nel vero senso della parola… e se qualcuno di voi volesse, per estrema gentilezza, parlarmi della sostanza in Aristotele io sarei davvero grata. Ché Aristotele mi sta simpatico, eh, aveva una testa quel ragazzo…! Sembra di vederlo, nel suo liceo, mentre insegna con quegli appunti (pomposamente definiti scritti esoterici… a proposito, ma quanto è bello l’avverbio “pomposamente”? ), o mentre cammina nel peripato. Mi sta simpatico, dicevo, ma di domenica mattina, quando apri la finestra sul terrazzo e senti un venticello che ti dà il benvenuto nel maggio odoroso, e sai che dopo dovrai uscire… ciao babao. La simpatia è una cosa, lo scervellamento un’altra.

A proposito: buona beatif… ehm, cioè, buona festa dei Lavoratori a tutti! Soprattutto un augurio a chi il lavoro non ce l’ha o ce l’ha per modo di dire, spero possiate realizzarvi… siete gli eroi di quest’epoca.

Informazione

A dir la verità non è che l’immagine sia molto coerente col senso del post, volevo solo informarvi che l’articolo sulla contessa Bathory è in revisione… abbiate comprensione… quando avrò ripreso un minimo di respiro metterò a posto ogni cosa e ritroverete anche dei post sensati, sia di argomento storico che il solito zibaldone. Sapete, sono in un’età impegnativa, e io sono una ragazza di mondo, neh.

Take This Job And Shove It!

Vi avverto, non leggerete niente di squisitamente polemico o divertente in questo mini-post (quindi, e già vi vedo seguire il mio consiglio, se volete potete pure cliccare sulla salvifica X rossa in alto a destra). Però, d’altro canto, non leggerete neppure commenti, osservazioni, poesie e robe varie su Sanremo + Belèn, Cagnalis e Nonno Gianni.

Niente, solo per dirvi che il mio blog, per circa una settimana, sarà assai meno popolato. Da me, intendo… da voi esigo totale fedeltà e visita quotidiana per tutta la durata dell’assenza! Tanto se mancate me ne accorgo…
Il fatto è che sarò impegnatissima, soprattutto con uno “stanchi-ma-felici” scambio cul-turale, dato che in un momento di masochistica follia ho deciso di studiare il tedesco, e in un altro attimo altrettanto  incosciente mi sono buttata peggio di Fosbury in questa cosa qui. Tirando le somme, sono incasinata fino al collo con una Mädchen che fra poco piomberà a casa mia per immergersi nella straordinaria cul-tura italiana, e io poi dovrò fare altrettanto in Deutschland, in seguito darò sfoggio delle mie teutoniche abilità nella lingua al Goethe Institut (studio studio studierrimo!).

Vi prego di notare che io avrei anche un corso di danza da seguire, con annessi e connessi tipo trasferte e spettacoli, e magari una vita fuori dalle mura di casa.

Ma questo è ormai secondario.

Amici, lettori, fan sfegatati… pregate per me, qualsiasi divinità onoriate… e auf wiedersehen.