I’m gonna leave my body (moving up to higher ground)

Se ancora non avete letto il mio ultimo articolo per ClammMag (boooo!),  cliccate qui. E buona lettura. Indovinate di cosa potrà mai  parlare? Ha  ha!

Bufere e catastrofi nevose si abbattono su di noi, regalandoci certi panorami un po’ romantici e implacabilmente gelidi usciti da un racconto di Puškin. Oppure incredibili disagi, che fanno veramente girare la bile (e non solo quella), se pensiamo che siamo in un paese teoricamente avanzato nel 2012.

Fra una spalata e l’altra, c’è tutto il tempo per farsi qualche bella e onnipresente tazza di tè, leggere, fregarsene altamente delle valanghe di impegni scolastici che mi azzanneranno tipo i lupi di Rimini (!) al tempo del disgelo. Le tormente non mi impediscono, tuttavia, di “fare cose e vedere gente”, e soprattutto non concedono letarghi.

La palestra esiste sempre. Per quanto sia un luogo aborrito e odiato in certe circostanze – esempi: la pallavolo può morire ammazzata; il basket non è per petites filles; il rugby mi causerebbe una commozione celebrale, e se gioco a baseball bisogna ricordarsi di assicurare qualsiasi persona e oggetto nei paraggi, perché non si saprà mai dove andrà a finire la mazza – per quanto sia anticamera dell’inferno, dicevo, a volte può trasformarsi incredibilmente in qualcosa di piacevole.

A parte la Santa Madre Danza, sempre sia lodata, adesso mi sto dedicando al pilates (qualcuno di voi lo saprà già, ma non ne avevo ancora parlato qui). E vi dirò che mi fa benissimo. Anche se a volte sono molto simile ad un chihuahua che cerca di mordersi la zampa anteriore. E non è solo la mia schiena martoriata a ringraziarmi: tutto lo spirito si sente molto sollevato, sapendo che non in tutte le palestre continuano a girare scaldamuscoli, calzerotti e collant dagli improbabili colori anni ’80, quelli che donano solo a Jennifer Beals dai 15 ai 25 anni per intenderci. Non so se possiate capire il mio sollievo.

Eppoi c’è questa sensazione di sentire il proprio corpo in ogni sua fibra, di capire dove e come sta lavorando mentre fai un determinato movimento (abbiamo una cosina chiamata muscoli! E ce li ho anche io, sapete! Mi emoziono troppo al pensiero). Anche la respirazione la percepisco e la “analizzo” molto meglio, la comincio a controllare, e sappiate (ma lo saprete già voialtri, che siete sportivoni) che il modo in cui si respira incide tantissimo sul lavoro del corpo! Insomma, c’è da sentirsi in pace con se stessi. Per chi fa anche danza è ancora meglio.

Inoltre, volevo omaggiare quell’idolo di Joseph Pilates, preso per i fondelli da tutti gli altri cinni quando era piccolo perché rachitico, asmatico e tutto quello che può avere un bambino. E lui gliel’ha fatta vedere, fondando una nuova disciplina così pheega! VAI JOSEPH, SEI UN GRANDE!

Piccolo intervento off-topic, ma anche no, dato che i miei post sono degli zibaldoni incredibili e non so se sia possibile rintracciarvi un topic: volevo scagliare maledizioni e improperi a chi di dovere, perché se si manda la gente a scuola (sia professori che alunni), magari pulire le strade non sarebbe considerato un insulto tanto grave. E sapere il giorno prima se la scuola apre o chiude, magari in tempo per non prendere il pullman, potrei prenderlo come un grazioso regalo di Carnevale. Con ciò, mi ergo a paladina di tutti coloro che hanno sofferto disagi per il gelo – la Giovanna D’Arco dei pupazzi di neve – nell’inviare ai loschi figuri che prendono tali decisioni un sentito vai a ciapare i ratti.

E ora, per concludere, un piccolo e delizioso estratto della mia vita in comic: