Operazione “vi incuriosisco” parte 1

Madame e messeri. E’ ritornata l’estate di San Martino, quindi tirate fuori per qualche giorno le camicette primaverili e strafogatevi di polenta fredda al gorgonzola finché potete. Questo ridarà un senso alla vostra vita, mentre aspettate che certa gente amabile si dimetta e se ne vada foera di bàl.

Ma invece di piangere sull’inchiostro versato per le patrimoniali, invece di guardare struggendovi l’Europa intera in balia delle banche… prendete in mano il destino! Mettete su un po’ di Whitney Houston (“don’t you wanna dance, say you wanna dance”) e ridate nuovo brio alla vostra navigazione internettiana, già irrimediabilmente rovinata dal fatto stesso che siete su questo blog.

Ho io la soluzione. E deriva tutta dalla vulcanica mente della Ragazza Valigiata e del suo adorabile OP (capirete presto). La suddetta ragazza, nei commenti, non deve azzardarsi a fare spoilers perché voglio che i miei lettori rimangano a rodersi nella curiosità fino a nuovo ordine. Piccolo indizio: l’illustrazione che ho messo sopra. Bella eh?

Eh?

Eeeeh?

Muahahahaha guarda come si scervellano.

A presto con nuove notiziole.

Intanto godetevi la musica:

I’d rather be a comma than a full stop

Rinfrancata dall’aver concluso praticamente tutti i miei impegni con successo, dalle cose crucche ai vari spettacoli, dalla scuola ai vari incontri portati dal dolce vento primaverile, la soddisfazione diventa addirittura una certa gioia scintillante se aggiungiamo l’uscita del nuovo singolo dei semidei Coldplay (Every Teardrop is a Waterfall, con cui probabilmente vi sfrangerò i regal maroni citandolo ogni due per tre), e ovviamente la bellissima sconfitta  del Cirque du Berlusqueil alle recenti elezioni.

E’ proprio uno di quei momenti in cui sei felice di aver tenuto in freezer una bella bottiglia di champagne, a meno che tu non abbia mai toccato un goccio di alcolici come me e non abbia nemmeno l’intenzione di iniziare. Quindi, a pensarci bene, lascerò lo champagne a qualcun altro e festeggerò con voi (ringraziate la mia idiosincrasia verso l’alcool, o non avreste mai potuto leggere una perla di post come questo, non so se mi spiego). E poi, la felicità più grande sta nel costruire dei bei rapporti con le persone a cui tieni, una cosa che si fa giorno per giorno – e mi sta prendendo la crisi da filosofite, non voglio farvi commuovere cerebralmente – perché certi incontri, certe strade che casualmente si incrociano nel gioco della vita, sembrano davvero un dono (di chi? Non lo so). Posso dire che i fili del mio futuro si stanno annodando a gomitolo, ma non ho la minima idea di come faranno a sciogliersi, se lo faranno da soli, se dovrò pensarci io, se ci sarà qualche gatto giocherellone e dudù dadadà, come direbbero Minghi e Mietta.

Due cose sole turbano il panorama soleggiato, due nuvolette bastardine, di cui una è solo colpa mia, mentre per l’altra devo chiedere anche a voi lettori – sì, proprio voi. La prima. Sembro una bimbetta stupida e timidina quando mi ripeto che devo parlare ad una certa persona da mesi, ma poi le parole mi vanno in sciopero che nemmeno a Mirafiori. E’ che sarebbe così terribilmente imbarazzante e nonsense. La seconda: drizzate le orecchie, spalancate gli occhi. Se il 12 e il 13 giugno non andate a votare al Referendum, o voi maggiorenni col potere della matita, giuro che vengo lì con uno scolapasta in testa e vi prendo a randellate. Vi strappo le corde vocali, le cuocio e ci gioco a saltare la corda. Vi taglio i tendini del tallone e poi vi faccio camminare, così il vostro corpo cede e rimangono su solo i piedini. Guardate che potrei andare avanti all’infinito, sono esperta e appassionata di torture sadiche.

E già che ci siete, se non volete provare le mie tecniche da Santa Inquisizione, vedete di crocettare 4 meravigliosi SI’ 

Fruttolo al plutonio

A Lameduck, che mi ha ispirato questo post, e io non ho saputo fare di meglio che dire a parole mie il nostro pensiero comune.

Purtroppo, non sono una scienziata. Purtroppo, non ho l’età giusta per votare ai referendum. Ma, cavoli, fossi in voi mi darei una mossa. Sull’onda emotiva del centocinquantesimo, con l’orgoglio del Tricolore che sventola dai balconi (ne ho visti un sacco!), cazzo (per non smentirmi mai), cogliete l’occasione, o voi adulti votanti! Tre piccioni con una fava! Date a questa classe dirigente una lezione meravigliosa di diritto, storia, chimica, Costituzione!

Italia, rendi onore al tuo inno, dèstati e cingiti la testa con l’elmo di Scipione. Getta questa orrida riforma della (in)Giustizia nel cesso dove dovrebbe stare! E non farti derubare di uno dei beni più preziosi, l’acqua! Che deve restare pubblica, com’è ovvio… o di questo passo privatizzeranno anche l’aria che respiriamo, in nome delle solite lobbies senza scrupoli. Queste lobbies, poi, chi le conosce? Io me le immagino come gruppi di omacci magri, smunti, vestiti di grigio con gli  occhiali scuri e la valigetta ventiquattrore.

Gli stessi omaccioni che amano tanto le scorie nucleari, e se potessero andrebbero in tv a ciucciarsi direttamente le barre di plutonio, affermando che hanno il sapore del calippo alla menta. Vorrei tanto che lo facessero, per poter ridere della loro sorte (sadismo evviva). Dopo la tragedia di Fukushima sono stati capaci di dire che “Il nucleare è una fonte di energia ecologica perché non emette CO2″ (Stefania Prestigiacomo, degno ministro dell’Ambiente). Secondo me quando parlano sentono solo un rumore di sottofondo e non si accorgono delle emerite minchiate che sparano – se se ne accorgessero, sarebbe anche peggio.

Ditemi voi, nella corrotta Italia, mentre siamo ancora qui che non sappiamo smaltire la merda dei rifiuti urbani stile lische di pesce, come faremmo con un mostro a fissione nucleare. Dobbiamo ancora sbarazzarci delle scorie delle centrali che avevamo prima del referendum del 1987! Siamo un Paese con alto rischio sismico, se non ve ne foste accorti con il terremoto all’Aquila… e una scossa come quella del Giappone avrebbe tirato giù l’intera Nazione, le case costruite con la sabbia per prime. Per non parlare delle ecomafie, che se fanno affaroni con il bisnès dei rifiuti tossici “ordinari”, figuriamoci quanto si leccano i baffi al pensiero dei rifiuti nucleari.  Ehi, non è che i nostri amici filonucleari dalla mente geniale sono in qualche modo in combutta con i suddetti omacci grigi delle lobbies mafiose? Bravo, bis! Hai vinto un fruttolo al plutonio! E se vuoi, c’è anche quello all’Uranio impoverito.

Con il nostro amato Sire, esperto di chimica e di Enrico Fermi, e tutta la sua corte, sbrigatevi a chiarirvi le idee e muovete quelle chiappe quando è ora di fare il vostro dovere. Il Referendum è uno dei pochi atti di democrazia diretta: filate a votare, guai a voi se disertate, anche se avete febbre a 58°. O almeno date a me la vostra scheda elettorale.

Piccola analisi di propaganda mediatica, ovvero quelli che benpensano

Lo so, lo so che dovrei parlarvi del viaggio. Ma può darsi che mi serva più tempo, e poi adesso mi sento ispirata così.

Sono rimasta stupita (ma non troppo) quando ho scoperto che, per difendersi dalle temibili Toghe Rosse Bolsceviche, Papi Silvio™ ha scelto di montare un bel filmino. Questa decisione, alle persone più intelligenti,  non farà altro che confermare le accuse: innanzitutto il video è un mezzo di comunicazione unilaterale, lui parla e gli altri ascoltano senza possibilità di replicare in tempo reale (proprio da colui che si lamentava per la mancanza di contraddittorio ad Annozero per Travaglio). Tutto studiato per non dover dare troppe giustificazioni o rispondere a domande scomode. In più, la cosa sembra studiata più come difesa, come leccata di ferite, che come contrattacco vigoroso, di quei contrattacchi a cui il Cav. ci aveva abituato (l’ultimo in ordine di tempo, l’ormai celebre anagramma del nome).

Ma riassumiamo in tre punti i principali leit motiv degli interminabili otto minuti, aiutati dall’articolo di Dino Amenduni:

1. Se lasciate che si facciano le intercettazioni, che sono un’intrusione nella vita privata, potrebbero spiare anche voi

2. Non pago le donne, mi piace conquistarle

3. Sono fidanzato, ma sono stato troppo sensibile per dirvelo

Questo è un disperato tentativo di riacquistare la fiducia dei cattolici pseudobigotti, buona parte del suo bacino elettorale, quelli descritti magistralmente da Frankie HG-NRG MC qui, che dopo tante zoccole e bunga bunga forse cominciano a chiedersi per chi hanno votato. Ben svegliati!

Ma, ogni volta che vediamo un video del genere, dobbiamo essere ottimi osservatori. E strizzando gli occhi si notano infattamente (alla Cetto) tante cosette interessanti. L’entourage berlusconiano non lascia mai nulla al caso.

1. Guardate dietro il Kaiser: cosa notate? Sì, è la stessa biblioteca del 1994! Fate il confronto qui! Non sarà una sorta di rassicurazione per gli elettori, un messaggio del tipo “sono ancora arzillo, bravo, combattivo eccetera come ai bei tempi”?

2. Sta leggendo!!! Non è più capace di dire una frase di senso compiuto in italiano, in modo fluido e comprensibile. Colpa di festini, pasticche e schifezze? Non sta a me decretarlo. Fatto sta che di solito il foglietto c’era, ma veniva sbirciato di rado, giusto per dare idea di sicurezza. Stavolta invece è un gobbo costante, probabilmente messo lì per evitare di dire qualcosa di troppo o di troppo sbagliato. Un’ ulteriore conferma della fase delicata in cui si trova il cainano, che non può permettersi alcun passo falso.

3. Il video esce “casualmente” di domenica, ovviamente per avere i riflettori tutti su di sé e nessun antagonista pronto a replicare.

Anche in questo caso, Sua Emittenza si riconferma genio dei mass media, ma non per chi non si fa inc… vabbè, infinocchiare.

(Al) fresco Natale

Gli studenti, i ricercatori, i precari, i docenti, gli immigrati, i magistrati, gli aquilani terremotati, i napoletani immersi nella monnezza, i veneti allagati, i giovani, i pensionati, ecceteraeccetera porgono i migliori auguri al presidente Berlusconi di un felice Natale. Utopicamente, un Natale (al) fresco.

Con questa ventata di gelo e neve non dovrebbe essere difficile.

Tutti gli altri, invece, si rallegrano per il voto di fiducia ottenuto oggi grazie a tre voti. Tre, il numero perfetto. Tre come la Trinità. Tre come gli attributi genitali maschili, che se avessi mi starebbero già girando da un pezzo (sì, compreso quello in mezzo).

Auguri.

‘U tempu sta finennu, na ‘n ci pinzari

Lo so, lo so che voi vorreste venire nel blog di una pulzella per ricevere una bella ventata di gioventù, di vivacità, di gioia. Il problema è che a volte, se chi di dovere non svolge i suoi compiti, ci devono pensare degli altri. Se nessuno vi dice certe cose, devo farvele sapere io aiutata da altri come me (ma molto più bravi). Guardate qui e inorridite. Poi guardate qui e inorridite il doppio.

Lasciandomi trasportare da un momento di pessimismo cosmico, che ne sarà? Qui c’è grigio fuori che mi si riflette dentro. Io sono contenta di me, di avere la forza per non lasciarmi sommergere, ma non basta. Non sono contenta di quello che vedo. Va bene, è un periodo del cavolo, certe notizie non aiutano. Però ho bisogno di conoscere, ho sete di conoscere, a costo di star male (o star peggio).

Ma quanti si sarebbero potuti salvare, quanti sarebbero ancora fra noi, se solo…? Finite voi la frase.

Ruby in the sky with diamonds

E’ dura essere circondati da tanta volgarità e non venirne sfiorati. Pochissimi ci riescono, salvo poi sentirsi a disagio: se tutti attorno a te si rotolano nel fango come suini, e sembrano anche starci bene, vorrai mica fare lo schizzinoso e alzare il nasino troppo raffinato? Ma no. Meglio avvicinarsi, darsi una spalmatina di schifezza, tanto per non essere diverso. Non dico di grugnire, però almeno far finta che non faccia schifo.

Ecco, più o meno è quello che vedo. Magari sono io che sbaglio: l’oculista mi ha ordinato gli occhiali da un pezzo, ma sono sempre restia a metterli. Però, ovunque punti lo sguardo, solo e sempre volgarità. Solo e sempre schifezza. Vagonate di poracceria fino all’orizzonte. Eau de Merde n.5. Il problema, per quanto grave, non è nulla se confrontato alla sua conseguenza immediata: l’assuefazione. Ma vi siete guardati in giro? Nessuno emette un fiato. Nessuno parla. Ci siamo abituati all’immondizia, e non parlo solo in senso metaforico (Terzigno, mi senti? Prova, prova, 1-2-3…).

Partiamo dal livello più apparentemente innocuo d’immondezzaio, quello che colpisce i bimbiminkia (non sottovalutate il fenomeno, sono più numerosi e influenti di quello che si pensi): sono testimone oculare di bimbominkiate tali da far accapponare la pelle a Giustino Bieberon. Dato che appoggio la filosofia del “ridere per non piangere”, a volte mi permetto un atto masochistico pari solo alla visione di Uomini e Donne dopo aver pranzato. Tale azione sconsiderata consta nell’origliare vari bimbiminkia, quelli più “decenti” e “studiosi”, che si ripetono fra loro la lezione in pullman (“C’è cioè cè che tipo questo qui… questo Dante… ecco c’è va in una foresta e si perde, ma poi c’è tipo un altro che non è un uomo, ma è un’ombra, cè no non un ombra ma tipo, era un uomo prima…”. Cara bimbaminkia, se mai leggerai qui, sì… sei proprio tu. Ti ho sentita. Auguri per l’interrogazione).

Poi arriviamo al massimo livello di crap, di monnezza, di fetore. Ecco, state bene attenti e turatevi il naso. Facciamo un piccolo (ma non troppo) salto dalla bimbominkia quattordici-quindicenne, lasciamola crescere un po’ – ovviamente solo fisicamente – fra le sue belle cazzate e i paraocchi da cavallo. Aggiungiamo un pizzico di problemi economici che non guastano mai, mescoliamo con la situazione italiana di oggi (vedi il Sultano di Hardcore e i suoi harem). Otterremo, secondo la testata ricetta, uno degli sfruttamenti di prostituzione peggiori dopo quelli della mafia, ancora più compromettente del sexgate Clinton –  Lewinsky, ma molto meno importante secondo gli Itagliani – e qui ci ricolleghiamo al discorso dell’assuefazione. Noemi, Patrizia, Ruby [vedi foto]… ormai non ci stupisce più nulla. Solo un altro cambio di tendenze: primavera/estate col Waka Waka, Autunno/Inverno col Bunga Bunga.

Avvilisco.