Campagne di informazione che porteranno progressi a voi e alla società

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Ma il mio ultimo articolo per HeyKiddo l’avete letto? Magari voi pensate di sì e invece non è vero: che svista imperdonabile!

Solitamente le mie giornate trascorrono come quelle di qualsiasi altra persona normale a questo mondo: mi sveglio, spero di essere diventata Julie Andrews nottetempo, mi guardo allo specchio, scopro che la trasformazione non è avvenuta, mi intristisco, guardo che tempo fa, inveisco, medito sempre nuovi piani per la conquista del mondo e li annoto sulla Moleskine, schizzo le torture più originali da collaudare sui miei nemici politici, canticchio imitando Amalia Rodrigues, assumo la mia dose giornaliera di Logo Quiz, metto i funghi in padella, ogni tanto mi espongo alla luce solare (sempre con molta attenzione), twitto a Matteo Renzi esponendogli dilemmi esistenziali [CLICK], leggo un po’ di Shakespeare e mi addormento con le pagine sul naso. Insomma, niente che mi differenzi dal solito caos.

Ma ultimamente qualcosa è diverso.

Ultimamente tutti pretendono più del solito: Monti pretende che io faccia la mia parte per risollevare le sorti del nostro glorioso Paese, la macchine pretendono che io sia estremamentissimamente (siete riusciti a leggerla?) gentile e delicata nel guidarle, dei tizi grigi pretendono di aiutarmi nella scelta del mio futuro perché loro sanno benissimo come funziona il mondo del lavoro e dell’università, la scuola orrenda pretende che io passi ad ammuffire il poco tempo buono che mi rimane. Tutto ciò proprio nello stesso periodo in cui io ho solo voglia di piombare in posizione fetale, nutrirmi di M&M’s – quelle al cioccolato, non con la mandorla, per carità diddio – avvolgermi nel plaid col tè e guardare l’inverno avanzare.

Cara vecchia apatia, ci rincontriamo ancora, sempre quando bisogna lanciarsi negli sforzi più disparati. Ed ecco che si fa strada silenziosa, sempre più urgente, sempre più potente, fra mille scintille d’arcobaleno e unicorni alati, fra piccoli maialini rosa kawaii e fiocchetti azzurri intrecciati ai capelli, ecco, dicevo, che si fa strada [attenzione! Scurrilità in arrivo, mettete a letto i bambini] la forza misteriosa e ancestrale del vaffanculo.

Unitevi anche voi a me, amici, lettori, naviganti, membri della Setta dell’Ammmore stimatissimi e tristi per la perdita di ore di luce: siate tutti concordi e raccolti sotto un’unica speme, quella di poter sempre e in ogni luogo mandare affanculo qualcuno. Ma non così, genericamente, dove capita capita, stile Beppe Grillo: ci vuole un bersaglio ben preciso. E non è nemmeno così difficile: ovunque vi giriate, osservate bene, con occhi sorridenti, e l’insulto sgorgherà spontaneo e fluente dalle vostre labbra come acqua fresca da una fontana. Per questo vi chiedo (leggi: impongo) di aderire alla Pubblicità Regresso® denominata Fancula anche tu il tuo prossimo. E ricordate che se siete giovani (ovvero, per gli standard italiani, sotto i 60 anni) potrete usufruire dello speciale Bonus Supergiovane, che vi aiuterà a imprecare contro tutti i vostri nemici, perché lui è allegria più, Bulgaria più , sciatalgia più più più (cit).

Grazie.

P.S. Io l’altro giorno mi sono svegliata, ho sperato di essere diventata Julie Andrews, ho scoperto che la trasformazione non era avvenuta, poi non ho fatto in tempo ad intristirmi perché mi sono accorta che in giro era tutto pieno di lucine. Cosa mi rappresenta tutto questo? Cosa sta succedendo? Sono confusa.

P.P.S. Ho scoperto di non avere un guardaroba invernale.

P.P.P.S. Dite che viene a nevicare?

 

Cose da fare mentre sentite la mia mancanza

Sono consapevole che questa è forse l’assenza più lunga nella storia del blog.

Ma sono troppo occupata a studiare le mosse di PSY mentre interpreta Gangnam Style in modo da distrarre i miei nemici e conquistare il governo del mondo.

Intanto, per non farvi stare troppo in astinenza da pillole, vi lascio un elenco di cosette che per mio inequivocabile ordine dovrete leggere/fare.

1. Date un’occhiata alla mia rubrica su Hey Kiddo per mettervi in pari con gli articoli.

2. Affrettatevi a cliccare su Clamm Magazine perché abbiamo fatto uno splendido speciale sui morti. E non cominciate a storcere il naso, guardate che mi sono voluta superare e ho scritto ben due articoli: uno musicale (QUI) e uno con la grande capa Ragazza con la Valigia (QUI).

3. Fatevi una cultura su Lana del  Rey dato che prossimamente ve ne parlerò, e vi interrogherò con valutazione finale mentre espongo i miei dubbi esistenzial-musicali.

4. Cucinate dei dolcetti autunnali. E qualsiasi cosa implichi l’utilizzo dei funghi.

5. Dite a Obama che, se vuole proprio salutarmi, adesso non riesco assolutamente a rispondergli: è un momento abbastanza stressante. E comunque pochi tiramenti, perché la vera star è Joe Biden, raro esemplare di FILF.

Bene, ora vi lascio ad eseguire le consegne, e voi mi ritroverete più coreana e più rapper che mai.

Affinità – divergenze fra la vita e noi e del conseguimento della maggiore età

Colonna sonora: New Order – Ceremony ♫

What is this, behind this veil, is it ugly, is it beautiful? 
It is shimmering, has it breasts, has it edges? 

I am sure it is unique, I am sure it is what I want. 
When I am quiet at my cooking I feel it looking, I feel it thinking 

‘Is this the one I am too appear for, 
Is this the elect one, the one with black eye-pits and a scar? 

Measuring the flour, cutting off the surplus, 
Adhering to rules, to rules, to rules. 

Is this the one for the annunciation? 
My god, what a laugh!’ 

But it shimmers, it does not stop, and I think it wants me. 
I would not mind if it were bones, or a pearl button. 

I do not want much of a present, anyway, this year. 
After all I am alive only by accident. 

(Da A Birthday Present, Sylvia Plath)

SONO MAGGIORENNE.

Ora ogni probabilità di una reggenza sul regno è definitivamente scongiurata, poiché i miei 18 anni mi permetteranno di ascendere al trono in tranquillità, essere incoronata nell’abbazia di Westminster e…

No, scusate, ho sbagliato identità. Devo ricominciare.

SONO MAGGIORENNE.

Ora potrete finalmente scrivere tutte le proposte indecenti che vi siete tenuti dentro per ben 2 anni. Ora nessuno dovrà più aver paura dei commenti che lascia. Ora non dovrete più criptare il vostro link che tanto vedevo lo stesso.

Stamattina mi sono svegliata e tutto era assolutamente come prima, salvo il fatto che nella penombra ogni mobiletto, lo specchio, l’armadio, le chincaglierie sembravano rivestite con un grande striscione da stadio urlante “E ADESSO SEI MAGGIORENNE”. Soprattutto lo specchio. Ma a parte questo, gnente di gnnente.

Ho riflettuto seriamente se mantenere la dicitura “adolescente” nel sottotitolo del blog, poi ho pensato che in inglese si è teenagers fino ai venti, e dato che il -teen c’è ancora alla fine della mia età, ve lo sorbite almeno altri due anni. Sarò ancora la vostra cara, incasinata, spietata giudicatrice adolescente.

Ho paura. Sono felice. Ho la divina possibilità di firmarmi da sola le giustificazioni, i documenti e tutta quella roba con le clausole minuscole, il che mi fa un po’ l’effetto di avere i superpoteri. Ho attacchi d’ansia. Posso guidare. Mi viene mal di pancia a pensare al futuro. Posso andare a votare, quindi adesso sarò considerata cittadina anche io, presa per il culo anche io, ritenuta importante a fini elettorali anche io.  Finalmente quelli del Moige se ne fregheranno di me. Responsabilità e tazze di tè al bergamotto.  Diciotto. (Fa anche rima)

E ora scusate, vado a passare la mia prima giornata da diciottenne. Stile Yzma.

Membri onorari della nostra Setta: Yolande de Polignac

Prima di bruciarvi i neuroni col seguito: qualche tempo fa è uscito un mio articolo su HeyKiddo [QUI] che vi sarà utile se avete dei figli in età scolare, anzi, vi sarà utile e basta.

Un mio caro lettore (Mozart2006) mi ha gentilmente fornito un sottotitolo ulteriore al blog, ovvero La Setta dell’Ammmore. Vi dico soltanto che mai mi sarebbe potuta venire in mente una denominazione più appropriata, quindi sappiate che d’ora in avanti questo sgangherato spazio internautico sarà la base della suddetta Setta formata da me e dai miei lettori, supporter, fan, elettori, adoratori e schiavi servi della gleba aiutanti.

Ma veniamo alla composizione dettagliata del CdA:

1. IO, AL VERTICE SUPREMO. Padrona di casa e dittatrice unica, dotata dei poteri decisionali su qualsiasi cosa, condizioni atmosferiche comprese (Kim Il-Sung è solo un dilettante! E con questo ci siamo bruciati le visite nordcoreane). Quando sono triste, sul blog cade la pioggia. Se io dico che ho visto un unicorno di Swarovski, così è, e voi non oserete metterlo in dubbio.

2. I miei lettori, pazienti esseri umani che si degnano di sopportare il mio delirio sugli unicorni. I lettori verranno trattati da Sua Eccellenza Scintillante Me Stessa allo stesso democratico modo, in quanto inconsapevolmente membri della Setta. S.E.S.M.S. avrà un particolare occhio di riguardo per:

* Mozart2006 in quanto ideatore del nome e mente ingegnosa dietro a tutta la baracca (tipo Casaleggio con Grillo)

* La Ragazza con la Valigia in quanto Ragazza con la Valigia e mia sorella di madre diversa

* Tutti i blogger inseriti nella mia Sacra Blogroll, che non ho voglia di elencare di nuovo quindi andateveli a vedere voi

Le regole sono molto semplici:

I. Io ho sempre ragione

II. Il nome della Setta è utilizzabile solo da coloro che ne fanno parte, quindi tutti voi che state leggendo, ma esclusivamente ricordandosi della tripla M nella parola “Ammmore”. Qualsiasi infrazione sarà punita con mille foto di turisti nordeuropei in calzino bianco e infradito.

III. Ci sono quattro date fondamentali da ricordare: 25 ottobre, festa nazionale in quanto mio compleanno; 3 ottobre, tenetelo a mente per il prossimo anno, Giornata Universale di Mean Girls; 27 febbraio, Giornata Mondiale dell’Unicorno come suggerito da Sarinski; 25 gennaio, Giornata Internazionale della Fighissima Virginia Woolf.

IV. Ogni tanto la S.E.S.M.S. sceglie un membro onorario della Setta, che può essere un personaggio fittizio, vero, morto, vivo, bello, brutto, cattivo, buono, biondo, moro… insomma, ci siamo intesi. Per darvi un’idea della serietà di questa cosa, ecco che parto subito con la prima nomina ufficiale – chi avrà qualcosa da ridire, sarà pubblicamente definito “Persona di Cattivo Gusto”, massimo disonore (“disonore su di te, disonore sulla tua mucca…” cit.) ed infamia all’interno del nostro candido circolo – perciò diamo il benvenuto alla cara

Yolande de Polastron, duchessa de Polignac

in qualità di PR e ragazza immagine. In poche parole, lei sarà la nostra organizzatrice di feste ufficiale: con una tipetta tanto intraprendente ed effervescente, di certo non avremo tempo per annoiarci. E saremo ovviamente i più fighi membri di un circolo esclusivo nell’intera storia dei circoli esclusivi al mondo. Magari calmerà anche qualche bollente spirito nei flame delle assemblee dell’Ammmore, la sua calma imperturbabile è famosa. Intanto, propongo per tutti noi in dotazione un capellino come il suo.

Au revoir!

Film storici: altri brevi ed insindacabili giudizi

La prima parte, vi ricordo, è qui. In questa parte abbiamo abbondato in francesità, io vi ho avvisati. 

Premetto una cosa. La scuola è iniziata da una settimana, e la parola “maturità” è stata pronunciata più o meno 309.455.900 volte. Io cosa decido di fare? Interpreto la persona seria e coscienziosa? Apro i libri di scuola e cerco di trovare un’utilità al programma di matematica?

Ovviamente no.

Le mie reazioni sono state le seguenti:

♥ Pianificare un viaggio a Londra da intraprendere dopo l’esame (senza rendersi conto che prima l’esame va anche superato)

♥ Buscarmi una specie di raffreddore molesto misto a mal di gola e allergia al pullman acaroso

♥ Dedicarmi anima e corpo alla maratona cinematografica dei film di Charlie Chaplin

♥ Dedicarmi anima e corpo alla conseguente adorazione di Charlie Chaplin in ogni modalità possibile

♥ Aprire una presentazione powerpoint dal titolo “Tesina”, chiuderla così com’è e sentirmi soddisfattissima del lavoro svolto

♥ Studiare un modo, assieme ad un complice consapevole e ad uno inconsapevole, per prendere possesso del continente eurasiatico, partendo dalla Russia, con metodi non bellici. Il piano è semplice ma lungo da spiegare, comunque saprete tutto quando sarò riuscita nel mio intento e avrò conquistato il mondo

♥ Diffondere la conoscenza del cartone animato Il Mignolo col Prof in mezzo a gentaglia profondamente ignorante in materia

♥ Decidere di iniziare a studiare la botanica e diventare una persona col pollice verde

♥ Riflettere sui period drama che ho visto e condividere con voi la mia infinita saggezza, in modo da risultare finalmente una bloggher utile, di quelle che prima o poi fanno l’applicazione per aifono e vengono richieste ai gran galà di blogghers, mangiano sushi a gratis e hanno miliardi di siti creati da haters.

Cominciamo: Parte 2.

Stage Beauty

Sono buona. Inizio con un film not bad. Insomma, la cosa positiva è il punto di vista insolito della vicenda: quando in Inghilterra hanno finalmente potuto recitare legalmente anche le donne, tutti a dire bravo bravo, che figata, adesso possiamo fare i maialozzi a rigor di legge invece di dover imbucarci nelle osterie di Soho. Invece le cose non sono state tanto semplici: e gli attori che avevano studiato apposta per interpretare le donne? Loro non potevano mica imparare altro. Già era un miracolo se da polli non eran diventati capponi. Ecco, questo ha reso Stage Beauty molto interessante, anche per una certa accuratezza storica (oh, a proposito, Carlo II è veramente un grande, poi io farei carte false per conoscere lui e Nell Gwynn, entrambi ritratti benissimo nel film). Voto: 3 e tre quarti /5

Molière

Film biografico: c’è un periodo poco conosciuto nella vita di Molière, e qui ci viene proposta un’ipotesi romanzata dibbrutto su cosa possa essere successo nell’arco di tempo di un anno – l’anno prima di iniziare a scrivere esclusivamente commedie. L’attore che interpreta Molière è un boss, e salva un po’ tutta la faccenda. Ora vorrei lanciare un appello. Cari costumisti, dei quali non conosco il nome perché non si trova manco ad essere agenti della CIA, io vi prenderei a secchiate in testa. Avete messo ad ogni personaggio femminile degli abiti vittoriani. VITTORIANI. Anche le acconciature, eh! Perché se dovete fare una cavolata la fate per intero. Ma vi sembra? Costumi femminili a parte, il film scorre piuttosto bene. Voto: 3/5

Le roi danse

 Credo che questo film (come molti di quelli francesi ambientati nel periodo barocco) sia praticamente introvabile in italiano. Ma io dovevo vederlo perché c’è Luigi XIV. E devo dire che le interpretazioni degli attori principali sono proprio godibili, in particolare vi gusterete Benoît Magimel coi muscolazzi tutti cosparsi d’oro. Molto bella la descrizione del rapporto fra il Re Sole e Lully, e tutto l’entourage nei primi anni di regno. Comunque Lully è stato veramente stronzo poco carino con Molière, eh! Sembra quasi che sia stato il karma a procurargli la sfilzettata al piede col bastone (vedi: la prima splatterissima scena del film). Accuratezza storica molto buona. Voto: 4/5

L’histoire d’Adèle H.

La Adjani e i ruoli vittoriani sono uno splendido connubio. Se poi aggiungiamo che il personaggio di Adèle Hugo, figlia di Victor Hugo, è generalmente poco conosciuto ma affascinante da matti… abbiamo una chicca cinematografica per le mani. Regista: Truffault, mica mio cugggino! Piuttosto azzeccati anche i costumi (avete capito, tizi di Molière?), indicato per giornate autunnali e piovose, con tanta cioccolata, in modo da non sprofondare nella cupezza. Voto: 4,5/5

My week with Marilyn

Dico solo: che delusione! Ma veramente è tratto da un diario vero? Mi sento profondamente offesa in quanto fan numero uno della coppia Vivien Leigh – Laurence Olivier, perché li hanno rappresentati in maniera vergognosa, storicamente inaccurata e poco credibile. Gli attori non sono male, poi c’è pure Judi Dench che per me vale sempre la pena, però si capisce che questo insieme di clichés su Marilyn è fatto apposta per attirare Oscar e applausi ovunque. La Williams è stata coraggiosa ad accettare un ruolo simile (è un’arma a doppio taglio, interpretare un’icona del genere può fregarti definitivamente), ma per qualche motivo non mi ha convinta del tutto. Sorvolo sull’inutilissimo personaggio di Emma Watson. Vabbè, questo commento è sconclusionato, leggetevi questo articolo che è meglio. Voto: 1/5

Picnic ad Hanging Rock

Stranissimo film, probabilmente uno di quelli che ami o detesti. Surreale e metafisico, è definito noir anche se non si arriva mai veramente a scene angoscianti (SPOILER: tranne forse quella del suicidio, ma viene rappresentato con una certa delicatezza. FINE SPOILER) – l’angoscia deriva tutta dal senso di attesa, dal nulla che cambia, dai comportamenti inquietanti e quasi inspiegabili di certi personaggi… innumerevoli finezze, citazioni e rimandi, una critica sociale velatissima, dettagli che si colgono solo dopo un certo numero di visoni, costumi meravigliosi. Guardatelo. Voto: 4,5/5

Casanova

Proprio carino! Poi vabbè, ci sono Heath Ledger (RIPPISSIMO FOREVER!) e Jeremy Irons (un uomo che sprizza seduzione sia quando interpreta il professore in Lolita sia quando è l’antipatico inquisitore Pucci), una splendida fotografia che ben si presta ai panorami mozzafiato della Venezia nella sua epoca d’oro, molte gag divertenti, insomma: possiamo perdonare qualche scivolone nella ricostruzione storica. Voto: 3,5/5

Amazing Grace

Cosa vi devo dire, a me Romola Garai sta sulle balle. Senza motivo, ovviamente, perché a me certi attori stanno sulle balle a pelle e a prescindere. Qui, come protagonista femminile, non sarebbe neanche male. L’hanno pure vestita e acconciata bene, con gran perizia. Eppure mi sta sulle balle. Diverso il discorso sulla trama, un racconto ispirato ad una storia vera e votato ai grandi ideali (anti-schiavitù, anticonformismo, anti-tutto), ma soprattutto… grazie per averci offerto Benedict Cumberbatch nei panni del primo ministro Pitt. Questa cosa mancava proprio, ripeto, GRAZIE, è un servizio all’umanità intera che andrebbe pubblicamente riconosciuto. Voto: 3/5

 Tutte le mattine del mondo

Altro film perso nei meandri delle videoteche. Vi consiglio la visione, merita veramente: è anche commovente, ve lo dice una che piange solo quando in un film muoiono i cani. In quest’opera cinematografica ci si concentra poco sulle parole e i dialoghi, essendo le emozioni e la musica (e le connessioni fra queste due cosine) i temi principali a cui viene data la massima importanza. Fra l’altro, farete la conoscenza di un compositore generalmente dimenticato nella polverosa oscurità: Monsieur de Sainte Colombe e i suoi dolori riversati nei pentagrammi per viola. Bravissimo Depardieu. Voto: 4/5

[E ora un film che in realtà non sarebbe da considerare storico, ma a noi non frega un beneamato, perché tanto voglio parlarvene lo stesso e faccio quello che mi pare:]

Les Parapluies de Cherbourg

Dovevo parlarvene. Era un dovere morale proprio, sennò che mi leggete a fare. Io sono qui per questo: farvi conoscere le commedie musicali francesi degli anni ’60, in pieno periodo nouvelle vague ma non precisamente etichettabili come nouvelle vague. Per farla breve: ci tengo così tanto a farvi vedere questo film, che vi metto anche il link su youtube completo e bellissimo. [Click QUI e godetevi la mia magnanimità. Attenzione, è francese sottotitolato inglese] La trama è veramente scontatissima e antica: ragazzo e pischella innamorati, lui deve partire per la guerra, lei deve starlo ad aspettare, lacrime e dolore, non ti scorderò mai, bla bla. Peccato che lei rimane incinta e la madre preme per vederla accasata col tizio ricco che casualmente passava di lì. SPOILER: L’altro torna dalla guerra e ha un po’ perso il filo della sua vita, scopre che la bella amata si è sposata con un altro, e ripiega sull’amica a lungo ignorata. Poi i due amanti originali si ritrovano, a distanza di anni, completamente cambiati. FINE SPOILER. Nonostante il racconto trito e ritrito, questo è veramente un capolavoro, e non soltanto per le canzoni (il film è quasi tutto cantato), ma anche perché la semplicità è solo apparente. Nessuno dei personaggi è completamente innocente, nessuno può essere giudicato, ognuno agisce nell’unico modo che gli si confà, contribuendo alla situazione finale. Va inoltre notato il bellissimo andamento cromatico delle scene, perché ad ogni personaggio è associato un colore che si ripresenta nei contesti adeguati. Insomma dai, ho anche cercato di spiegarvelo seriamente, poi la Deneuve si guarda sempre volentieri. Voto: 5/5

Gli Asburgo vi salutano un casino.

♥ Colonna sonora per essere proprio tradizionali al massimo: Johann Strauss – Wiener Blut

Qui è una reduce da Vienna che vi parla, e che si trova nella situazione classica del “non so da dove iniziare”. Innanzitutto, le cose serie, altrimenti mi dimentico: come  da titolo, porto i saluti più cordiali da parte degli Asburgo, e anche dai Babemberg, i quali si sentono molto ignorati. E come dar loro torto.

Poi, vi comunico che se sapessi dove firmare per tornare lì il prima possibile, lo farei subito. Perché Vienna, ovviamente, mi ha incantata. Nonostante sia una capitale, risulta vivibilissima e comoda anche per la più sprovveduta e campagnola delle pennute (leggi: me), ha un centro esclusivamente pedonale, quindi senza sbattimenti di traffico e puzze, gli abitanti (secondo la mia esperienza) sono assolutamente gentili, simpatici e alla mano anche con i turisti (non come in altri posti), e soprattutto è strapiena, ricchissima, strabordante di verde. Ma non quel verde tipo parchetto comunale fatto apposta per non sembrare troppo cementificati. No, questo è un verde naturale, formato dalle foreste che circondano la periferia da secoli, e da sempre rispettato nonostante l’ingrandimento della città.

Fatto sta che in pochissimo tempo si può arrivare dal centro e dalle zone residenziali ai boschi più rigogliosi. Io, infatti, da brava giovane marmotta sono andata anche a scorrazzare per i monti che mi facevano ciao. Mi mancava solo la capretta Fiocco di Neve a portarmi come una schiavetta compiacente sul suo dorso, belando mentre io fotografo Mayerling (sigh, sob, sob, sigh, povero Rodolfoooh, povera Mariaaah) e le abbazie medievali, e… dalla regia mi comunicano che Heidi in realtà è svizzera e non austriaca. La regia è stata opportunamente azzittita.

Un’altra cosa importantissima: Strauss ci ha ingannati tutti. Ci tengo a sottolinearlo e scriverlo in  grassetto, perché è uno scandalo di tali proporzioni da dover essere ben visibile.

Strauss.

Tu mi avevi detto che il Danubio era BLU.

Il valzer si chiama Sul bel Danubio BLU, ho controllato. Anche in tedesco. Non è un errore dei traduttori.

E allora. Allora perché io ho chiaramente visto che era giallo? Tutt’al più verdino, te lo concedo. Ma non blu. Non venirmi a dire che è colpa delle industrie, che ai tuoi tempi era diverso. Secondo me sono tutte balle. Lo comunicherò alla Wiener Philharmoniker, in modo che per il prossimo Capodanno possano porre rimedio a questo increscioso fraintendimento – quando sono passata davanti al Musikverein non ero ancora consapevole della questione, ma troverò un modo per risolverla – e attenzione, non sto parlando del Donaukanal, cioè il canale artificiale che devia il fiume per portarlo a Vienna, ma del Danubio vero e proprio, dove si trova anche il mulino ispiratore del famoso valzer. Ecco la mia schiacciante prova fotografica:

Fermi tutti.

Ho postato una foto prima di avvisarvi. Ma voi ormai dovreste sapere le solite due cose, ovvero:

1. Le mie foto nuocciono gravemente alla salute, e i ricercatori Oral-b non hanno ancora trovato spiegazioni e cure a tale fenomeno;

2. Passate il mouse sulle immagini, altrimenti è come mangiare i fonzies senza leccarsi le dita.

Ma prima di immergerci nella galleria fotografica, vi informo che a Vienna gli esseri umani si cibano essenzialmente solo di dolci. Ci sono torte per ogni giorno dell’anno, ogni frutto, ogni colore dell’arcobaleno, ogni fiore, e ovviamente le fette hanno le stesse dimensioni di uno space shuttle della NASA. La Sachertorte è solo uno dei tanti esempi, e dentro ci hanno messo la marmellata di albicocca perché da loro le albicocche crescono da Dio – lo hanno scoperto quando i precedenti raccolti furono distrutti da un virus nell’Ottocento, lo sapevate? Sapevatelo! – inoltre vi confesso che la bellezza di Vienna è, a mio parere, infinitamente velata di malinconia.

Girovagando per le sale con i quadri di Klimt, per gli appartamenti di Sissi, ascoltando la musica di quel truffaldino di Strauss, ho avuto la sensazione di tanta polvere dorata ormai caduta a terra, ma vestita a festa. Una sorta di nostalgia per i bei tempi andati, l’Austria Felix ritratta dalla trilogia di Marischka con Romy Schneider, pervade l’atmosfera: nei discorsi delle guide locali (“Eravamo un grande impero…”), nelle facce dei grandi austriaci che invadono ogni spazio.

A questo proposito, per tutta la città è possibile ammirare i cartelloni pubblicitari dei teatri (ovviamente all’opera ci tengono più che alle loro braccia, hanno perfino i megaschermi davanti alla Staatsoper per chi non ha salvadanai da sceicco di Dubai), e tutti i musical austriaci sono intitolati così:

Elizabeth – Das Musical [guardate QUI]

Gustav Klimt – Das Musical [guardate QUI]

Mozart – Das Musical [scherzavo! In questo caso si limitano a sparare a palla la sua musica in ogni luogo possibile immaginabile, bagni pubblici inclusi]

Praticamente, su ogni connazionale famoso ci fanno un musical. Se dovessimo seguire questa logica in Italia, le produzioni teatrali italiane sarebbero fantastilioni. E poi, ve lo immaginate? Dante Alighieri – il musical. Interprete principale: Giulio Scarpati col naso finto. Verdone fa Lapo Gianni. Isabella Ferrari è Beatrice, diretta ovviamente da Marco Travaglio. Benigni vocal coach.

Ma sto divagando. Partiamo con foto sparse.

Austriamente vostra.