Enfant du monde (non di un blog)

I casi sono due: o non trovo più molto da dire, e allora lo faccio benissimo, o c’è così tanto da dire che la mole mi mette stanchezza al solo pensiero.

O forse è solo il caldo.

Fatto sta che sto mancando molto dal blog, non scrivo più al ritmo di qualche tempo fa per varie ragioni, e forse dovrei farmi qualche domanda. Che sia il caso di  abbassare la serranda, totalmente o temporaneamente?

Nel dubbio, vi lascio riflettere con me sulle note di questa:

 

Non preoccupatevi

So che lo dico tutte le volte.

So che ormai passate di qui se proprio non avete gnennte ma proprio gnennte da fare. Ma perdonatemi: ormai pare che i blog stiano vivendo una decadenza generalizzata, in più aggiungete che sto passando un periodo in cui mi sembra di vivere perennemente ne L’Urlo di Munch. Mescolate bene, incorporate con un pizzico di sfortuna, impazzimento e grane varie, ed ecco a voi la ricetta per “La fase più brutta della vostra vita”! YEEEEEA!

Ma tornerò più sfolgorante che mai, come Mulan quando arriva a casa dopo la guerra contro gli Unni e suo padre si mette a piangere e la nonna fa commenti maliziosi e la Cina è salva e… vabbè.

Fate tutti gli scongiuri woodoo del mondo per me, pensatemi e datemi forza: devo decidere di una cosina piccina picciò che sarebbe il resto della mia vita.

Un bacione, ci sentiamo.

“Ci sei?” “No, sono al bar”

Ecco, diciamo che ci sono.
Ma non sono qui.

Purtroppo il giogo della dannatissima maturità (pardon, Esame di Stato) fa sprofondare anche le mie esilissime spalle – so già che, una volta finito tutto, fra una risata e un “te possino” non se ne riparlerà più – quindi è doveroso lasciarvi con un messaggio (in ritardo) di speranza e incoraggiamento.

Io son qui che lavoro, voi aspettatemi, fra poco tornerò a scrivervi delle solite cose glitter unite a sorprendenti intermezzi seri e filosofici stile Università di Hello Kitty. Sempre che, in allegato alle buste ministeriali con le prove, non giungano anche dei comodi set per la pratica eternamente attuale del seppuku. Ah, a brevissimo uscirà un mio articolo per Clamm Magazine, quindi non avete proprio scuse.

Andate e moltiplicatevi, per me la resa dei conti è giunta: valar morghulis.

P.S. Se amate le cosine vintàg come me, ho trovato un bellissimo video girato nel 1969 [qui], con i maturandi di quell’anno scolastico. In pratica le tracce del tema, 44 anni fa, riguardavano i giovani, la nuova letteratura e il problema ambientale. Che delizia vedere come le cose siano assolutamente diverse oggidì.

Parla piano e portati dietro un grosso bastone

Come diceva Roosevelt.

Quindi, carissimi impillolati lettori, vi consiglio di tenere a mente codesta massima mentre mi maledite per la mia assenza di un mese tondo tondo (perché vi manco, lo so che vi manco).

E la terrò a mente anche io. Parlo piano perché non so bene quando avrò il tempo materiale di fare un post come-la-setta-comanda. Mi porto dietro un grosso bastone per sedare le eventuali ribellioni. In ciò sarò coadiuvata da tre simpaticissimi link che vado a donarvi, in segno di riconciliazione e richiesta di perdono.

♥ Heykiddo [LINK] per leggere il mio ultimo articolo;

♥ ClammMag [LINK] di cui vi dono il link alla homepage, perché così lo vedete in generale e poi leggete il mio ultimo capolavoro a tema storico-modaiolo;

♥ Il mio account di 8tracks [LINK] cioè la novità della stagione: per poter finalmente ammirare in prima persona il mio splendido giusto in fatto di musica.

Qui è tutto: siate fiduciosi.

Cose da fare mentre sentite la mia mancanza

Sono consapevole che questa è forse l’assenza più lunga nella storia del blog.

Ma sono troppo occupata a studiare le mosse di PSY mentre interpreta Gangnam Style in modo da distrarre i miei nemici e conquistare il governo del mondo.

Intanto, per non farvi stare troppo in astinenza da pillole, vi lascio un elenco di cosette che per mio inequivocabile ordine dovrete leggere/fare.

1. Date un’occhiata alla mia rubrica su Hey Kiddo per mettervi in pari con gli articoli.

2. Affrettatevi a cliccare su Clamm Magazine perché abbiamo fatto uno splendido speciale sui morti. E non cominciate a storcere il naso, guardate che mi sono voluta superare e ho scritto ben due articoli: uno musicale (QUI) e uno con la grande capa Ragazza con la Valigia (QUI).

3. Fatevi una cultura su Lana del  Rey dato che prossimamente ve ne parlerò, e vi interrogherò con valutazione finale mentre espongo i miei dubbi esistenzial-musicali.

4. Cucinate dei dolcetti autunnali. E qualsiasi cosa implichi l’utilizzo dei funghi.

5. Dite a Obama che, se vuole proprio salutarmi, adesso non riesco assolutamente a rispondergli: è un momento abbastanza stressante. E comunque pochi tiramenti, perché la vera star è Joe Biden, raro esemplare di FILF.

Bene, ora vi lascio ad eseguire le consegne, e voi mi ritroverete più coreana e più rapper che mai.

Apatia portami via

Se siete pigri e volete solo le novità, andate direttamente alla fine del post e saltate le lagnanze. 

Ah, l’immagine qui sotto non ha una particolare coerenza con il senso del post (in effetti non ci sarebbe nessun senso da mantenere), è che la trovo molto pheega.

Lo trasformerò in una pulce, un’innocua piccola pulce, poi metterò la pulce in una scatola, e la scatola dentro un’ altra scatola… quindi spedirò la scatola a me stessa, e quando arriverà – ah ah ah ah, la spiaccicherò con un martello! È una splendida, splendida, splendida idea!

(Dal Vangelo secondo Yzma, Le follie dell’Imperatore)

Quando una citazione riassume ciò che hai in mente. E lo so, lo so che alla fine il mio diabolico piano comporterà l’utilizzo di “troppi francobolli” (cit.), ma che ci volete fare.

Purtroppo la primavera, come qualcuno di voi saprà, mi manda in apatia: ciò significa che la massima aspirazione della mia vita è mettere un bel cartello NON DISTURBARE alla porta, buttarmi sul letto con triplo salto carpiato, tirare le lenzuola fino al naso e farmi una di quelle dormite lunghe mesi e mesi, che potrei anche risvegliarmi uomo di quarant’anni.

Una dormita catartica.

Non capirò mai perché la natura, tanto precisina quando si tratta di farci ammalare o darci dolorini vari, non abbia regalato agli esseri umani anche un bel periodo di letargo. Dite che i nostri avi preistorici avevano questa possibilità? L’abbiamo persa con l’evoluzione? Ecco il genere di domande che possono nascere quando una sta troppo tempo a guardare il soffitto invece di studiare fisica.

La verità, letargo o meno, è che mi manca l’ispirazione. Non posso vivere senza essere circondata da arabeschi di pensieri, quelli che spesso mi causano mal di testa lancinanti – oggi per esempio ne ho avuto uno, ma senza l’ingrediente fondamentale del pensiero ingarbugliato: dettaglio infimo ma preoccupante – e invece ultimamente sono una macchina senza benzina.

Anche queste  righe, poche per il tempo altrettanto scarso che ho, sono un po’ strane e diverse rispetto l’atmosfera generale del blog. Ma se questa è la vita in pillole, ogni tanto ce n’è da aspettarsene una amarognola, e in tal caso si segue il caro vecchio consiglio di Mary.

A presto…

P.S. Lo so, lo so. Quello che tutti aspettavate: io vi regalo un linkino di anteprima. E ho già detto troppo…

Gubai.

Eh, ci sentiamo quando torno. Perché questa settimana sarò veramente troppo presa per scrivere qualcosa di pubblicabile, e la settimana dopo mi trovate lì nella foto. Io vorrei fare un itinerario tipo Bloomsbury etc. (indovinate perché?), ma finirò col tornare a vedere le solite, turisticissime cose. E vabbuò. London is London, mica pizzaefichi.

Kisses