Anche tu puoi contribuire alla mia pazzia

Anche quest’anno Macchianera organizza l’iniziativa dei MacchianerAwards, e voi potete votare fino al 2 settembre i blog che vi piacciono di più.

Io ho deciso di fare una pazzia. Il mio blog è aperto da poco più di due mesi. Sono una specie di novità. Ma mi piacerebbe se in molti conoscessero le mie idee e condividessero le loro con me. Quindi, se volete e vi pare una cosa giusta, votate il mio blog in qualche categoria (particolarmente Blog rivelazione) cliccando QUI.

Grazie! :)

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Un messaggio in bottiglia per Gianfranco Fini & Co.

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger
rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.

L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione

Vittorio Zambardino, Scene Digitali

Alessandro Gilioli, Piovono Rane

Arianna Ciccone, Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu

Filippo Rossi, direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine

Fabio Chiusi, Il Nichilista

Daniele Sensi, L’AntiComunitarista

Wil Nonleggerlo, Non leggere questo Blog!

Sulla pagina Facebook di “No alla legge bavaglio alla rete“.

La lettera aperta degli Aquilani al ministro Maroni – diffondete!

L’Aquila, assemblea cittadina, 11 Luglio 2010

Signor Ministro,

 abbiamo letto le Sue dichiarazioni riguardo la richiesta di indagine per verificare i fatti accaduti durante la manifestazione degli aquilani a Roma del 7 luglio scorso. Chi Le scrive è l’assemblea dei cittadini del presidio di Piazza Duomo, promotrice di quella manifestazione. La presente è per portare alla Sua conoscenza degli elementi in grado di aiutare lo svolgimento dell’inchiesta.

 Abbiamo sentito il capo della Digos di Roma, il Questore di Roma e anche il capo della Polizia, dott. Manganelli, evocare la presenza di elementi esterni a noi estranei che avrebbero agito da agenti provocatori. La informiamo che di quel che è accaduto gli unici responsabili siamo noi, cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli. Di questo CI ASSUMIAMO TUTTI UNITI PIENA E UNICA RESPONSABILITA’. Tutto il resto sono delle assolute falsità.

Riteniamo nostro diritto far sentire la nostra voce pacificamente nei palazzi dove si vuol negare il futuro alla nostra terra e ai nostri figli. Questo diritto lo difendiamo, siamo determinati e uniti, senza mai retrocedere, con i nostri Sindaci e i nostri gonfaloni, sempre con le mani alzate, con i volti ben visibili e armati solamente della bandiera neroverde della nostra città (tutte rigorosamente con asta di plastica leggera). Tutti i filmati possono testimoniarlo.

 Noi non abbiamo nulla da nascondere. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. I dirigenti del suo Ministero che affermano il contrario, a cominciare dal dott. Manganelli, o sono male informati o, molto probabilmente, agitano inesistenti spettri per coprire i propri errori. In entrambi i casi riteniamo che incarichi così delicati non possano essere più ricoperti da persone che mentono per coprire le proprie responsabilità screditando le Istituzioni che rappresentano.

 Per questo Le chiediamo di procedere alla loro immediata sostituzione.

 Siamo a Sua completa disposizione, se riterrà utile ascoltarci nell’ambito dell’inchiesta che ci auguriamo sia rapida e approfondita. Rileviamo comunque che l’attenzione data dal governo – e conseguentemente da molti mezzi di informazione – agli incidenti e alle presunte provocazioni, rappresenti solo uno spostamento dell’attenzione rispetto ai problemi e alle richieste di cui i cittadini manifestanti erano portatori: cioè il loro SOS Ricostruzione (che significa Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia), e soprattutto la necessità di una legge organica sul terremoto che stabilisca tempi e finanziamenti certi e che possa consentire di riprogettate il futuro del territorio. Tutti problemi sui quali nessuna risposta è stata data dal governo.

Dal tendone di Piazza Duomo, i cittadini dell’Assemblea le porgono
Distinti Saluti

Un motivo in più per sperare nel futuro, anche nel mio piccolo

A Claudio, che “si ricorda chi aveva chiesto di parlare per primo” e fa anche molto altro. Per fortuna.

Sono passati un paio di anni da quando, comparsa la pagina dello Zio Google (o forse dovrei pronunciarlo Gogol?), mi venne lo strano impulso di scrivere nella fascietta bianca “informazione libera”. E’ stato il punto di partenza per tutto quello che è successo dopo. Non so perché lo feci. Prima usavo Internet poco e male, per cose assai stupide. Forse mi rendevo conto che non sapevo tutto quello che avrei dovuto sapere, che molte cose venivano censurate, nascoste, insabbiate, ma non sapevo come giungere ad una più ampia consapevolezza.

Poi mi misi a cercare con quelle due paroline chiave, tanto semplici all’apparenza, ma tanto complesse da mettere in atto. Informazione. E non solo. Anche libera.

Il primo risultato che mi è uscito? Byoblu.

Pam! Da quel momento è stato un crescendo. Ho capito quante cose c’erano da sapere, quanto dovevamo impegnarci, come si poteva usare Internet in modo intelligente dato che non è un non-luogo, ma un luogo fatto da tutti noi, dove i contributi utili e buoni vanno a formare la nostra conoscenza, quelli cattivi e stupidi vengono eliminati dall’oblio e dal silenzio, come una sorta di “selezione naturale” del Web.

La Rete sarà il terreno fertile per una nuova rivoluzione culturale, come fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili a suo tempo.

Da queste intuizioni all’aprire un mio blog il passo è stato breve, ma forse più lungo della gamba – a volte ci si scoraggia, non si sa dove sbattere la testa, non ti legge nessuno anche se ti sfrangi le scatole a scrivere un dannato post, non hai i mezzi e il tempo per fare quello che vorresti.

Claudio c’è passato attraverso tutto questo, e non ha mollato. Ora, finalmente, arriva il riconoscimento della sua grande missione, forse all’inizio un po’ un’utopia, ma ogni giorno sempre più realizzabile. Il suo blog è stato quello che mi ha aperto gli occhi, mi ha insegnato che non bisogna vedere solo quello che ti fanno vedere, anzi… andare oltre, farsi un’idea propria, soprattutto con l’aria che tira oggigiorno, è meglio. Il suo esempio riaccende nel mio animo un lumicino di speranza, perché significa che tutto ciò che creiamo qui, post dopo post, inchiesta dopo inchiesta, video dopo video, di link in link può concretizzarsi. Grazie, Claudio… il Premio Ischia 2010 è il coronamento di quello che hai sempre sostenuto e mi hai comunicato, a me come a tutti i tuoi lettori.

Libera informazione in libero Stato.

No bavaglio day

Lanciato dal popolo viola (maggiori info QUI), sta iniziando adesso il No Bavaglio Day.

QUI la diretta dal Tg3.

Questo blog partecipa alla maratona web di Liberarete.tv per la diretta on line della manifestazione nazionale contro la legge bavaglio sulle intercettazioni. Diretta dalle ore 17 alle 24 dal Teatro “Lo Spazio” di Roma, in costante collegamento con piazza Navona (da vedere QUI).

Per partecipare scrivete a info@liberarete.tv

Non saranno morti invano

RESISTENZA! RESISTENZA! RESISTENZA! Siamo i partigiani del terzo millennio!

Due registi iraniani detenuti da mesi per aver fatto il loro mestiere – aiutiamo Amnesty International

Mohammad Ali Shirzadi e Ja’far Panahi sono detenuti senza accuse né processo nel carcere di Evin, a Teheran, dopo essere stati arrestati rispettivamente a gennaio e a marzo 2010. Amnesty International chiede il loro rilascio immediato e incondizionato, perché  detenuti solo per il pacifico esercizio del loro diritto alla libertà di espressione e, pertanto, prigionieri di coscienza.

Per maggiori informazioni e per firmare l’appello di Amnesty, clicca QUI