Peripezie di una sopravvissuta alla meravigliosa Inghilterra

Per tutta la durata del post, considero ovvio che voi passiate il mouse sulle foto, come vi dico tutte le sante volte. Prima o poi non lo scriverò più, e allora sì che saranno guai.

Vi sto scrivendo dopo l’assenza più lunga di tutta la storia del blog. E lo faccio avvolta dai fumi dell’ira, perché io sono a casa, ma la mia valigia no. Ha deciso di rimanere in Inghilterra, e io non le darei certo torto, se solo non fossi in tal modo privata di alcuni oggettini indispensabili tipo vestiti, pigiama, spazzolino da denti, LIBRI, trucchi, souvenir e regali vari. Avevo anche una maglia di Abercrombie, non so se mi spiego. Pregando che Gatwick abbia la compiacenza di rispedirmi il bagaglio a casa, o magari farlo arrivare anche solo fino in Italia, facciamo un piccolo minuto di silenzio in onore di tutte le mie cose che vagano per il Regno. Bene. Ora intermezzo fotografico, tanto per farvi capire che razza di figata sia stata questa gita. E che posti meravigliosi io abbia visto – mi sono veramente emozionata, perché prima ero stata solo a Londra, mentre stavolta ho girato praticamente tutta l’Inghilterra meridionale e ho vissuto in college, con uno staff di ragazzi che parlavano dall’inglese oxfordiano all’americano passando per l’australiano, tutti fantastici. Ma basta, sto blaterando come sempre. So che non vedete l’ora di fissare i miei rutti di fotografia fino a farvi sanguinare i bulbi oculari.

(Vi consiglio di cliccare QUI per avere l’idea)

28 thoughts on “Peripezie di una sopravvissuta alla meravigliosa Inghilterra

  1. che dire Lady, devo essere sincero.. che invidia!
    dell’Inghilterra oltre all’arte mi affascina soprattutto l’atmosfera, così velocemente mutevole.. e gli infiniti campi verdi e perdita d’occhio.

    ps. meno male (o no?) che alla fine non mi sono infilato nella tua valigia, altrimenti sarei rimasto ad Albione.

  2. Ti consiglio di visitare anche il Dorset, ovvero il Wessex dei romanzi di Thomas Hardy, con Dorchester, Lyme Regis (dove è ambientato “La donna del tenente francese” di quel genio di John Fowles), Weymouth, il faro di Portland, ah, che posti!

  3. cara,
    hai ragione, il profumi di brighton e’ eccelso, e non mi riferisco a quello del fritto.

    Sper ti torni la valigia, ma privata de

    ” una maglia di Abercrombie”.

    Ma come?
    Un geniaccio come te che si veste con capi di quella marca?
    Ma lo sai che negli Usa la trovi al mercato delle pulci tanto e’ svalutata e considerata buona solo per gli amanti dei reality?
    Solo in Italia negli ultimi anni e’ tornata in auge, proprio per l’ammasso di inebetiti che fanno la fila di fronte allo store, nella speranza di essere visti dalla de filippi.

    Se ti ritorna, bruciala.

    Ciao
    Zac

  4. Bellissime foto, da come scrivi il viaggio è stato piacevole anche senza l’itinerario tipo Bloomsbury (^_~)
    Prego per la tua valigia … io da Parigi ho aspettato cinque mesi prima di riaverla

  5. Le ultime due foto di Brighton sono proprio belle!
    Ma io ero curiosa di vedere il college e i compagni di college (a proposito, tu li capisci gli australiani quando parlano? il mio primo incontro con loro è stato awwwkwwwaaaard: ero appena tornata dallo scambio in sudafrica, con il mio inglese fresco fresco, ho conosciuto un ragazzo australiano che mi fa “hi, do you speak english?” “yes, I do!” “oh, great! imafscrraurgnwhatthecazzstaidicend Tom!”; io l’ho guardato con una faccia stralunata, e lui ha indicato prima sè stesso e poi me dicendo “ok. me tom. you jane?”. è stato terribile).
    il college era tipo downton abbey? *-*

    • bene, almeno qualcuna è uscita decentemente :)
      Allora, i miei compagni di college erano essenzialmente una parte dei compagni di classe, perché di solito i mischioni si fanno in alta stagione (estate). Io il mio leader australiano lo capivo bene, probabilmente perché abita in uk da tantissimo e ha un po’ preso l’accento. E magari si sforzava di non parlare strettissimo, con vari slang sydneyosi, considerando che ha una fidanzata polacca che parla inglese con fortissima inflessione, quindi dovranno anche capirsi.
      Il college era fort Purbrook e lo puoi ammirare QUI. Insomma, non era prettamente come la tenuta di DA, anche perché è stato un’accademia militare (protettissimo, te l’assicuro).

  6. Deve essere stato meraviglioso!
    E poi il Globe!
    E poi Stonehenge!
    E poi Brighton!

    E basta con tutti questi punti esclamativi. Solo che è più forte di me, sono posti spettacolari.
    In ogni caso, spero riavrai presto la valigia :(

  7. NOOO la valigia è un dramma, io sono sempre terrorizzata dal perderla, speriamo che ti arrivi prestissimo :(
    per il resto, le foto sono belle and I miss my beloved England so much!

  8. Beh, innanzitutto ben tornata!
    Mi pare di capire che i contenuti del tuo viaggio sono stati soddisfacenti, malgrado i tuoi dubbi iniziali.
    Non commento la qualità delle tue foto, giacché tu le consideri “qualitativamente insoddisfacenti” (per non ricorrere ai coloriti aggettivi che utilizzi tu), ma quello che hai ritratto è molto suggestivo e fa venire voglia di tornare a visitare la vecchia Inghilterra… In particolare, mi piacerebbe andare a visitare la costa meridionale, della quale ho già sentito parlare molto bene.
    Riguardo la tua valigia, spero che nel frattempo siano arrivate buone notizie…

    • oh sì, mi è dispiaciuto per il modo frettoloso in cui abbiamo visitato Londra, hanno cercato di far vedere in poche ore quello che si dovrebbe vedere in minimo una settimana. Fortuna che ci ero già stata, e quella volta col sole!
      Grazie per l’apprezzamento sulle foto… io ci tornerei anche subito in UK, ma probabilmente nuoterei lungo la Manica… mi sta venendo il nervosismo da aereo, che non ho mai avuto prima. Azz.

        • Guarda un po’ QUI cosa è successo. E io c’ero in mezzo proprio in quel momento, per dire la sfiga. La mia valigia è stata lasciata a Gatwick mentre io volavo tranquilla verso l’Italia… e adesso si spera che la facciano ritornare in patria. Ancora non so niente, mi pigliano per i fondelli coi centralini!

          • Eggià che lo avevo letto… I miei aggiornamenti in tempo reale sulla situazione degli aeroporti nel mondo mi avevano dato la notizia, ma non ci avevo dato peso… Benvenuta nel calvario dei call center dei Baggage Lost… Ho avuto anche io alcune esperienze (guarda caso sempre con aeroporti britannici)
            Beh, abbi fede… La valigia arriverà… (Però strano che non sia già arrivata… uhm…)

          • è che hanno più o meno 21.000 bagagli da restituire. Voli dalle 3 di notte alle 10, fai un po’ i conti… e considera che erano diretti verso mezzo mondo, da Salisburgo a Sharm….

  9. Hahaha, perdonami ma non ho potuto fare a meno di scoppiare a ridere sapendo della valigia! (Che poi io, da sfigatissima, ho le magliette dell’Abercrombie di Milano e sono stata in quella di Londra, ma a Londra avevo già comprato la t-shirt dell’Hard Rock e sono un pochiiiiiino tirchia.)
    Ma quella “casetta” vittoriana con quella luce soffusa… Awwww! ♥
    PS: Ho cambiato account, ma sono sempre io. La tua lettrice più giovane (penso), che come sempre voleva scrivere un commento BREVE e poi buonanotte al secchio.

    • tesoro, la mia vendetta per la tua risata si abbatterà inesorabile su di te, soprattutto pensando a quando (se) me la ridaranno.
      Ma poi di cosa ti preoccupi se è di Milano o Londra? Sono uguali, o no? Oddio!
      PS. Lo sai che io ti leggo sempre!

  10. Una volta i giovani inglesi venivano in Italia per vedere l’arte antica e rinascimentale, oggi i giovani italiani vanno in Inghilterra per conoscere l’artchitettura medievale, il teatro elisabettiano e i luoghi dei grandi romanzi storici dell’800. Cioè, non proprio tutti i giovani italiani :)
    Brava, proprio un bel giro. Mi raccomando, per la prossima volta, Yorkshire e Scozia!

    • (non capisco perché il tuo commento sia finito nello spam! Mistero della Fede WordPressiana!)
      Penso che si potrebbero organizzare degli scambi bellissimi fra giovani inglesi e italiani, anzi molti lo stanno facendo! L’anno scorso l’ho fatto per la Germania.
      Poi vabbè, lo stato dell’arte e della cultura, che dovrebbe essere un vanto grandissimo dell’Italia, è catastrofico e si sa. :(
      Yorkshire e Scozia sono assolutamente fra le mie prossime mete, DEVO vedere i luoghi delle sorelle Bronte!!!

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