
Intanto vi linko il mio ultimo articolo su Clammmag, che parlerà di cinema e danza fusi assieme… sappiate che non leggere gli articoli di Clammmag equivale a peccato mortale per qualsiasi religione, ateismo compreso, quindi c’è il rischio di finire all’inferno per l’eternità.
E poi buon anno, ché questo è il primo post del 2012 e mi ero già scordata.
Questo bisogno di cui parlo nel titolo sembra aver preso molto piede ultimamente, anzi, in realtà è già da tempo lo sport nazionale per eccellenza. Ma l’evasione di cui parlo io non c’entra un pheeco con quella dei famosi perla pirla delle Dolomiti, si tratta piuttosto della voglia di lasciar perdere tutto. E smettere di programmare, di avere sempre date e cose e fatti e persone e numeri. Vorrei fare una bella piazza pulita e tenere solo quello che merita davvero… chissà, magari riuscirò veramente a mettermi il cuore in pace. Ooh baby, don’t say no, say maybe.
Mi rendo conto che questo post è iniziato male, sarà la poca ispirazione, sarà che sta ormai prendendo la forma di “diario paranoico da adolescente” che cercavo disperatamente di evitare. Ma ormai ci siamo, e non potevo mica lasciarvi qui senza scrivere per così tanto tempo, chissenefrega se sono un mal di testa con me attorno. Avrete capito che sono in uno di quei momenti “misantropia portami via” e odio tutti e tutto. Una delle cose che ultimamente mi dà più da pensare è la tremenda mania dei miei coetanei, parola che ormai ho già reso sinonimo di coglioni al 90%, di bere come automobili senza benzina.
Una volta avevo già parlato del fumo, e quindi continuo (ma sarò breve perché il letto mi reclama, non faccio in tempo ad uscire da scuola che il sole tramonta deprimendomi) sull’ala bacchettona-vittoriana: trovo che l’alcool fra i giovanissimi sia ancora più sottovalutato del fumo. In quella che è ormai una cloaca, chiamata Facebook, non è raro trovare ragazzine vantarsi di quanto è figo ubriacarsi e sboccare ogni cavolo di sera, sennò che vita è, sennò che divertimento potrà mai esserci, sennò che palle.
A loro e a quelli/e che invece “reggono meglio”, che fanno finta di indignarsi per l’alcolismo poi sono pure peggio, che si sentono grandi bravi belli furbi, che parlano male dei 12enni in discoteca poi dimostrano la maturità di uno scopettone Swiffer, auguro di andare a cagare in un campo di ortiche mentre le pulci divorano ciò che resta del loro piccolo cervello. Avranno ben misero pasto.
Ci sono vari modi di omologarsi, per essere parte del gruppo e per essere ‘cool’, come si dice adesso.
Alcuni di questi possono essere pericolosi, ma – se si è fortunati – non lasciare tracce a lungo termine.
L’alcol è forse quello che in maniera più subdola fa sentire i suoi effetti a lungo termine.
Spero che la “moda” passi in fretta!
alla fine, in tutte le epoche si ha sempre bevuto, quindi non penso si tratti di una semplice moda. Ha tutti i caratteri di una iniziazione. Questo mi spaventa…
Posso dire una cosa (e non escludo che sia già stata detta perché non ho letto tutti i commenti) dettata dalla mia innocenza infantile? Oltre a tutte le cose intelligenti che sono già state dette su di loro, gli ubriachi puzzano da morire!
fra le varie cose
Bacco, tabacco e venere…non mi sono fatto mancare nulla ed ho ecceduto in tutti e tre…a dismisura.
Fumavo come un turco (chissà se poi i turchi fumano..), bevevo parecchio superalcoolici e Nostra Signora degli Ubriachi mi ha sempre permersso di tornare a casa (ma forse è stato un caso o una distrazione)..riguardo a Venere..beh sono ancora in corsa …e pure bacco non l’ho abbandonato del tutto anche se con più morigeratezza (venere no..non esiste morigeratezza in questo campo…o sì o no…).
a.y.s. Bibi
P.S. mi posso definire “peccatore anonimo”?
dovremmo creare un circolo di peccatori anonimi in cui io, in tutta la mia purezza e bacchettonosità, cerco di redimervi
Su Venere non posso dire niente, perché effettivamente fai bene! Finché sei in corsa! (Oddio, son proprio io a parlare? Nonono!)
mmm meglio di no..fidati..potrebbe capitare il contrario.
a.y.s. Bibi
hahaha, potrei diventare peccatrice anche io xD
la cosa che più mi manda in bestia e quella che tutti, grandi e piccoli, dicono per minimizzare il loro stato di dipendenza: ” tanto sono in grado di smettere quando voglio”. In effetti hanno ragione solo che smettono quando il fegato è ridotto così:
P.S.: il canone RAI purtroppo non si può cancellare in quanto non esiste più. Quello che continuiamo a chiamare canone in realtà è la “tassa di possesso di televisore”
quel video lo voglio proiettare ovunque.
Acc, dici per il banner che ho nella sidebar? Mi ero perfino scordata di averlo. Ora lo tolgo. Anche perché ho qualche attrito filosofico con la fonte dal quale proviene…
La maturità di uno scopettone swiffer è bellissima! Adoro! comunque io reggo benissimo ma non critico i ragazzini che sbevazzano o meglio, cerco, quando posso, di far capire loro che questa cosa non li renderà fighi e lo dico perché ci son passata 10 anni prima di loro!
non so i ragazzini attorno a te, ma quelli che vedo io se ne sbattono altamente di qualsiasi forma di sensibilizzazione. Sembra che più faccia schifo, più siano contenti.
Pure i miei se ne fottono
Il concetto di evadere con la foto è spettacolare…
hahahaha l’ho scelta perché mi ispirava tantissimo… il fatto di non vedere più quello che ho attorno adesso
Grazie e torna quando vuoi…
Sai una cosa? Io sono ubriaca di natura! Non mi manca mai il coraggio di fare quello che voglio fare neppure se è folle o totalmente controcorrente. Io sono per me stessa la migliore sostanza stupefacente possibile. E sai cosa penso? Che l’alcool (come tante altre cose) serva a chi non ha il coraggio di vivere fino in fondo per buttarsi dato che non riuscirebbe mai a farlo altrimenti. Per esperienza so che chi ha bisogno di ‘sballare’, alla fine, è perché, nel suo intimo, è un piccolo conformista, ligio a regole che non ha il coraggio di infrangere. E finito l’effetto dell’alcool torna quello che era prima. Perché non avrebbe mai il coraggio di essere davvero la persona che appare quando perde il controllo. Ripeto, il nostro cervello è il nostro alcool e la nostra droga naturale. Basta avere il coraggio di essere liberi.
l’alcool (come tante altre cose) serva a chi non ha il coraggio di vivere fino in fondo per buttarsi dato che non riuscirebbe mai a farlo altrimenti. Per esperienza so che chi ha bisogno di ‘sballare’, alla fine, è perché, nel suo intimo, è un piccolo conformista, ligio a regole che non ha il coraggio di infrangere.
QUESTO.
Bellissimo posto e foto stupenda.
Grazie mille per il commento, CIAO!!!
la foto mi ha colpita subito!
Gracias!
Io più che altro non riesco a digerire il bisogno che hanno parecchi giovani di “sballare”, di perdere il controllo, di bere fino a non riuscire più ad essere consapevoli delle proprie azioni. Molti partono già da casa con l’idea di sballare, dicono per sfogare le restrizioni di tutta la settimana…se a loro sembra che ne valga la pena, a me sembra di uno squallore patetico. Io non bevo, non ho mai bevuto, a malapena riesco a fare il brindisi a capodanno. Non faccio paternali, ognuno ha il diritto di buttare la propria vita e i propri soldi nel cesso, se la cosa lo rende felice. A me sembra un inutile spreco.
p.s. bellissima la frase riportata da silver7arrow “i problemi galleggiano”
è che non sanno vivere.
Tutto qua.
ognuno ha il diritto di buttare la propria vita e i propri soldi nel cesso, se la cosa lo rende felice
è vero. Da adulti è diverso però: se uno che conosci fa queste cose continuamente al massimo lo mandi a quel paese e non ci esci più, ma da adolescenti è diverso, ti vedono come un’appestata, una diversa. E ti giuro che il 99% dei miei coetanei è sbevazzone. Anche gente insospettabile.
cara Lady, come ti capisco! sarà che mi trovo a dover pianificare gennaio per poter gestire umanamente gli esami di febbraio, ma me ne andrei volentieri a spasso anch’io. (tra parentesi ho appena scoperto che la mostra della Pixar termina il 14 febbraio e il mio esame è il 17 per cui probabilmente non riuscirò ad andarci, casseruola!)
trovo la “questione alcol” più ampia e complessa della “questione fumo”, perché molto più trasversale alle varie età (i discorsi che citi li sento fare ai miei coetanei, e si parla di quasi 10 anni di differenza, mentre molti miei amici che fumavano “per fare i ganzi” hanno ormai smesso anni fa).
io non sono astemio e sì, mi piace il vino, mi piace bere con gli amici e trovo che spesso sia piacevole uscire e farsi una bevuta. ma mi piace anche ricordare cosa è successo nella serata. certo, mica sono un santo: anche a me è capitato di esagerare, ma sono episodi che posso contare sulle dita di una mano. anzi, l’unica volta che sono capitato ad una cena “buttiamola di fori”, nessuno si è ubriacato e abbiamo passato la serata a chiacchierare.
è triste pensare che i “giovani d’oggi” (termine che odio, ma rende l’idea) programmino le loro serate in funzione di birra e superalcolici, vi fa sembrare come dei vuoti che invece di riempirsi con libri, cultura e amici si riempiono solo con l’alcol.
(mi spiace per la mostra, cavoli!)
Hai ragione, infatti io penso che uno degli atteggiamenti più schifosi, in ogni situazione e in particolare in questa, sia l’ipocrisia.
E’ proprio una cosa che mi dà l’orticaria.
Il fatto di essere tanto bravo/a ad indignarsi, poi ti becco una sera che sembri una spugna immersa nella vodka o Sir Biss nel barile…
bada che non ti senta monti!
Non potrei essere più d’accordo.. Odio le facce che fanno i miei coetanei quando dico “io prendo un succo all’albicocca, sono astemia”, e mi fa imbestialire quando sento persone che magari ora bevono nei limiti della normalità per motivi vari ricordare con rimpianto e i lucciconi “quella volta che ho sboccato fuori da casa di un mio amico”. Mi mette una tristezza infinita, e francamente non capisco cosa ci sia di divertente nello stare male.
Capisco l’imbrescarsi una volta ogni tanto, specie se la cosa non è programmata (come dimenticare il racconto di mia madre che si ubriacò con una lattina di heineken quando aveva la mia età?) ma il sentirsi incompleti se non lo si fa ogni sabato sera – o peggio, ogni sera della settimana – è davvero.. beh, triste. Non mi vengono in mente altre parole.
Senza contare che sono stufa marcia del bivacco in piazza Verdi, non sopporto i rifiuti e i vetri lasciati per terra, mi disgusta dover fare lo slalom tra le vomitate la mattina dopo quando vado all’università e mi deprime vedere una ragazza che conosco fare la pipì in un vicolo perché non capisce neanche più dove si trova.
Alla lunga diventa volgare.
Odio le facce che fanno i miei coetanei quando dico “io prendo un succo all’albicocca, sono astemia”
QUESTE PAROLE SONO SACRE!!!!
Sai quante volte mi sono ritrovata in questa situazione? Miliardi. Quando ero in Germania in gita di classe ero l’unica senza bottigliazza di birra perennemente in mano.
Buon anno anche a te e complimenti per il tema complesso! (oltre che per il blog
)
Quando si beve esageratamente tanto da giovanissimi c’è un 10% di incoscienza, un 40% di stupidità e il restante 50% di bisogno di sentirsi fighi e accettati dagli altri. Con l’età cambiano leggermente le percentuali, si aggiungono altri motivi e si rischia di degenerare nella dipendenza. Per quanto ogni generazione cerchi di dire alla successiva che è sbagliato assumere determinati comportamenti, il risultato è sempre l’opposto. Perché se non l’hai provato sulla tua pelle, non ci credi, pensi che sia un’esagerazione. E poi diciamolo, l’alcool fa ingrassare e non risolve proprio un cavolo, anzi – come diceva un mio amico – i problemi galleggiano.
Limitiamoci ad un paio di bicchieri ai pasti, ché fanno allegria!
grazie mille dei complimenti, corro anche io a veder il tuo blog (e hai un bellissimo avatar che mi ispira).
Concordo su tutto quello che dici in proposito all’alcool, e poi è inutile fare tante paternali se non si dà il buon esempio.
Sei la benvenuta qui, torna quando vuoi