La signora con la lanterna, madre delle infermiere moderne

“Mamma, papà, voglio fare l’infermiera.” Ma che sei fuori? Sei pazza? Una come te, di famiglia ricchissima, un nonno epidemiologo, un padre di larghe vedute… infermiera? Al massimo ti sposi con un buon partito, tipo quel Richard Milnes che ti fa la corte da non si sa quanto, poi ci scodelli due figli entro un anno. Fai la brava donna di casa, e si vedrà. Guarda, ti concediamo di allattare il figlio. Dopo però non esagerare. Non si è mai vista una donna che voglia prendere in mano il suo futuro, ohibò. E poi, chi te le avrà mai messe in testa queste idee balzane? “Me l’ha detto Dio”. Come no. Non è che ti trasciniamo troppe volte a Messa? Proprio l’infermiera, poi… la vivandiera che sta dietro ai soldati e se li deve sorbire mentre starnazzano perché la gamba destra è partita… meriteresti davvero di meglio, Florence. Col tuo cognome importante, Nightingale, segno distintivo di una famiglia inglese nobile e aristocratica. Non sei nemmeno medico. “Ma io non mi voglio sposare, e negli ospedali invece di guarire si muore prima… ci dev’essere qualcosa che non va, voglio farci qualcosa.”

Quando una come Florence Nightingale, nata nella primavera del 1820, si mette in testa qualcosa, non c’è santo. Figuriamoci poi se la nostra Flo è una fervente cattolica, convinta che la sua vocazione sia di natura divina. Infatti, contro il parere della sua famiglia, diventa un’infermiera, rivoluzionando totalmente il concetto stesso del nursing. Scrive un libro pubblicato solo in parte, che mi sarebbe davvero utile in questo periodo, Suggestions for Thought to Searchers after Religious Truth. L’ aspetto più interessante è la sua apertura mentale, un raro caso in cui la religione osservata ferventemente non rappresenta una gabbia per la ricerca e per l’affermarsi dei diritti femminili. Anzi, Flo è molto interessata anche alle altre religioni (incredibile in quel periodo, soprattutto da parte di una donna). La figura di Florence è un simbolo della Women Question vittoriana, esempio storico di una donna che si dimostra capace quanto e più degli uomini. Infatti a quei tempi gli ospedali sono gestiti interamente da esseri dotati di pistillo: luoghi schifosamente sporchi, senza la minima norma igienica… roba da morire per un raffreddore. Poi arriva Florence, la prima ad applicare il metodo scientifico alle cure infermieristiche – gli uomini all’inizio la guardavano come si guarderebbe un lombrico che inizia a parlare, non la volevano nemmeno nelle stanze, hai visto mai una donna che pretende di cambiare il mondo.

Lei si rende conto che il problema sta nel metodo, nell’igiene, nella concezione della medicina e del nursing. Come si fa a toccare dei cadaveri e poi aiutare una donna a partorire senza nemmeno lavarsi le mani fra una cosa e l’altra?

La svolta avviene con la guerra di Crimea. Florence e altre 38 infermiere addestrate da lei partono per Istanbul, e contribuiscono a diminuire la mortalità purificando l’ambiente dell’ospedale militare. Di notte, la nostra infermiera si aggira per le camere con una lanterna –  da qui deriva il soprannome di Lady with the Lamp, donna con la lanterna, reso famoso grazie ad un articolo dell’epoca del Times e alla lettera che un soldato ricoverato inviò a casa parlando di lei.

Finalmente l’opinione pubblica si rende conto che essere infermiera non vuol dire solo seguire i soldati e versare vino sulle loro ferite, ma è molto di più… e, cosa importante, da queste figure femminili nasce (alla buon ora) una nuova consapevolezza sul ruolo della donna, consapevolezza partita dall’Inghilterra vittoriana e arrivata molto lontano, almeno a parole.