Magari divento agnostica.

Avviso ai naviganti: questo post è una sorta di “sequel” a questi dubbi. Prego leggersi le relative avvertenze per non andare fuori di testa.

Va bene. Ecco a voi il post che mi costerà definitivamente la scomunica dalla C.H.I.E.S.A.© da parte di Joe Ratzy (vedi anche “imperatore palpatine“). Chi avrà letto l’articolo linkato nelle due righe in calce qui sopra, saprà che sono già in forte rischio, perché mi permetto di mettere in discussione tutto senza essermi convertita a qualche altra religione.

Il mio ragionamento è il seguente: se metto in discussione i dogmi su cui si fonda la mia Religione (e soprattutto la C.H.I.E.S.A©, ma questa è un’altra storia), che per definizione sono indiscutibili, significa che non ho Fede. Perché se uno ha Fede si limita a seguire la sua Religione senza porsi troppe domande. Non so, forse non ho capito bene io, ma dovrebbe essere una specie di credenza acritica, è così perché è così e tu non  puoi farci niente.

Però, io per mia natura mi pongo tante (troppe) domande, il 99% delle volte senza trovare risposte, ma chissenefrega, l’importante è chiedersi delle cose sennò diventi una specie di ameba. Davvero, non so come si faccia a vivere lasciandosi semplicemente trascinare dalla corrente. Ecco: seguire una Fede acriticamente mi sembra proprio questo, un lasciarsi trascinare con gli occhi bendati, e dove ti portano non lo sai, ma lo devi accettare. Si vede solo quello che viene imposto o peggio quello che si vuole vedere, senza ascoltare altre opinioni. Secondo me, in certi casi, la Fede può diventare una specie di gabbia per la mente. A peggiorare il tutto ci si mette anche l’istituzione denominata C.H.I.E.S.A.© che, diciamocelo, a parte rare eccezioni confermanti la regola, con Gesù & Co. ha ben poco a che fare.

Detto questo, si dà il caso che io non faccia niente in maniera acritica, per la scellerata natura che mi è stata donata (a volte mi chiedo se chi di dovere si sia divertito nel farmi così complicata: essere stupidi è molto più comodo). Quindi, mi permetto di mettere in dicussione i suddetti dogmi eterni con le poche competenze che ho; eppure, nonostante le mie domande siano semplicissime come il sorriso di un bimbo, non si trovano quasi mai risposte soddisfacenti.

Come ho detto prima, il fatto di discutere l’indiscutibile mi rende come minimo una cattiva cristiana, come massimo una che ha perso la Fede. Almeno credo. A questo punto mi si aprono alcune possibilità.

1. La Religione fai-da-te. Già ampiamente scartata. Perché queste cose non sono mica come le maschere nutrienti per il viso, che ti puoi scegliere tu gli ingredienti e il metodo di “spalmamento”. O segui una Religione o non lo fai, non puoi scegliere tu le parti che più ti piacciono. Che so, le feste del Buddismo, parte del pensiero islamico e parte di quello cristiano etc. … non sta proprio in piedi.

2. L’ateismo. Penso proprio che sia da scartare per me anche questa possibilità, dato che gli atei non credono all’ esistenza di un essere superiore o divinità, quando invece io credo che un Dio esista, e se ci ha dato una testa per pensare (e quindi anche per confutare) un motivo ci sia, ma quale?

3. L’agnosticismo. Prospettiva interessante. Approccio scettico e  sospensione di guidizio. Non so, all’inizio mi puzzava di “conclusione troppo comoda”, però alla fine ho capito questo pensiero: non si riesce ad avere abbastanza elementi per pronunciarsi su determinate questioni, ad esempio su Dio, quindi non si sa. In effetti, il voler a tutti costi affermare di possedere la verità unica sull’origine del mondo eccetera mi sembra un po’ arrogante. Gli agnostici sono alla ricerca della loro Fede, proprio come me. E il pensiero agnostico è quello che, in questo momento confusionario, rappresenta in modo migliore il mio stesso pensiero. Già mi immagino la scena: vado a trovare i nonni, e davanti a una torta di mele faccio il grande annuncio. “Famiglia tutta, voglio comunicarvi che sono diventata agnostica”. Ai miei genitori viene uno stranguglione. I miei nonni, senza aver ben chiaro il concetto, prendono in mano il termometro con una mano e con l’altra alzano la cornetta del telefono per chiamare il dottore. Poi, quando spiego a grandi linee la questione, mia nonna comincia a schierare sul tavolino tutte le immagini sacre che ha (e se non ne ha abbastanza chiede in prestito ai vicini). Mia madre, più aperta, comincia a discutere con me sul perché mi stia avviando verso la selva oscura, mentre mio padre, che ancora si chiede cosa stia succedendo, si informa se sia possibile farsi recapitare uno scatolone di Ostie consacrate direttamente a casa tipo aspirine.

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26 thoughts on “Magari divento agnostica.

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  4. questo post mi ha ricordato tutti i passaggi mentali che ho fatto quando avevo più o meno la tua età (oddio, parlo come mia nonna!), forse qualche annetto di più.
    non so quale sia stata la tua “educazione religiosa”, ma la mia si è fermata al battesimo (imposto dalle nonne). zero catechismo, nessuna comunione, però religione a scuola per tutte le elementari-medie-superiori (paradossi dei miei genitori che forse, ai tempi, temevano di “escludermi” dal resto della classe).
    sono cresciuto di fatto “senza Dio”, solo con mia nonna paterna che mi leggeva la Bibbia l’estate quando ero in vacanza da scuola e mia nonna materna che mi insegnava le “preghiere da dire prima di andare a letto”. con gli anni queste “influenze” son diminuite, e ho totalmente dimenticato il “concetto” di Dio. e ho vissuto benissimo, se devo dirla tutta.
    alle superiori mi sono trovato preda dei dubbi tipici dell’adolescenza, che hanno ovviamente colpito anche l’aspetto spirituale del mio essere. dopo luuuunghe riflessioni, in seconda superiore decisi che ero buddista. non a torto, il padre di una mia amica osservò “non è un po’ avventata come scelta?”. così ripresi il mio “cammino interiore”, optando per l’agnosticismo. gli anni seguenti del liceo furono caratterizzati dalla scoperta del “mondo scientifico”, delle teorie sulla nascita dell’universo e della vita. queste nozioni mi hanno poi spinto, per coerenza, ad optare per l’ateismo. non posso credere nel big bang e pensare che sia stato un fenomeno indotto. non posso leggere nella bibbia che i primi uomini erano adamo ed eva e essere invece cosciente dei processi dell’evoluzione. non posso vedere le guerre e pensare che siano “volontà di Dio” e non prodotto della volontà di persone malvagie, responsabili delle loro azioni e delle loro scelte.
    tu sei ancora gggiovane, ed è normale che il tuo “allontanamento dalla religione” passi per l’agnosticismo, una filosofia che, secondo me, non può essere un punto di arrivo ma solo una tappa di un cammino (che è giusto che duri il tempo che occore ad ognuno di noi). e poi, se leggi dawkins, prima o poi diventi ateo. :D

    • penso che un momento del genere avvenga in tutti gli adolescenti con un minimo di testa (per gli altri, beh, è un discorso un po’ diverso). La cosa più sconcertante è vedere gente dell’età di mio padre, ad esempio, che venuta su con determinate nozioni e con tali lavaggi del cervello si rifiuta di porsi domande, di usare la testa (anche in questo caso, se con la nostra testa possiamo mettere in dubbio l’esistenza di Dio, perché Dio ce l’ha data?). Non dico che debbano essere tutti atei, ma almeno pensarci su un attimo e chiedersi la semplice domanda “perché?”. Perché credo? Perché vado in chiesa? Perché faccio i sacramenti? Perché quello che dice un prete o il papa o un catechista è vero a prescindere?
      Anche io per un attimo mi sono interessata al Buddismo, ho persino fondato un club chiamato Quelli che prima o poi si convertiranno al Buddismo. Io avevo un ruolo chiave con molte responsabilità: ero fondatrice, presidente, tesoriera e persino unica membra. La cosa più divertente era fare le votazioni, ci mettevamo un attimo.

      • Auguri per le letture e le ricerche, allora. Ma non ne faccia una malattia: col passare del tempo la religione, che è affare per animi ingenui, le scivolerà di dosso senza drammi. Prosegua la lettura del grande Gustave, questo sì, glielo raccomando, non la deluderà. Quanto al blog, be’, torno qui spesso e volentieri, e m’impressiona favorevolmente il suo impegno, nonostante sia molto giovane. Ciò lenisce in parte l’amarezza che nutro nei confronti dei suoi coetanei debosciati e vili. Saluti.

        • “Ciò lenisce in parte l’amarezza che nutro nei confronti dei suoi coetanei debosciati e vili”. In effetti, parte dell’intento originario del blog è proprio questo. Felice di portare a termine almeno questa missione :)
          Grazie mille per gli auguri, sono convinta che prima o poi mi appassionerò a qualcosa di diverso. Mi interesso sempre a cose molto lontane fra loro, almeno apparentemente. Il segreto della cultura è nei collegamenti, no?

      • Comunque sia, la posizione migliore è valutare caso per caso.

        Quando non si vuole affrontare l’argomento, l’ignosticismo va benissimo (“Nemmeno l’uomo più saggio del mondo sa cos’è Dio. Parliamo d’altro”);
        quando non si ha di meglio da fare e, ammessa l’ipotesi di una causa prima, si vuol intavolare una discussione senza pregiudiziali, l’agnosticismo permette di avere buoni rapporti un po’ con tutti (soprattutto coi depositari del sesso che si predilige);
        l’ateismo è un necessaire quando qualcuno viene a dirti che Dio dice che non si deve fare questo o quello (masturbarsi, per esempio);
        la fede, invece, può essere molto utile se, durante un fuori pista, si viene travolti da una valanga e si sta aspettando l’arrivo dei soccorsi sotto qualche metro di neve.

        So bene che così facendo rimane irrisolto il nostro intimo dubbio e che tutto ciò può, al massimo, solo “mediare” i rapporti con i nostri simili; tuttavia, se uno si impegna a fare un sacco di cose nella vita, il problema finisce per essere accantonato, quasi dimenticato. Almeno fino a pochi istanti prima di morire (avendo l’opportunità di rendersene conto). Allorché si può decidere se andarsene dicendo “tornerò al nulla ma non me ne frega un cazzo” oppure fare la supercazzola al prete che ti dà l’estrema unzione.
        Inutile sottolineare quale delle due opzioni sia la più soddisfacente.

        • ma sì, però queste sanno un po’ di soluzioni “di comodo”… certo, sono belle e a dirla tutta molti fanno così, però manca la coerenza. Se ti proclami ateo, poi non è che ti metti a recitare il padre nostro o le litanie induiste se senti che stai per morire. Alla fine, ognuno rende conto alla propria coscienza, se ne ha una. Io non mi sento di regolare le mie posizioni religiose in base a chi ho davanti. Ho compreso il lato volutamente ironico del tuo commento, era solo per metterla sul serio :)

          • la coerenza non deve per forza essere sinonimo di ossessione o fanatismo…
            soluzioni “di comodo” nel senso che a seconda della situazione si regola il pensiero… comodo rispetto ad una Fede che si prende sul serio e si segue fedelmente, appunto, senza “personalizzarla” (non parlo solo di Cristianesimo, ma anche di tutte le altre religioni ovviamente).

            Quindi, essendo io arrivata alla conclusione che non posso seguire fedelmente dei dogmi che ho messo in discussione (andando contro la loro stessa definizione), non posso più definirmi “Fedele”. E cerco un pensiero alternativo.

  5. Hanno ragione Bruno e Paperoga: se cominci a pensare è difficile non arrivare all’ateismo. Ad un certo punto cominci a vedere la Teiera di Russell da tutte le parti e da lì il passo è breve.

    Fatti un giro qui, così, tanto per divertirti un po’.

    • penso sia questione di tempo, ora non mi sento ancora così drastica per arrivare all’ateismo. In futuro, chissà, ci sono possibilità concrete.
      Ma sì, verrò a gironzolare da quelle parti :)

  6. secondo me la tua non è una posizione propriamente agnostica: l’agnostico di fronte alla domanda sull’origine del cosmo (dio o materia) sospende il giudizio perchè pensa che le facoltà umane non siano capaci di rispondere (oppure perchè è questione che non lo interessa), non è alla ricerca di una fede.

    dal momento che tu ammetti possibile un ente che ha originato la materia non sei agnostica. lo stesso aristotele concepiva il motore immobile come del tutto distaccato dalle vicende umane.
    anche io per una serie di ragionamenti ritengo possibile l’esistenza di questa causa prima…ma mi fermo qua.

    chi l’ha detto che poi questo ente x debba essere provvidente, buono e rivelarsi tramite una religione? (anzi, a rigor di logica sarebbe in contraddizione con la sua assolutezza se avesse a cuore l’uomo; se lo ha a cuore e all’uomo va male uguale non sarebbe onnipotente)
    sono le religioni che hanno voluto fare dio a immagime e somiglianza dell’uomo, a parer mio, non viceversa.
    quindi io personalmente non vedo motivo di dovermi per forza schierare nelle varie fazioni…religioni ateismo o agnosticismo che sia.

    buona domenica

    • cavoli. Allora non sono nemmeno agnostica? Non posso mica fare l’agnostica personalizzata!
      Sono d’accordo con la parte “chi l’ha detto che poi questo ente x debba essere provvidente, buono e rivelarsi tramite una religione? (anzi, a rigor di logica sarebbe in contraddizione con la sua assolutezza se avesse a cuore l’uomo; se lo ha a cuore e all’uomo va male uguale non sarebbe onnipotente)
      sono le religioni che hanno voluto fare dio a immagime e somiglianza dell’uomo”.
      A questo punto devo cercare ancora. Io però non riesco a non pormi il problema, è come avere una perdita d’acqua e fare finta di niente, però poi la bolletta arriva.

      • infatti è difficile rimuovere il problema e sospendere il giudizio, visto che alla mente questa domanda talvolta quasi si impone.

        se vuoi un consiglio, personale e discutibile, studia molta filosofia e di tutte le scuole (dai greci a nietzsche per capirci) e lascia perdere i vari catechismi e le prediche apologetiche, che non muovono il ragionamento, anzi…
        forse questo tipo di studio ti darà una mano nella tua ricerca, che poi è la stessa che l’ homo sapiens sapiens tenta di fare sin dalle sue origini.

        rinnovo i saluti. a presto.

      • “cavoli. Allora non sono nemmeno agnostica?”

        Mi dispiace deluderti, ma no, non lo sei. Se ti serve proprio un’etichetta, cosa per altro utile, sei deista (se credi che dio non intervenga nella tua vita) o teista (se credi in un dio “personale”, interessato cioè alle vite degli esseri umani).

        “A questo punto devo cercare ancora. Io però non riesco a non pormi il problema, è come avere una perdita d’acqua e fare finta di niente, però poi la bolletta arriva.”

        Fai bene a cercare una visione del mondo che ti soddisfi, e ancor di più ad analizzare criticamente le visioni, teistiche o meno, che ti vengono proposte. Credo che sia un sintomo pericoloso l’assenza di un atteggiamento critico verso le proprie credenze, specie quelle più centrali e fondamentali.

        “adesso nella lista ho L’illusione di Dio di Richard Dawkins”

        Ammiro Dawkins come scienziato e ancor di più per il suo impegno nella diffusione del pensiero critico, ma i suoi ragionamenti in materia “filosofica” sono purtroppo fallati. Comunque il suo libro, come pure “Dio non è grande” di Hitchens, non è male.

        Un saluto, in bocca al lupo per la tua ricerca.

        • grazie per il contributo! Molto utile. Cerco di “risucchiare” un po’ tutte le opinioni, magari anche quelle che non condivido, perché c’è sempre una parte che vale la pena mantenere o approfondire. Odio chi segue qualsiasi corrente, moda, religione, pensiero senza un minimo di critica.

          Magari potrei pensare al deismo. Oppure convertirmi al grande Unicorno Rosa. Tutte le possibilità sono aperte.

  7. per carità, può capitare di tutto in questi percorsi. ma se a 15 hai già fatto il salto verso l’agnosticismo, sarà difficile che la prossima tappa, mica adesso, dico, sia l’ateismo. che poi non è mica la fine del mondo, eh. si vive tranquilli anche da atei. (l’illusione di dio, richard dawkins, lettura consigliata).

    • mah. confusione totale. Non so, la tua posizione più o meno l’ho intuita (“le cialde le mangio dopo col gelato”, cit. da te), anche tu per caso punti all’agnosticismo o direttamente all’ateismo?
      Per ora io ci andrei cauta.

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