Finalmente il Cavaliere si è deciso a fare l’annunciatrice. Come prevedeva Biagi

Se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l’annunciatrice.

(Enzo Biagi)

Vabbè, se Berlusconi ci ha messo la voce è perché la Brambilla ci ha messo il cu… il cuore.

La perfezione esiste, e possiamo pure riprodurla. Forse. (Insano interesse per il numero aureo)

Premessa: la matematica mi è sempre stata sulle scatole. Insomma, non mi è mai piaciuta da impazzire.

Però mi chiedo una cosa: perché ce la fanno passare per quella brodaglia noiosa quando in realtà avrebbe un lato esoterico/filosofico/misterioso interessantissimo?

Per esempio, prendiamo il discorso del numero aureo, della sequenza di Fibonacci. Perché non ce la insegnano a scuola? Sembra lo facciano apposta a tenerci all’oscuro delle parti migliori. Quindi, da vera paladina del nonsocosa, ho pensato di dovermi arrangiare da sola, come la maggior parte delle volte. Ché se devo stare ad aspettare gli altri ciao babau. Rimango lì come un baccalà.

Allora. Sappiate che la tanto agognata (ma poi utile?) Perfezione è tutta ridotta in un numero. Strano. Mi immaginavo che la signorina Perfezione stesse rinchiusa in qualcosa di più nobile… come minimo un gioiello, un diamante. E invece no. Forse per dimostrarci che le ricchezze materiali non è che siano tutta ‘sta cosa indispensabile – ma questa è un’altra storia. Un numero, dicevo, che gli antichi greci conoscevano bene (sempre più avanti, quelli) : lo avevano chiamato φ, che si legge phi come l’iniziale dello scultore Fidia – e non è un caso che proprio lui abbia creato uno degli emblemi della perfezione delle forme, il Partenone – tale numero è precisamente l’ 1,61803. E se volete approfondire la sua storia andate a guardarvi la vita dell’italianissimo Leonardo Fibonacci, che a forza di scrutare conigli era arrivato a intuizioni interessanti.

Chiamatelo come volete: numero divino, rapporto aureo, sezione aurea… la cosa che mi attrae di più è il fatto che si ritrovi ovunque, comunque e dovunque. In tutto l’Universo conosciuto. Tutte le cose perfette hanno un rapporto fra le forme che corrisponde al suddetto numero. Non è incredibile? Devo assolutamente mettermi a misurare i visi della gente che conosco per scoprire se sono perfetti. A parte gli scherzi, riflettete su questo: il numero φ è utilizzato come rapporto in un sacco di sculture e opere d’arte considerate “perfette”, contribuendo ad alimentare il mito della sezione aurea come simbolo di esteticità superiore, ad esempio:

La Vergine delle rocce - Da Vinci

Piramide di Cheope

Eve Bretonne - Paul Sérousier

Cattedrale di Notre Dame, Parigi

Vedete come si ricollega il tutto? E’ questo che mi piace: sono convinta che la cultura non si limiti alla conoscenza sterile di varie conoscenze divise per materia, come invece è impostata la scuola (salvo poi chiedere una tesina che abbracci varie discipiline agli esami, viva la coerenza), quanto piuttosto al saper collegare, comparare, le varie scoperte e nozioni. La sezione aurea ne è un esempio lampante, no?

Oltre alla matematica e all’arte, possiamo spaziare anche nella psicologia. Eh sì, sembra che negli esseri umani esista una propensione per gli oggetti contenenti nelle loro forme un rapporto aureo. Non sono un’esperta psicologa, perciò riporto voci di chi ne sa più di me: gli studi di Gustav Fechner, ampiamente contestati e criticati per quanto concerne il metodo utilizzato, riportarono a fine ‘800 che i soggetti umani studiati preferivano l’estetica aurea. Non so se fidarmi. Pare che molti lo abbiano sbugiardato. Fatto sta che il caro φ ha il dono di donare armonia e bellezza intrinseca a qualsiasi corpo, oggetto, musica, edificio venga applicato. In particolare, ci si sofferma sulla figura del rettangolo aureo, ritenuto il più bello in assoluto (ancora devo capire come distinguere un rettangolo “bello” da uno “brutto”)…

rettangolo aureo

Insomma, la conclusione è che probabilmente la perfezione esiste. Forse. Chissà se esiste qualcosa di “più perfetto” della proporzione aurea. Sarebbe interessante uno studio in questo senso. Però, non so se effettivamente le entità perfette debbano essere per forza le più apprezzate – probabilmente no. Prendiamo Marilyn Monroe, universalmente riconosciuta come icona di bellezza. Lei con le proporzioni impeccabili c’entrava poco.

"La bellezza è imperfezione, la pazzia è genialità" (Marilyn Monroe)