Un motivo in più per sperare nel futuro, anche nel mio piccolo

A Claudio, che “si ricorda chi aveva chiesto di parlare per primo” e fa anche molto altro. Per fortuna.

Sono passati un paio di anni da quando, comparsa la pagina dello Zio Google (o forse dovrei pronunciarlo Gogol?), mi venne lo strano impulso di scrivere nella fascietta bianca “informazione libera”. E’ stato il punto di partenza per tutto quello che è successo dopo. Non so perché lo feci. Prima usavo Internet poco e male, per cose assai stupide. Forse mi rendevo conto che non sapevo tutto quello che avrei dovuto sapere, che molte cose venivano censurate, nascoste, insabbiate, ma non sapevo come giungere ad una più ampia consapevolezza.

Poi mi misi a cercare con quelle due paroline chiave, tanto semplici all’apparenza, ma tanto complesse da mettere in atto. Informazione. E non solo. Anche libera.

Il primo risultato che mi è uscito? Byoblu.

Pam! Da quel momento è stato un crescendo. Ho capito quante cose c’erano da sapere, quanto dovevamo impegnarci, come si poteva usare Internet in modo intelligente dato che non è un non-luogo, ma un luogo fatto da tutti noi, dove i contributi utili e buoni vanno a formare la nostra conoscenza, quelli cattivi e stupidi vengono eliminati dall’oblio e dal silenzio, come una sorta di “selezione naturale” del Web.

La Rete sarà il terreno fertile per una nuova rivoluzione culturale, come fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili a suo tempo.

Da queste intuizioni all’aprire un mio blog il passo è stato breve, ma forse più lungo della gamba – a volte ci si scoraggia, non si sa dove sbattere la testa, non ti legge nessuno anche se ti sfrangi le scatole a scrivere un dannato post, non hai i mezzi e il tempo per fare quello che vorresti.

Claudio c’è passato attraverso tutto questo, e non ha mollato. Ora, finalmente, arriva il riconoscimento della sua grande missione, forse all’inizio un po’ un’utopia, ma ogni giorno sempre più realizzabile. Il suo blog è stato quello che mi ha aperto gli occhi, mi ha insegnato che non bisogna vedere solo quello che ti fanno vedere, anzi… andare oltre, farsi un’idea propria, soprattutto con l’aria che tira oggigiorno, è meglio. Il suo esempio riaccende nel mio animo un lumicino di speranza, perché significa che tutto ciò che creiamo qui, post dopo post, inchiesta dopo inchiesta, video dopo video, di link in link può concretizzarsi. Grazie, Claudio… il Premio Ischia 2010 è il coronamento di quello che hai sempre sostenuto e mi hai comunicato, a me come a tutti i tuoi lettori.

Libera informazione in libero Stato.