Guardate cosa siamo diventati… l’ultimo ballo del Titanic

Italiani, siete un branco d’idioti.

Ve lo dico così, senza problemi, ovviamente con le dovute eccezioni che confermano la regola.

Guardate il frutto della vostra stupidità. Guardate come state riducendo il Paese e rendetevi conto del furto che state compiendo – state rubando il futuro ai vostri figli, che saranno costretti a diventare adulti in un tale letamaio.

Eppure siete sempre stati così: un popolo senza gli attributi, tranne in pochissimi episodi che infatti ora si sta cercando di censurare o manipolare (vedi la Resistenza). C’è voluto anche Manzoni per chiedervi di avere più palle. 

Volete sempre, povere capre, che qualcuno pensi per voi. Non riuscite a farcela da soli, e si vede. Avete sempre questa latente nostalgia, in fondo in fondo, di un capo carismatico che faccia tutto da solo – prima c’era un certo Duce, ora ce n’è un altro che però è solo un Ducetto. Non siete fatti per la democrazia. Siete fatti per essere comandati a bacchetta, anche con regole ingiuste, per poi lamentarvi e provare questo masochistico piacere nel lagnarvi senza mai voler cambiare nulla. Stupidi.

Poco importa se c’è la mafia, se all’estero siete visti come la barzelletta d’Europa, se la parità fra i sessi esiste solo sulla carta, se i vostri dati economici sono pericolosamente vicini alla Grecia ma non ve lo dicono (tanto che si organizzano perfino scommesse su quando fallirete), se l’informazione è talmente censurata che le notizie più importanti del tg1 riguardano il ritorno delle meduse quadrate, se la scuola pubblica cade a pezzi in tutti i sensi e se i ragazzi devono emigrare all’estero come agli inizi del ’900.

Basta che non vi tocchino Grande Fratello, calcio, una birra in divano davanti alla tv e come dice Santoro “santi, carabinieri e puttane“, ed ecco che siete tranquilli.

Vi fate prendere per il culo in una maniera allucinante, ma la cosa più incredibile è che lo sapete, e ne siete quasi contenti. Anzi, togliamo il quasi. Avete dato il potere ad un omino le cui caratteristiche principali sono mediocrità, amoralità, maschilismo, arroganza e delirio d’onnipotenza, un fuorilegge amico di altri fuorilegge da cui alcune menti libere avevano tentato di mettervi in guardia, ma voi no, avete preferito non sentire, non vedere, non parlare come le tre scimmiette.

Voi non vi rendete conto. Non capite che qui non siamo su Second Life, non stiamo giocando ai Sims e tantomeno non viviamo in una puntata de “La pupa e il secchione”. Questa è la realtà, signori. E nella realtà, mentre l’Italia affoga nella merda dei problemi sia internazionali che nazionali, chi dovrebbe salvarci pensa solo a salvare il regale fondoschiena, mentre la sua orchestrina di yes men intona la sinfonia per l’ultimo, sfarzoso ballo sulla nave che affonda.

Se qualcuno vi fa notare che agli altri Paesi fate pena, rispondete che “tutto il mondo è paese e anche loro non saranno perfetti”, ma se qualcuno critica un certo Paese dite che “è sbagliato generalizzare”.  Decidetevi.

Voi italiani avete accettato Tangentopoli (seppur con un certo lancio di monetine ormai irripetibile, sussulto di dignità che l’anno dopo se l’è ripresa nel deretano), Calciopoli, Vallettopoli, Puttanopoli, e chi più ne ha più ne metta: quanti “scandali” – che non scandalizzano più – dovranno ancora avvenire prima che apriate i vostri occhi obnubilati dal teatrino della tv? Quando vi accorgerete che nel “moderno e civile” 2010 siete governati a panem (che ormai scarseggia) et circenses (di pessima qualità)?

Mentre state lì ad osannare la proiezione dei vostri peggiori difetti fatta uomo, che vi salva dai comunisti brutti e cattivi che fanno i complotti, non realizzate quanto penosi, rincitrulliti e, diciamolo, coglioni siete.

La cosa più brutta, però, è che le spese di tutto questo schifo le faremo noi giovani, quelli che si dovranno affacciare alla vita e invece del futuro vedranno un deserto.

E a quel punto cosa faremo, oltre a stramaledirvi?

Ma voi, intanto, mandate pure un sms per salvare dalla nomination la vostra puttanella preferita in tv.